– 21% ! Quanto è – 21% di quasi niente? – 21%, è quanto il “titolo MPS”, ieri, in un solo giorno, ha perso in borsa!

culo di mulo

Cari elettori senesi, ex estimatori di Franco Ceccuzzi (chi era costui e che fine ha fatto?), in queste ore sono costretto a pensarvi  e a ricordare come tentaste di infangare il nostro agire “ipaziano”, per Siena e per l’Italia, quando, in spirito di servizio, vi prefigurammo, nella lontana primavera del 2011, che la vostra greppia sarebbe rimasta “totalmente vuota” e che, storditi dalla giostra/rotor chiamata “palio”, se non vi foste scossi dal giogo PD/PD, approntato, in loco, dal solito Denis Verdini, complici anche in quel caso, Gustavo Raffi/Stefano Bisi (entrambi, all’epoca, al soldo di Giuseppe Mussari, padrone calabrese del MPS e della mucca “Mens Sana”), sareste andati, senza quasi accorgervene, per cartoni.

Alla luce degli avvenimenti, quasi quasi, autorizzo “quello di noi” che, in queste ore, mi ha espresso il desiderio di recarsi a Siena, fermarsi in piena Piazza del Campo e li, farsi arrestare, dopo essersi calato i pantaloni e aver preteso, a gran voce, che i senesi gli baciassero il culo. C’è, per capirsi, uno di noi (ad oggi, incensurato) che desidera, sopra ogni altra cosa, perdere l’illibatezza giuridica pur di poter riempire di racconti dettagliati (relativi ai quei giorni e a quegli insulti che ci indirizzavate soprattutto grazie all’attività giornalistica dell’inquisito Gran Maestro del GOI, Stefano Bisi), la inevitabile verbalizzazione (dopo l’atto blasfemo rivolto ai puri contradaioli e il conseguente arresto) ad opera delle autorità preposte. L’atto osceno, nell’intendimento del “vendicativo” goliarda ipaziano, potrebbe essere commesso, in luogo pubblico, con l’aggravante del necessario “adescamento”, affinché il bacio possa essere dato, nel pieno del suo lato B (che non ha proprio le fattezze di quello di una Nicolle Minetti qualunque), in un crescendo orgiastico: immaginate la scena di migliaia di senesi/contradaioli, in rituale “sfilata” a Piazza del Campo, quasi fosse un Palio straordinario, in attesa di baciare il culo dell’ipaziano “preveggente”. Ipaziano anonimo che mi prega di autorizzarlo a umiliare i senesi ex ceccuzziani, ex verdiniani, ex avendoliani, ex picciniani che lo offesero a suo tempo e che freme all’idea di poter spiegare al magistrato il senso e le motivazioni articolate che stanno alla base di tanta sua odierna volgarità. Il kamikaze “dal culo baciato”, vuole raccontare, con dovizia di particolari, il perché di un gesto di natura tanto scurrile. Come non capirlo, dopo tante amarezze e danni subiti, principalmente per mia responsabilità (pensai, ingenuamente, di poter dare una mano alla splendida Siena, all’Italia e alle Liste Civiche guidate da PierLuigi Piccini) e gli incommensurabili errori di valutazione che commisi in quella occasione. Non ultimo, quello di far incontrare, perché agissero sinergicamente, per Siena e l’Italia, Claudio Martelli e Pierluigi Piccini. Fu un vero disastro e la responsabilità è, ancora oggi, tutta mia!

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Comunque, per ora, non autorizzo un bel niente e chiedo, all’amico anonimo, di accontentarsi di un sonoro pernacchio, degno del Principe Antonio De Curtis, in arte Totò (lui si massone), da rivolgere, metaforicamente, nella terra – per eccellenza – dei falsi fratelli massoni, a tutti gli elettori senesi che, manipolati dal ibrido Denis Verdini/Berlusconi, distolsero il proprio voto, indirizzandolo sulla nullità di turno, Alessandro Nannini. Complici, ormai mi è chiaro, nella scelta verdinian/massonica, turlupinatrice dei cittadini/sudditi senesi, ma protettiva nei confronti del PD, Franco Ceccuzzi (Nannini era ex comunista, ex pilota, ex sobrio e soltanto, ormai, il fratello della Gianna cantante), gli stessi ambienti delle Liste Civiche che, viceversa, mi erano sembrati, tra i tanti “grassatori” locali, i meno peggio.

A farsi baciare il culo dagli schiavi di Gustavo Raffi, Giuseppe Mussari, Stefano Bisi, Denis Verdini, Silvio Berlusconi ed altri, c’è sempre tempo.

Oreste Grani, alias Leo Rugens, alias Orestino Granetto che, finalmente, se la ride, come solo un bambino sa fare.