Per la Editori Internazionali Riuniti, dall’ottobre del 2013, circola un volumetto dal titolo inquietante: L’Apparato – Il Libretto Grigio. Da questo opera “rivelatrice”, traggo alcune frasi illuminanti

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Il Comitato Centrale ha deciso. Poiché il popolo non è d’accordo bisogna nominare un nuovo popolo.

Mentre le masse si distraggono col finto dibattito sulle regole del Congresso (per il Senato è lo stesso) noi pianifichiamo le operazioni belliche.

Scriviamo le regole per il piacere di poterle aggirare.

Va bene, vi daremo regole chiare e semplici: il candidato dell’Apparato vince il Congresso.

Quando avremo scelto il nuovo Segretario potrà avere inizio il Congresso.

Il Segretario sceglie l’Ufficio Politico, che elegge il Comitato centrale, che elegge l’Assemblea, la quale infine nomina la base.

Una volta si chiamava trasformismo, ora si chiamano “riposizionamenti”.

Questa volta gli italiani hanno capito. Questa non è una vittoria dell’astensione, è una vittoria dell’Apparato.

Il voto di Siena dimostra ancora una volta che la questione morale è un falso problema

L’elettorato ha fatto autocritica, come auspicavamo.

Su tutte le vuote ciancie sul cambiamento gli elettori hanno messo una croce sopra.

Non ce lo chiede l’Europa (che non esiste). Celo chiede l’Apparato.

L’Apparato reprime la partecipazione spontanea.E la sostituisce con finta partecipazione creata usando le truppe cammellate.

L’esistenza della società civile è un male che solo l’esistenza dell’Apparato rende sopportabile

“La sinistra di per sé è un male. Soltanto l’esistenza della destra rende questo male sopportabile”, Massimo D’Alema.

Quando servono, le masse vengono convocate.

Omofobia? Razzismo? Maschilismo? L’Apparato è la soluzione. Tutti militanti, tutti grigi, tutti uguali.

La distanza dalla politica dei cittadini non è un problema. È un valore.

Per andare incontro alle richieste della Società Civile, abbiamo fatto le primarie. Per scegliere chi epurare. L’unico motivo per cui abbiamo fatto le primarie era schedare gli elettori.

“Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”, Voltaire. Chiosa l’Apparato: Apprezziamo il desiderio dei liberali di morire per permettere agli altri di parlare. Per questo abbiamo pensato di esaudirlo.