Quando cadono gli dei – Christophe de Margerie muore a Mosca

Huck-Starter

The chess expert [Gary Kasparov] alleged that Putin will use Ablyazov “as a political pawn in his game with Nazarbayev.”

Christophe de Margerie, Ceo di Total, muore in un incidente aereo mentre decolla con il jet della compagnia dalla pista di un aeroporto di Mosca. Quando cade un dio, la mente degli uomini tenta di consolarsi e fa quello che può per elaborarne il lutto; così, a leggere la notizia, tutti i commenti tendono a evidenziare contro chi e contro cosa de Margerie si esprimeva (era favorevole all’euro per gli acquisti di petrolio, era contro lo strapotere USA ecc.), ritenendo di individuare per questa via la ragione della sua morte… escludendo a priori che si tratti di un banale incidente.

Fatalità o meno, provo a percorrere una strada diversa, alternativa all’ipotesi che un macchinista ubriaco abbia invaso la pista di partenza, interrompendo casualmente la vita dell’uomo che guidava il secondo gruppo industriale di Francia (il primo è la farmaceutica Sanofi).

La direzione in cui guardo, infatti, porta alla prigione di Aix-en-Provence, dove vive rinchiuso e in isolamento il nemico numero uno del Presidente Nursultan Nazarbayev, il signor Mukhtar Ablyazov, marito della signora Alma Shalabayeva e papà della piccola Alua. Sto parlando del Kazakhstan e del suo presidente, l’ultimo baluardo della difesa di Mosca e di Putin, il perno del Grande gioco, la tomba dell’Eni e l’oggetto del desiderio del fu de Margerie e  Total e di quanti, in Francia, hanno progettato la conquista di Astana (non quella del grande siciliano Nibali, vincitore del Tour – anche questo segno merita un ragionamento).

Che un doppio filo leghi i personaggi che ho citato è indubbio; Nazarbayev è stato tra i primi a fare le condoglianze alla famiglia del dio di Francia caduto, mentre i francesi continuano a rimandare l’estradizione a Mosca di Ablyazov, in difesa del quale è corso anche Gary Kasparov, nemico dichiarato del presidente russo.

Senza escludere nulla, ma dando per scontato che la complessità di una figura qual è quella di de Margerie non può risolversi alle sue esternazioni pubbliche, sottolineo “solo” che tra Parigi e Mosca, via Astana, qualche motivo di tensione non manca. Insomma, che sia il Kazakhstan il vero ostacolo contro cui si è schiantato il baffuto dio della Total? Qualcuno può credere che un numero uno di Francia non abbia espresso la sua opinione sulla detenzione di Ablyazov?

Dionisia

P.S. Se non di incidente si è trattato, allora la Pace si sta allontanando