Torniamo a dire la nostra sulla necessità immediata che Papa Francesco indica una Conferenza di Pace

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Questo toscano, lecca coni, si prepara a far impallidire il ricordo del giocatore di dadi truccati, Berlusconi Silvio. È proprio il caso dell’allievo che supera il maestro. Riforma Scuola: zero spaccato! Riforma e interventi risanatori sulle oltre 5000 partecipate: zero meno!  Deflazione e arretramento di tutti gli indici che si usano (solitamente a buoi scappati) per capire cosa stia succedendo: tutti catastrofici. Tagli sostanziali alle spese della Casta: tendenti a zero. In molti casi, con trucchi e diversivi, addirittura in aumento. I dati certi della spesa pubblica e quindi del deficit reale, in aumento certo. Rifiliamo delle armi, “corpo di reato”, non si sa a chi e come e si spaccia, con comunicati stampa, questa operazione come diplomazia e tessitura di strategie finalizzate ad abbassare i livelli di conflittualità. A noi risulta che, con gli AK 47,  si ammazzano le persone e che, a loro volta, i parenti o i compatrioti degli ammazzati, si dice che ricordino “chi si è messo in mezzo” nella propria vicenda politica e umana e con che finalità.

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Molta gente si ricorderà che gli italiani, certamente, non hanno favorito,con questa mossa delle armi, anche questa volta, la Pace, in modo “intelligente”. Tornando alla politica interna, si conferma, senza alcun dubbio, che gli ottanta euro non solo serviti ad altro se non, in quel preciso momento, a comprare, con il denaro pubblico (altro che ingenui voti di scambio dei bei tempi andati!) consenso elettorale e funzionali a far ritenere che la “maggioranza degli italiani” (solo il 20% degli aventi diritto al voto e non come, ingannandovi, vi continuano a dire, il 40%) ha voluto il nuovo “uomo della provvidenza” (dopo Mussolini, Berlusconi adesso è arrivato Renzi) alla guida del Paese. Qualcuno dica a questo ragazzotto che ha ballato una sola estate che le secchiate d’acqua (cioè i gavettoni di una volta), non si usano più neanche nelle “caserme”. In queste ore rimangono quattro blateramenti su chi guiderà la politica estera di un’Europa che non esiste e che, in pochi, vogliono che nasca veramente. Prima di candidare e far eleggere la signora per bene Mogherini nella posizione di grandissimo prestigio (ma di cosa parlano questi manipolatori di coscienze?) forse era opportuno che qualcuno verificasse il grado di conoscenza della complessità che la brava signora dovrà affrontare. Se nessuno lo ha voluto fare, sia pur certamente inascoltati, lasciamo ad imperitura memoria le righe che seguono.

La prima Guerra Mondiale di cui si celebra (!?!) in questi mesi il Centenario, segnò, ad esempio, come primo elemento di complessità geopolitica di cui si dovrà tenere conto nei prossimi tempi, la ritirata delle potenze islamiche di fronte all’avanzata di quelle occidentali. Ritirata/avanzata: terminologia che non si spiega ne si risolve con qualche twitter o mossetta mimico/facciale. Non diciamo che si debba ogni volta che si trattano questioni geopolitiche che riguardano il mondo islamico riportarsi indietro fino alla nascita del Profeta ma, almeno, sarebbe opportuno che, prima di nominare il premier di turno o il ministro degli esteri o della difesa, qualcuno appurasse se due parole in croce (scusate la gaffe!), il signore o la signora candidata le sappia dire di storia moderna se non, osiamo sognare, di quella contemporanea.

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Alla fine della Prima Guerra Mondiale, i paesi arabi vennero spartiti tra vincitori e divisi non in colonie, ma in stati con nomi e frontiere del tutto nuovi, amministrati su mandato della Società delle Nazioni.La Società delle Nazioni era circa/quasi un ONU di oggi. Un accrocco tipo quello che ha mandato in guerra, i  caschi blu filippini. Persone impegnate, più che a fare i soldati della Pace, a svolgere il ruolo insalubre dei sequestrati o dei circondati, vittime sacrificali di non si sa chi o perché cosa.

Nella grande spartizione, la Mesopotamia divenne una monarchia sotto mandato inglese e, dietro suggerimento di Geltrude Bell (l’archeologa in forze all’Intelligence Service dell’epoca e suggeritrice a Lowrence d’Arabia dei comportamenti che lo resero celebre prima e immortale dopo) venne chiamata Iraq, un antico nome arabo. L’area meridionale della Siria venne affidata agli inglesi con il nome di Palestina (ci siamo capiti una volta per tutte?) mentre la zona settentrionale fu affidata alla Francia che, dopo alcuni tentativi, decise di creare le repubbliche del Libano e della Siria. Punto!

Proviamo a ricordare questi dati base per capire il bordello in essere. Inoltre, destinata ad avere enormi conseguenze ci fu la Dichiarazione Balfour, del novembre 1917 (badate alle date  e tenete conto che si combatteva contemporaneamente una spietata guerra mondiale), con la quale gli Inglesi si impegnavano ad appoggiare la creazione di una homeland ebraica entro le linee stabilite dalla Società delle Nazioni. Tra le due guerre mondiali, in tutta l’area mediorientale, soltanto la Turchia, l’Iran e (udite,udite) l’Afghanistan erano indipendenti, e più tardi l’Egitto e l’Iran, anche se la loro indipendenza era formale e non corrispondeva a una reale autonomia politica.

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Dopo la partenza forzata dei Francesi, anche la Siria e il Libano si aggiunsero alla lista dei paesi indipendenti pronti a formare la Lega degli stati arabi, nel marzo del 1945. Un anno dopo ne entrò a far parte anche la Giordania. Con il passare del tempo, e non in modo incruento, con mille giri di valzer (anche se da quelle parti non è la danza tradizionale), la lista si accrebbe, includendo Libia (1951), Sudan (1956), Tunisia, Marocco, Mauritania (1960), Kuwait (1961), Algeria (1962, dopo una lunga e sanguinosa guerra di liberazione contro i francesi) ed Emirati Arabi Uniti (1971). Il resto è cronaca con soprattutto le guerre intorno allo Stato di Israele nato il 14 maggio del 1948.

Sono almeno cento anni che si sa che sarebbe finita a “califfati”. Scusate la semplificazione, ma è perché non si pensi che l’ISIS sia una questione del momento (MA L’ISIS NON DOVEVA ESSERE UN FUOCO DI PAGLIA? MA IL “CALIFFATO” NEL NORD DELL’IRAQ NON DOVEVA ESSERE TUTTA UNA MESSA IN SCENA SENZA CONSEGUENZE GEOPOLITICHE?) e i combattenti/arruolati che si fanno avanti da tutto il mondo islamico, siano una questione sociologica e di disagio giovanile. Ho provato, in questi anni, a ricordare, su questo blog marginale, gli ottocento decapitati di Otranto non per buttare benzina sul fuoco (non ce ne sarà proprio bisogno!) ma, al contrario, perché gli stereotipi non stronchino sul nascere i tentativi di chi, conoscendo la estrema complessità della materia, si prepara, con gli strumenti culturali necessari, a provare a trovare una  soluzione ragionata e capace si soddisfare le mille anime di questo rompicapo. Viceversa, rimarrà solo prepararsi ad una versione moderna della Battaglia di Lepanto. Con ciò che potrebbe comportare una eventuale vittoria dei “califfi”.

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Torno a dire la mia:

Papa Francesco, nel nome “gentile” di Ipaziad’Alessandria, sarebbe opportuno che Lei convocasse una Conferenza mondiale per laPace nel Mediterraneo

Leo Rugens/Oreste Grani

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