Oggi, 34° anniversario della Strage di Bologna, vorremmo bandiere abbrunate e un Presidente del Consiglio (al Cairo!) consapevole di quello che ci hanno sempre fatto (fare)

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Lo accusano di essere, sostanzialmente, un “annunciatore”, un chiacchierone da “bar dello sport”, un “tipo” come tutti voi ne avete  conosciuti a dismisura. Macchiette, quasi simpatiche. Tutta gente che al bar arrivava a sentirsi “allenatore” della Nazionale ma che, in fin dei conti, non poteva fare un granché male. Questo soggetto, invece, per la fragilità del tessuto connettivo epidermico nazionale, è penetrato (mi fa “impressione” dire di Renzi che abbia “pene-trato” qualcosa!) fino al cuore dello Stato e ora prova a dirigerlo e a “battere” il ritmo vitale, in nome di tutti noi. Detta l’agenda di una iperattività  politica (si fa per dire!) tanto serrata nei tempi da non consentire ai collaboratori, ai dipendenti, agli interlocutori (avversari compresi), di capire cosa stia facendo e cosa stia annunciando. Mi pare avesse detto che ci avrebbe fatto sapere un po’ di verità intorno alle stragi di Stato, agli anni di piombo, a come “servizi segreti” di paesi terzi avessero scorrazzato a loro piacimento dentro in nostri confini. Siamo rimasti in sterile attesa perché (ovviamente) nulla si è aggiunto a quanto già sapevamo.

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Oggi, 2 agosto 2014, sono solo trentaquattro anni che “qualcuno” ha fatto in modo che imparassimo la lezione, una volta per tutte, a prescindere da quale materia dovessimo studiare, capire, discutere, soprattutto in politica internazionale. Zitti e mosca! Così come era stato da Piazza Fontana in poi, passando per la soppressione di Aldo Moro senza dimenticare, in questo sanguinario gioco dell’oca, Ustica, Argo 16, piazza della Loggia. Tanto, qualunque formula politica provassero a discutere i “politici” italiani (all’epoca, bene o male, ancora eletti dal popolo sovrano) per provare a governare il nostro Bel Paese, alla fine, con le buone o con le cattive, dovevano fare o lasciar fare quello che ai signori di Yalta interessava che avvenisse dalle nostre parti. Anzi, nel Mediterraneo. Come era stato un’opportuno incidente mediterraneo a determinare la morte di Enrico Mattei, anche la bomba alla Stazione di Bologna, potrebbe essere stata una strage legata alle dinamiche in essere, proprio in quel periodo, nel Mediterraneo. Da qualche settimana, dopo dieci anni di indagini supplementari, si è spenta la pista “palestinese”. Come Ustica, come Argo 16, come la Achille Lauro, come la Strage di Fiumicino, come la soppressione dell’ideatore (Aldo Moro) di quel lodo che tanto inquietava i “signori della guerra” sempre attivi perché il sangue continuasse a sporcare il Mare Nostrum. I cinici ragionieri dell’unica contabilità che gli è cara (morti, feriti, riabilitazione post trauma, morti, feriti e via così, da capo), in Italia, hanno avuto sempre la complicità degli avidi e degli ambiziosi di turno ma, spesso, anche degli inetti che avrebbe  dovuto difendere, per ruolo istituzionale, le sorti della Repubblica. Nessuno trova mai nessuno e quando scoprono un esecutore non è lui. Di mandanti, manco a parlarne.

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Attanasio Cavallo Vanesio Matteo Renzi, oggi, 2 agosto, sarai al Cairo a ragionare di guerra e di pace. Cose serie e non per tutti.In piena guerra arriveranno le delegazioni OLP e Israeliana. Mentre sei con gli altri governanti, ascolta bene cosa dicono rispetto al ruolo dell’Italia e, eventualmente, prova a dire tu qualcosa di attinente alla “verità storica”. Soprattutto, astieniti, almeno per un giorno, dal fare “mossette”, smorfiette, strabuzzamenti di occhi, battute con doppi sensi. Prova, per un solo giorno, per una sola ora, a sembrare il Capo di un Governo di un paese “in lutto”, con la Bandiera abbrunata. Ricordati, tengo a precisare, che sei anche il responsabile, a tutti gli effetti, dei “servizi segreti”. Prova a ricordare che la strage di cui oggi ricorre l’anniversario è maturata dentro a questioni (irrisolte) di cui ancora oggi dovete discutere al Cairo. Ricordati che oggi incontri rappresentanti di Paesi o di organismi che potrebbero essere stati (ovviamente altri “nomi”, passati 34 anni) i mandanti della Strage di Bologna. A nome di tutti noi (non del tuo cerchio di affezionati supporter) oggi, comportati all’altezza della gravità della situazione e memore di quelle vite spezzate perché nulla cambiasse e soprattutto perché gli italiani non “pensassero” autonomamente ma “ubbidissero”, solo. Ti pare poco una tale responsabilità mentre hai deciso che i cittadini non devono scegliere, con libere elezioni e con la possibilità di esprimere la “preferenza”, i loro rappresentanti nelle Istituzioni repubblicane? Da ieri, sei un semi-dittatore e sei anche, legittimamente, il capo dei servizi segreti del tuo Paese. E ti pare responsabilità da poco, essere il “capo dei servizi segreti” mentre si decide della guerra e della pace, nel Mediterraneo, per milioni di esseri umani? Mi raccomando, un po’ di serietà, in attesa che riprenda “servizio” Maurizio Crozza. Almeno, tra tutti noi, lui sa come tenerti a posto.

Leo Rugens