Renzi: “Non farò tornare il Pd al 25%”, rimuovendo il dettaglio che il PD, alle europee, in realtà, si è fermato al 20,4% degli aventi diritto al voto. Il 50% si è astenuto!

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Da ieri, una cospicua parte del Paese reale, ha cominciato a contarsi e, spero, a saper tornare a “far di conto”. La scuola italiana, non lo dimentichiamo, è famosa proprio per quanto ha saputo trascurare, come materie di insegnamento, la musica e la matematica.

In Piazza s.Giovanni, a Roma, ad esempio, c’erano molti anziani organizzati nello SPI (Sindacato Pensionati Italiani), più la FIOM, in rappresentanza delle realtà produttive metalmeccaniche sopravvissute alla crisi e allo smobilizzo decretato dal cinico/parassitario capitalismo italiano, più civatiani e altri in ordine sparso. Se esiste ancora il SEL, c’era anche il SEL. Forse erano un milione di persone. A Napoli, alla manifestazione convocata per denunciare che nella Terra dei Fuochi nulla è cambiato, si contavano migliaia di cittadini esasperati. I “campani”, infatti, continuano ad essere “affumicati” nonostante il prode Renzi sia saldamente al comando da mesi e, attraverso legittime catene di comando, possa indirizzare le azioni della Guardia di Finanza, dei Carabinieri, della Polizia di Stato, e, ultimi ma non ultimi, dei Servizi Segreti (AISE/AISI), attraverso il suo compagno di partito, il sottosegretario, con delega apposita, Marco Minniti.

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A Firenze, altri italiani (molti, molti, molti meno), a buon diritto, si sono riuniti, come da anni fanno, alla Leopolda 2014 e “moderati” dal nuovo uomo della Provvidenza, Matteo Renzi, hanno ragionato (si fa per dire!) del futuro dell’Italia, accogliendo, tra le altre bizzarre novità, quale aspirante ad essere iscritto al PD, il “finanziere” Davide Serra. Sono scosso da tale annuncio e dalle dichiarazioni straordinariamente innovative che il “giocatore d’azzardo” (tale viene considerato, da tutto il mondo scientifico ed in particolare da quello medico psichiatrico, chiunque operi nella finanza e viva “scommettendo” sul salire o scendere del valore di beni “immateriali”) ha voluto fare mentre chiedeva di prendere la tessera del PD: “Qui non si ragiona di destra e di sinistra e per questo Renzi mi piace. Per quanto riguarda l’agire dei sindacati italiani”, continua, sostanzialmente, Serra prima di volare a Londra dove esercita, come ribadisco, la professione del giocatore d’azzardo/finanziere, “si documentassero su quanto avviene in Cina e in Russia e si preparino, ora che comandiamo noi con Renzi, ad un nuovo regolamentazione del diritto di sciopero”. Sic! Gulp! La verità è che gli piace Renzi e lo sostiene economicamente perché – finalmente – c’è uno “di sinistra” che fa rigare dritto tutti quei sovversivi che non ci stanno a morire di fame o a chiedere leggi coerenti con il dettame costituzionale. Sic! Gulp! Quando ha detto Russia, forse, il buon Davide Serra, voleva dire, URSS?

Gentile potenziale lettore, Leo Rugens, oggi ti invia post che sarebbe opportuno leggessi.

Qualora decidessi di farlo, ti saremmo grati se volessi far pervenire un commento. Grazie anticipatamente.

La redazione

Serra Davide (in nome della cricca dei “giocatori d’azzardo” londinesi che rappresenta), Ledeen Michael (per antico vizio repubblican-busciano), Valori Giancarlo Elia (per procurarsi denaro tessendo relazioni e occasioni di business con paesi sempre diversi continuando a  spacciandosi  per un uomo di potere soprannazionale), Bettini Goffredo (che cerca di non mostrarsi troppo intorno a Renzi pur volendolo sorvegliare, cosa che gli rimane difficile, vista la stazza), Denis Verdini (a nome dei toscani pseudo-massoni riunitisi quel giorno di cui vi ho parlato nel post… al Ristorante “La Loggia”) dettano la linea ad “Attanasio Cavallo Vanesio” e lo fanno, per nostra fortuna/sfortuna, ognuno per un motivo diverso o servendo diversi padroni. Se fossero tra loro uniti saremmo fritti. Gente comunque che mai, che si sappia, ha agito nell’interesse superiore dell’Italia.

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Dopo tante idiozie (le mie) e attività disinformanti (sempre, le mie), vi invito ad ascoltare/leggere (http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/asignorelli/) quanto, con pacatezza ma con fermezza, l’antropologa Amalia Signorelli (finalmente qualcuno, più autorevole di questo marginale blog, che non tema di dire la verità sul famoso 40,8%), dice rispetto al risultato, “eclatante”, delle Europee che consente, appositamente “manipolato”, di fare, alla Tigre di Carta, Renzi Matteo, il prepotente/minaccioso: “…me ne sbatto di voi, sinistra e sindacato, perché il Paese è con me”. Dice, viceversa, sostanzialmente, la professoressa Signorelli, saggia ed elegante nel suo pensiero: il PD di Matteo Renzi ha ricevuto, il 25 maggio 2013, il 40,8 % ma solamente di quel 50% di cittadini che sono andati a votare; cioè “solo” il 20,4% dei possibili voti esprimibili. Quello che affermo da poche ore dopo lo scrutinio dei voti. Tutti gli altri Italiani (la metà, come dicevamo, non sono andati a votare, altri hanno votato per il M5S o altre realtà tra cui alcune formazioni politiche ostili a Renzi) sono stati a guardare e questo atteggiamento di estraneità, solo agli stupidi o ai mascalzoni, non dice quali pericoli stiano correndo, da queste nostre parti, la democrazia e la convivenza civile. Tutta la serie di prepotenze (mascherate da leggi, da scelte culturali, da alleanze internazionali) che il “toscanello” pretende di mettere in atto, le vorrebbe imporre dichiarandosi legittimato da una “maggioranza” di nostri concittadini che, lo ripeterò fino alla nausea, sono, invece, solo il 20,4%. Oltre tutto, molti di questi Italiani, sostenitori di Matteo Renzi, pur avendo diritto a pensare ciò che pensano, nel segreto dell’urna sono stati (a mio insindacabile giudizio) superficiali e ingenuotti. Pochi, ritengo, gli opportunisti in malafede. Vedremo, se mi sbaglio. Comunque, quando dovessimo “fare a botte”, i renziani sono “solo” un 1/5 del Paese. Se alle elezioni europee, frastornati da un girandola di affermazioni propagandistiche e dal tema complesso, un certo numero di connazionali si sono fatti infinocchiare da questo imbonitore vanesio e dalla sua corte di femmine (possibile che le donne italiane, in politica, questa fine devono sempre fare?), non vuol dire che i “renziani” siano la maggioranza degli aventi diritto al voto e quindi quelli legittimati ad esprimere la guida del Governo dell’Italia. Siamo solo di fronte a qualcuno (oltretutto alla vigilia di avvenimenti che potrebbero rivelarsi sempre più drammatici, interni ed esterni alla nostra comunità nazionale), pronto a volersi imporre alla guida della Nazione, atteggiandosi a un novello “dittatore/parcul/democratico”. Ma la dittatura è una forma di governo che si porta dietro, per poter esistere ed imporsi, l’uso scellerato della forza, esercitata in modo scientifico e continuativo: ce lo vedete “Attanasio Cavallo Vanesio Matteo Renzi”, dare l’ordine di far fuoco, ad alzo zero, sugli italiani che, fatti finalmente i conti, e scoperto che “80” è maggiore di “20”, si dovessero incazzare? Oltre tutto potrebbe accadere che, da qui a quella data, venga scoperto, con prove certe, quanto Renzi sia un burattino in mano ai signori/pseudomassoni riunitisi, quella sera del 2009, al Ristorante la Loggia di Firenze di cui vi ho raccontato nel post “MENTRE IL GOI È ALLE PRESE CON I PROBLEMI DI SEMPRE (LO STEFANO BISI DI TURNO, È SOSPETTATO DI RICETTAZIONE), DICO LA MIA SUL “PATTO DEL NAZARENO”.

Casa massonica

Un burattino, in mano ai maggiorenti di una “loggia” a sua volta influenzata dall’americano (repubblicano di ferro) Michael Ledeen e dal “londinese” Davide Serra. Dov’è, ancora una volta, l’Italia?

In conclusione: l’80% è, fino a prova contraria, maggiore del 20%. Se chi rappresenta il 20%, vuol fare il prepotente e decidere unilateralmente delle vite degli altri, l’80% ha diritto a reagire perché si trova di fronte ad un tentativo (sia pur maldestro) di instaurare una tirannide. Così, alla fine, l’ottanta (numero che tanto piace al nostro “toscanello”) vediamo se “esce” alla indimenticabile  Ruota della Fortuna, portandogli, se finisce a mazzate, la doverosa Sfortuna.

Oreste Grani/Leo Rugens