Ma quanto vende il giornale “Europa”?

GEuropaI

Quello che non si sopporta più e che dei dipendenti dello Stato, camuffati da giornalisti, sbarchino il lunario (si fa per dire perché in realtà costano alla collettività una montagna di soldi sotto forma di retribuzioni nette e contributi onerosissimi corrispondenti ai privilegi della corporazione) scrivendo per il giornale meno comprato del mondo: Europa. Faccio un esempio di inutili attività che lor signori svolgono. Titolo in occasione delle ultime elezioni europee: “Il Partito apparato, ha fallito”. Rispondono, giustamente, gli autori anonimi del volume cult, “L’Apparato – Il Libretto Grigio – Editori Internazionali Riuniti”, pubblicazione esilarante di cui vi abbiamo già parlato: “Chi fallirebbe è Europa se non ricevesse le sovvenzioni che noi le garantiamo”.

Così si esprimono i compagni dell’Apparato (PD ex PCI) nei confronti dei giornalisti parassiti, ex margherita, ex tutto.

Noi di Leo Rugens non siamo certo sospettabili di essere dei vetero comunisti ne di avere per loro simpatie ma che dei nulla facenti organizzati (i dipendenti del giornale Europa), campino, alla grande, non dando alcun contributo, di nessun tipo, al dibattito politico-culturale necessario alla povera Italietta, è veramente un’offesa a tutti i disoccupati.

Ripetiamo: signori “europei” (nel senso degli impiegati statali di cui sopra), invece di continuare a sfidare la sorte e la giustizia proletaria che, da qualche parte, si deve pur essere andata a nascondere, ci potete dire (anzi, documentare) quante copie vende il vostro foglietto-trombetta? Forse è ora di tagliare dove il parassitismo è organizzato, invece di “leccare” coni-gelato.

Leo Rugens e la redazione “nulla tenente”