C’eravamo permessi di anticipare, il 4 agosto u.s., la caduta della diga di Mosul. Così è stato.

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SI APPRENDE CHE 450 ITALIANI SARANNO SCHIERATI NELLA DIFESA DI QUESTA NEVRALGICA INFRASTRUTTURA. ORA LA GUERRA SI FARA’ ANCORA PIU’ CRUDELE E TUTTI, DENTRO E FUORI LE FORZE ARMATE, DEVONO ESSERNE PIENAMENTE CONSAPEVOLI.

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Oggi, 8 agosto 2014, i media e in particolare Rai News 24, ci comunicano che milizie dell’ISIS (il Califfato) si sono impadronite della diga di Mosul, in IRAQ. Il giorno 4 agosto, ci eravamo permessi di anticipare che ormai i giochi erano fatti e che le truppe dell’ISIS avevano messo sotto controllo l’impianto, determinando un primo importante vantaggio strategico militare, economico finanziario, nei confronti di “non si sa chi” ma comunque degli avversari.

Questa sottolineatura e autocitazione non vuole avere nessun fine narcisistico ma viceversa, in spirito di servizio per la rete, evidenziare quanto “molte cose” siano ormai scritte e solo interventi “straordinari” potrebbero eventualmente mutare il corso degli eventi. Ma con tutti gli inutili, maldestri, incolti interventi che sono stati fatti in passato, forse è meglio lasciar perdere. Altro che  bombardamenti effettuati da aviatori intelligenti o ciechi che siano.

La strategia è capire e cominciare a lavorare perché “scoppi la pace nel Mediterraneo”.

Oreste Grani