Tempi di Ebola, tempi di vaccini, tempi di grandi affari intorno alla salute e allo scenario geo politico denominato “Big Pharma”

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Per la prima volta al mondo viene mostrata la Macchina del Tempo in possesso di Leo Rugens

Per capire l’antefatto a tanta complessità, salgo a bordo della nostra super veloce macchina del tempo e vado al 24 luglio 2006, giorno in cui il Messaggero di Roma dedica l’intera pagina 17 (speriamo che almeno tale numerazione porti la meritata sfortuna all’occultista/spiritista/necromante, Romano Prodi) ad un “piano vaccini” che l’Italia (con Gran Bretagna e Banca Mondiale), grazie ad un pressing attuato durante il G8, proprio da quei bravi ragazzi dal cuore d’oro, Prodi/Blair, ha deciso di promuovere, per il bene degli africani sempre più poveri e, indirettamente, per l’Umanità tutta. Piano di lotta dispiegato quindi con grandi mezzi per convincere le case farmaceutiche ad essere un po meno ciniche e calcolatrici. Il duo dei super buoni, Prodi/Blair, addirittura scrivono, in quella occasione, a Vladimir Putin (altro buonissimo e, da quel momento, loro grande amico e sodale) per convincerlo ad essere della partita. Putin, sembra un secolo addietro, era il Presidente di turno del G8. I tre, con l’aiuto di quell’altra organizzazione di filantropi organizzati che è la Banca Mondiale, ideò, se capiamo lo spunto giornalistico, un piano di acquisti garantiti (milioni di dosi di vaccini!), per le case farmaceutiche, per convincerle (poverine !) così ad investire in ricerca scientifica.

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La giornalista Rossella Lama, in un box che riproduciamo, definì, otto anni fa, “strategia”, queste scaltrezze affaristiche. Come è noto, da quel momento in poi, l’Africa non ha avuto più difficoltà igienico-sanitarie; le case farmaceutiche, per l’atto di generosità, sono andate a rotoli; Prodi e Blair non li abbiamo più trovati a ronzare intorno a Putin e alle sue scelte geo politiche (ancora ieri, a Cernobbio, lo spiritista “cercatore” di Aldo Moro, svolgeva il suo lavoro di piazzista degli interessi putiniani). Da quella pensata marketing oriented, non è venuto solo bene per i bambini africani ma, non dimentichiamo che, grazie all’intimità che intercorsa da quel momento (e che intercorre ancora tra i tre), molte vite di giornalisti e oppositori alla oligarchia putiniana, sono state salvate. Non tutte, ovviamente: dal 2006, solo 250 giornalisti sono stati eliminati perché rompevano i coglioni a Putin. Ma, Prodi Romano e Blair Tony, sono riusciti a salvare “tutti gli altri” che, grazie a loro… “non sono stati uccisi”. Gli avversari politici di Putin (soprattutto se sospettati di essere gay) tolti di mezzo, sono, per ora, un numero incalcolabile e di questi non possiamo certamente incolpare gli “indifferenti” Prodi/Blair. Come con i gulag staliniani, dovremo aspettare l’amico tempo, per saperne di più di quanta gente è sparita nella Russia di Putin. Siamo alle solite  calunnie di Leo Rugens!

Lo spunto investigativo relativo alla questione dei vaccini africani (ovviamente, visto il tempo ormai trascorso, dal 2006, l’indizio è da considerarsi solo storico/giornalistico) è in funzione non tanto del futuro di Tony Blair, a cui  stanno pensando altri, ma al tentativo, di impedire che in Italia, ci rifilino, dopo Napolitano, lo “spiritista” bolognese, quale Presidente della Repubblica. Vedete voi se è il caso di fare finta di niente o di capire meglio come è andata, tra gli altri motivi, questa cosa degli “acquisti garantiti”.

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Noi di Leo Rugens, lo sforzo lo abbiamo fatto e siamo andati a recuperare, nel passato, il “ritaglio stampa”. Ad altri, più capaci di noi, il resto. Sempre se ne dovesse valere la pena. Quello che proponiamo, a chi se ne sentisse attratto, è un approfondimento di tipo giornalistico perché, ovviamente, escludiamo che si siano messi in modo business illeciti intorno alla attività filantropica dei due, noti al mondo intero per la esiguità delle parcelle consulenziali a cui sono abituati. Siamo solo curiosi di sapere chi ha guadagnato e chi ha perso in questa storia dei vaccini promossi dai due (tre?) “uomini di buona volontà”. Certi del fatto che non ci hanno guadagnato gli africani/sudditi ne in soldi ne in salute.

Leo Rugens/Oreste Grani che, come al solito, ci mette la faccia e, quando fa questo tipo di denuncia, non solo quella.