Si è chiuso, a Milano, il summit euro-asiatico: Renzi ci può dire quali sono gli interessi italiani in Serbia, Albania, Croazia, Montenegro, Slovenia?

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Sin dal 25 settembre 2014 (forse tra i primi in Italia), evidenziammo l’importanza dell’Asia-Europa Meeting (… un’occasione per la pace o per la guerra) e le complessità che si sarebbe portato dietro. Così è stato. A Milano, è stato evidente, che l’Eurasia è terra dove si deve saper giocare a shangai. A margine degli avvenimenti diplomatici milanesi (di cui troverete ovunque competenti commenti), a me interesse riportare l’attenzione sulla cronaca degli incidenti scoppiati allo Stadio di Belgrado il 14.10.14 dove si doveva tenere la partita di calcio, Serbia-Albania. Sono sufficienti le violenze messe in atto in quella sede “sportiva”, per capire quanta benzina è pronta ad essere buttata sul fuoco, ovunque, perché mezzo mondo divampi. E, l’altra metà dei popoli, gli vada dietro per “simpatia”. Le deflagrazioni accidentali, nel mondo degli esplosivi, avvengono spesso, come forse sapete, proprio per “simpatia”.

Piccola cosa, direte, trattandosi di botte allo stadio. In particolare, il drone fatto volare sul campo di gioco (prima era passato indenne sulle gradinate!) portava solo una bandiera (albanese) e non era armato di nessuna “pistola di Sarajevo”. Non è così e vi preghiamo di approfondire: l’episodio è grave e non lo si deve, assolutamente, sottovalutare! Il solito mensile informato e ben redatto, Limes (pare supplisca alle carenze di analisi della nostra intelligence), nell’aprile 2008, dedicava un intero fascicolo alla questione implicitamente posta proprio dalla “bandiera” provocatoriamente avio-trasportata sul campo di gioco serbo.

Il volume è intitolato: “Kosovo, non solo Balcani” (vol. 2.2008).

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Dal fascicolo abbiamo scelto alcune mappe geopolitiche che vi potrebbero (se non le avete già esaminate all’epoca) aiutare a capire il focolaio bellico che potrebbe incasinare, ulteriormente, la scena europea. L’incendio è, nuovamente, a due passi da casa nostra. In quelle terre, da anni, mettiamo parte dei nostri scarsi mezzi finanziari e non si capisce se lo facciamo guidati da una strategia o se spendiamo soldi solo per far ingrassare qualcuno. Ameremmo sapere da Renzi, ad esempio, esattamente cosa ci interessa che avvenga in Serbia, in Albania, in Montenegro, in Croazia, in Slovenia. Se gli Italiani pagano fior di quattrini per stare militarmente da quelle parti, gli dite, signori del Governo, cortesemente, per “cosa” attingono alle loro già “mezze vuote tasche”?

Oreste Grani/Leo Rugens

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