“Piazza Indipendenza”, dove ieri sono stati feriti 3/4 operai ternani, porta sventure all’Italia! Chi non lo sa, non può comandare “l’ordine pubblico”.

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In quanti sapete che “Piazza Indipendenza” (è il luogo dove mercoledì 29 ottobre, a Roma, si sono verificati “gli scontri” tra forze dell’ordine e operai ternani) porta sfiga all’Italia? In quanti sapete che, attaccare la CGIL, “porterà altrettanto male” al Paese? A Piazza Indipendenza, ad esempio,nel lontano 1977, furono “attinti” gli studenti “di sinistra” Paolo e Daddo. Ancora, non si sa bene da chi, ma il fatto avvenne certamente da quelle parti. Dopo la cacciata di Lama dalla Sapienza e il ferimento dei due giovani (che a loro volta si scopri “giravano armati a protezione dei cortei studenteschi), quanti furono gli atti di violenza che connotarono, solo nei tre anni successivi, la vita politica dell’Italia? Furono 9673! Il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, mi provi a smentire. Ho sentito che, anche lui, ieri dava “numeri” alla Camera durante l’intervento con cui si “giustificava” degli avvenimenti accaduti il giorno prima, in piazza, presente il Segretario della FIOM,Landini. Una convivenza civile pacifica, in questo nostro derelitto paese, dopo la cacciata del segretario della CGIL, Luciano Lama, dall’Università La Sapienza (17 gennaio 1977), avvenuta ad opera di “studenti” incazzati ed ironici fu, per anni (forse, ancora oggi, non si è aggiustata la situazione), una vera chimera. Centinaia di morti e la perdita, con l’esecuzione di Aldo Moro, della residua possibilità di avere, come Nazione, una politica estera e di conseguenza una qualche sovranità nazionale. Questo periodo buio (da cui non siamo ancora usciti) segue l’episodio di violenza (Paolo e Daddo) che avvenne proprio limitrofo a Piazza Indipendenza. Quella piazza, porta sfortuna! Mercoledì, i cittadini/operai, provenienti da Terni, sono stati “contrastati con fermezza” dalla Forze dell’Ordine, quasi fossero un lungo corteo di “tante Shalabayeva, con figlia seienne al seguito”.

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Il Movimento Studentesco del ’77 (composto nella sua grande maggioranza di ragazzi ironici detti “indiani metropolitani”),e l’opinione pubblica, in quei giorni drammatici del dopo “piazza Indipendenza”, scoprirono che, all’interno dei cortei gioiosi, i citati Paolo e Daddo, erano andati a manifestare, “prudentemente armati”. Contro di loro volarono delle schioppettate (proprio dalle parti di piazza Indipendenza) e, i giovani, furono “attinti”. Da quel momento in poi, di armi, se ne sarebbero viste e usate, in giro per l’Italia, non poche. Anzi, un numero sorprendente (ma per i soliti disinformati) di “ferri”, corti e lunghi, spuntò nelle mani di giovani, di destra e di sinistra. Giovani che si possono ancora (dopo decine di anni dagli avvenimenti), definire “tanto folli” da aver provocato “centinaia di morti e migliaia di feriti”. La “scoperta” dei media di quel giorno, a piazza Indipendenza, fu che esistevano dei “Paolo e Daddo” e con loro le “baiaffe” nelle tasche di tanti ragazzi, apparentemente “normali”. Quel ferimento (ad opera di misteriosi “borghesi”) fu il “casus belli” che portò, su-su, alla “lotta armata diffusa”. Il disordine quotidiano, da quel momento, suscitato e legittimato, portò a consentire, appena l’anno dopo, che una nullità quale Mario Moretti potesse decidere di eliminare Aldo Moro e gettare il Paese in una spirale da cui non ci siamo, come popolo, mai più ripresi e dove abbiamo lasciato ogni residua possibile sovranità nazionale. Forse, almeno al livello scaramantico (quel posto, ripeto, portò iella alla nostra povera Italia!), gli uomini del reparto comandato dovevano essere “briffati” sulle dinamiche complesse implicite nella “gestione di Piazza Indipendenza” e del conseguente ordine pubblico. I reparti ieri dovevano essere informati di dove si trovavano e quali confluenze astrali negative, dal loro agire, potevano determinarsi.

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Ci voleva il Mago Otelma per evitare una cazzata come quella fatta. Ma, come per le “puttane russe” che invece sono delle irreprensibili affettuose madri kazake (vedi Alma Shalabayeva), il problema è che l’avvocato siciliano ritiene di essere uno “Scelba” (anch’esso siciliano) ma non ne ha la sturttura politica e culturale. Il Ministero e le forze dll’Ordine stanno come stanno e non sarà certo Angelino Alfano ha tirarli fuori dalle inadeguatezze in cui si trovano. Comunque, ancora una volta, si scopre che in pochi sanno di cosa si parla e cosa sia, “complessità”. Spero che tutti abbiate capito che non si tratta di essere o meno scaramantici ma prudenti e attenti agli effetti domino/valanga, che si innescano con quattro manganellate, mal date. Fate conto che uno degli operai di ieri, per motivi di salute, stesse assumendo il Cumadin e che il trauma cranico inferto dalla manganellata, lo avesse fatto decedere, in piazza Indipendenza. Mi dite come cazzo, oggi, quei fuscelli di Renzi e Alfano, potrebbero guidare un Paese, nuovamente scaraventato dentro ad una spirale violenza – repressione – maggiore violenza – maggiore repressione? Il giorno della cacciata della CGIL, 17 (!) gennaio 1977, dall’Università La Sapienza (fu il sindacato ad essere espulso e non solo il suo segretario nazionale Luciano Lama) c’era, durante gli scontri, sul piazzale della Minerva, un cronista d’eccezione (l’intelligente e informato Carlo Rivolta) che, da “dentro” a quanto drammaticamente si cominciava a capire sarebbe successo, scrisse: “…

Carlo Rivolta

Eppoi sono arrivati i carabinieri, scriveva Carlo Rivolta. Ma, oggi, i carabinieri hanno altro da fare. Ad esempio, se ben ricordo, sono in attesa di cambi al vertice. Meditate e, se potete, ricordate. Ribadisco: picchiare sulla testa degli operai ternani e impedire al “sindacato” (CGIL/FIOM) di parlare, non porta bene! Soprattutto, se c’è di mezzo, piazza Indipendenza.

Oreste Grani/Leo Rugens