Noi (e non lo siamo) se fossimo Renzi, Capo del Governo, su questa cosa dello “sciopero generale” delle donne e degli uomini in divisa, saremmo prudenti e rispettosi

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Sciopero generale del personale delle Forze Armate e della Polizia di Stato: in passato, non si era mai sentita nemmeno ventilare  tale ipotesi. Quando quei destabilizzatori, eversori, denigratori, demagoghi, populisti (una contumelia per ogni stella) dei “grillini” dicevano che, a settembre, “il governo dei non eletti dai cittadini”, ci avrebbe portato nel baratro, volevano certamente alludere ad una situazione tipo questa. E, quando i Cinque Stelle, delineavano tali complessità, non avevano potuto/saputo mettere nel conto la dirompente situazione militare internazionale. Solo Matteo Renzi e i suoi intimi ritengono, ormai, che le cose si possono mettere al meglio. Il dubbio è quello che sempre assale davanti a facce toste e a “super cazzola con scappellamento a destra” di questa dimensione: ci fanno o, ci sono? Roberto Napoletano, Direttore del Il Sole 24 Ore, diceva che Matteo Renzi c’è e che mai avevamo avuto un premier così ignorante nella Storia d’Italia a partire dal Regno, passando per la Repubblica Sociale e a finire con le varie Repubbliche Democratiche, prima, seconda o terza che siano.

Sul fatto che “Attanasio Cavallo Vanesio Matteo Renzi”, sia un ignorantone, siamo d’accordo. Leo Rugens pensa, però, che sia anche un furbo, uno sleale come si è visto durante l’eliminazione di Enrico Letta. Inoltre, a noi sembra, pienamente consapevole che farsi consigliare da persone che hanno a cuore, preminentemente gli interessi di paesi terzi, voglia dire, di fatto, tradire l’Italia. Renzi lo sa ma, se ne fotte. L’ambizione e, soprattutto, la vanità, lo dominano. E questo, in abbinamento alla pochezza culturale, ne fa un perfetto “ciuccio presuntuoso”. Dalle prime parole che ha detto e, da come le ha dette, rispetto alle legittime reazioni che le donne e gli uomini delle forze armate e delle varie polizie hanno avuto rispetto all’ipotesi dell’ennesimo blocco salariale, si capisce che il toscanello, non ritiene la sicurezza nazionale il problema dei problemi di questo Paese. Lo sapevamo ma, adesso, il re (si fa per dire!) è nudo.

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Per questa sua (?) convinzione (la Strategia di sicurezza nazionale non è una priorità quale ad esempio l’abrogazione del Senato). Il Capo del Governo non è mai intervenuto seriamente parlando di contrasto alla criminalità organizzata. Non a caso,  non c’è Nicola Gratteri a Via Merulana. Questo perché, riteniamo che lo sappiate, la strategia di contrasto alle mafie deve basarsi su una concezione di sicurezza, “a tutto campo”, che prevede non solo la repressione dei fenomeni criminali ma anche azioni di prevenzione sociale, ad esempio nelle scuole e sul territorio, accompagnate sempre da una nuova politica urbana basata, ogni volta che sia possibile, sul recupero e sulla riutilizzazione delle aree più degradate e in queste azioni farsi sempre consigliare e assistere dalle regole dell’anticorruzione. Pensiamo che tutti sappiate che, oggi, è la promozione di reti sociali attive sul territorio la risposta particolarmente sentita (e che va data) ai bisogni di rassicurazione generati dalla scarsa coesione sociale che i tempi di povertà diffusa hanno, “carsicamente”, alimentato. Il bisogno di sicurezza che cresce, di ora in ora, in un Paese che appare senza speranza (disperazione che, quel vanesio di Renzi, non sembra percepire), non può essere soddisfatto senza una alleanza sentita con i professionisti della sicurezza (analisti di intelligence, poliziotti, carabinieri, guardie di finanza e tutti gli altri) come elemento di raccordo e di tenuta sul  territorio nazionale. Le quattro mossettine con cui il ragazzotto ha turlupinato il Congresso del PD, non sono commensurabili e sufficienti per risolvere le complessità che si delineano. In materia di criminalità (macro o micro che sia) e di ordine pubblico, il vostro Capo del Governo (oltre tutto sempre più stranamente solo fino a, si dice, non avere assistenza per il calendario degli appuntamenti) chi pensa che debba intervenire se la situazione dovesse ulteriormente appesantirsi in termini di disoccupazione e povertà diffusa? A chi competerà “mantenere l’ordine” se non le Forze che si chiamano, appunto, dell’ordine? Non parliamo di Bava Beccaris ma, qualcuno che “tiene la piazza”, ci vorrà pure? Torna la domanda: ma questo, ci fa o, c’è?

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Anche perché anche il vecchio Giancarlo Elia Valori dovrebbe sapere che i fenomeni geopolitici che sono in corso e che hanno matrici sovranazionali, non solo non sembrano in via di esaurimento ma, certamente, non andranno nel senso di un rafforzamento della coesione sociale. Anzi, gli avvenimenti cruenti in giro per il mondo cominciano ad evidenziare, anche in Italia, gravi tensioni di contrapposizioni ideologiche, come da tempo non se ne vedevano più. La caccia ai soliti ebrei/israeliani è cominciata (era mai finita?) e lo si vede ben annunciato su tutti i muri d’Italia. Il fenomeno dei flussi migratori, inoltre, determinando presenze disturbanti le attività criminose (in particolare modo, i pattugliamenti per mare nelle zone limitrofe alla Sicilia e alla Calabria) potrebbero generare reazioni violente contro quei disperati, aggressioni “popolari” che in realtà coprono ben altre finalità. Scusate ma non riesco a pensare in modo semplicistico alle “popolazioni” che genericamente e spontaneamente vogliono buttare a mare quei fratelli disperati. Sono più propenso a pensare alle mafie incazzate perché le loro  rotte sicure non lo sono più come lo erano prima. E alle donne e agli uomini delle nostre istituzioni preposte a tanta attività rischiosa, vogliamo negare piccoli aumenti mentre non abbiamo saputo/voluto tagliare un solo centesimo ai privilegi della politica? Vogliamo demotivare chi è arrivato ad anticipare i soldi della benzina pur di uscire con la vettura di servizio in pattugliamento, mentre non abbiamo dismesso una sola partecipata (sono oltre cinquemila) tra quelle in perdita? Non decidiamo di togliere il vitalizio da parlamentare a Ilona Staller, ex agente accertata dei servizi segreti ungheresi, ma vogliamo bloccare (a vita?) gli “scatti” salariali dei “sottufficiali”?  Non  riusciamo a ridurre di un centesimo le pensioni ai troppi “satrapi” tipo Giuliano Amato (che ha ancora la scorta, per Dio!) ma vogliamo mandare in pensione i nostri sergenti e i nostri marescialli, con quattro soldi?

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Non so cosa volesse dire Giuseppe Grillo da Genova con quella questione della TBC, ma noi di Leo Rugens (ribadendo la nostra eventuale responsabilità nel dirlo), a suo tempo, molto prima di questa polemica, abbiamo pubblicato la notizia, di fonte interna alla Polizia di Stato, che il personale impegnato in operazioni ad alto rischio sanitario (quindi con la possibilità di contrarre malattie tipo TBC) aveva dovuto usare fondi del “sindacato” per comprare mascherine e guanti protettivi perché, dove necessitavano, erano finiti. Ora che è in arrivo EBOLA, ci mancava pure che “non fossero usciti i soldi” per le attrezzature protettive consone! Comunque, TBC o meno, il nostro personale di “frontiera” fa una vita di inferno!

Le forze armate e le varie polizie avranno, nei prossimi giorni, un ruolo ulteriore di ripristino della coesione sociale (anzi, se ci capite, potrebbero essere le uniche realtà istituzionali in grado di svolgere questa funzione taumaturgica), quasi a divenire loro la territorializzazione dell’offerta dello Stato,  l’immagine stessa della Repubblica Italiana, in una evidente modificazione del loro ruolo in un senso che non potrà e non dovrà essere, esclusivamente repressivo. Pena, innescare una reazione, pericolosissima! E a questi possibili protagonisti del “non sfacelo della Repubblica” noi vogliamo offenderli, provocarli con le mani in tasca, (eventualmente leccando un cono gelato), invitarli a ragionare di “cose serie”, in modo irrispettoso e allusivo, dandogli dei ricattatori? Penso che, prima o poi, nei siti e nei blog (sono, ormai, centinaia quelli degli appartenenti alle istituzioni di cui stiamo parlando) potrebbe venire fuori l’allusione scurrile, da condannare (ma la caserma, è la caserma!) di dove metterselo, quel cono gelato.

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È tempo del contrario. Il Governo, se vuole essere tale, deve abbassare  subito i toni di aggressività con cui  pensa di risolvere la faccenda dello sciopero generale. Che si decida subito che si taglierà da altre parti (anche razionalizzando sprechi che esistono nelle realtà istituzionali di cui si parla) ma, certamente, non a discapito delle donne e degli uomini delle Forze Armate, e della Polizia di Stato che, è bene saperlo, non ci staranno. A meno che, Leo Rugens, che viceversa ha buona fama di essere informato, questa volta non si sbagli e allora, signori del Governo, siete liberi di prendere le nostre ragazze e i nostri uomini “in divisa”, a calci. Anzi, potete alzargli la voce addosso; anzi, potete fargli pagare trent’anni di non razionalizzazioni del settore sicurezza, di mille acquisti senza senso, di mille ristrutturazioni immobiliari strapagate ai soliti amici degli amici. Fino a che vi sopporteranno per la disciplina a cui, comunque, sono stati addestrati. Dopo, c’è l’abisso, senza possibilità di risalita. Dopo, c’è il bordello e, non dite “che non ve lo avevamo detto”. Per non dimenticare e sottovalutare questa fonte aperta e responsabile: siamo gli stessi a cui migliaia di cittadini speranzosi, chiedono, via web: “Quanto si guadagna nei Servizi Segreti?“, “Come si entra nei servizi segreti?”, “Quali requisiti si devono avere per entrare nei Servizi Segreti?”.

Lo diciamo, prioritariamente, ai vari “Renato Brunetta” che, sappiamo ci leggono.

Buon lavoro a tutti.

Oreste Grani/Leo Rugens che, come al solito, ci mette la faccia ma, quando dice cose come quelle che oggi ha detto, non solo quella.

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