Economia reale: 133% di non si sa cosa! Comunque i “vostri” debiti aumentano. Anche questo (con i nostri limiti nella materia) lo avevamo detto.

Oltre due anni addietro scrivevo questo “sfogo”.  Oggi ve lo ripropongo quasi fosse il ricordo del “nostro 11 settembre permanente”. Oreste Grani/Leo Rugensschianto2

Questi malandrini (come vanno chiamati diversamente?), un po’ rappresentati da giornalisti e un po’ da chi li tiene al guinzaglio, vi fanno scoprire che il debito pubblico italiano non è più gestibile e che cresce a dismisura: è il terzo debito pubblico del mondo. Ma no? Veramente? Non possiamo crederci? Era tutto noiosamente previsto e tutto già scritto nelle politiche di non riduzione che da trent’anni si attuano nel Paese dei grulli. Si chiama “Mistero Italiano” il fatto che quasi trent’anni di tagli di spesa e di aumento di tasse (incontrovertibile verità!) non siano serviti a nulla anzi con il risultato che il deficit è sempre rimasto elevato e il debito è cresciuto a dismisura. La verità è che non è mai, mai, mai, mai stata tagliata la spesa: per fare un’esempio preso in prestito da chi ne capisce più di noi è come se di una spesa di 100 euro, in un dato anno, che viene stimata crescere a 130 per il “tendenziale” dell’anno successivo, si determinasse un taglio di 20 euro e così facendo si decidesse di  aumentare e non ridurre la spesa tra un anno e un altro, appunto da 100 a soli 110, dopo il taglio “virtuoso”. Così hanno fatto Prodi-Visco-Padoa Schioppa e hanno continuato a fare, per anni, Tremonti-Berlusconi. Dopo di loro il turnover dei capi di Governo e dei loro ministri dell’economia è stato talmente rapido che è come nessuno avesse fatto niente. Anzi è stato peggio di quello che veniva fatto prima perché le poche “pezze” sono state messe in piena recessione europea e speculazione finanziaria. Nessuno ha mai tagliato niente attuando solo un inganno di annunci che in realtà si riferiscono a dati “tendenziali”. A cose vere avvenute, il debito pubblico è continuato a salire e ora è alimentato dal lievito degli interessi. Vi hanno raccontato solo cazzate e se non credete a me chiedetelo all’economista Mario Baldassarri (simpatico o antipatico che vi sia) ma che ha avuto, come studioso, l’onestà di dire queste cose in assoluta trasparenza.  Si è sempre dichiarata una volontà di tagliare ma era sul tendenziale che poi si agiva.  Siete quindi pieni di debiti. Punto.

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Non poteva non finire così a meno che, alcuni anni addietro, uno non avesse annunciato: “non pago più un cazzo! Fate come vi pare!”, o altre “rivoluzionarie” soluzioni del genere. Ma quando dico rivoluzionarie, intendo proprio dire cose che non si sono mai viste e comunque kata-strofiche. Cioè cose capaci di dargli un taglio (anche in chiave drammatica) alla situazione. Con tutti gli annessi e connessi. Una rifondazione dei principi su cui basare la convivenza civile e un nuovo stato repubblicano. Il termine “utopia” è  insufficiente per una tale ipotesi. L’Utopia ha un suo valore strategico e qui stiamo parlando, invece, di gente che ha pensato solo a come “rimediare” i soldi per la cocaina, per i debiti di gioco contratti, per le puttanelle che gliela dovevano dare, per pagare le parcelle degli avvocati che dovevano salvarli dal carcere che rischiavano per aver rubato i soldi che gli servivano per la droga, per pagare i biscazzieri, le puttane (meglio se trans), per rifarsi seno e culo ed altro. Siamo nel Rotor da Luna Park e la “coazione ricorsiva” della oligarchia politica italiana, appena accennata, potrebbe durare all’infinito se ogni tanto la Provvidenza non ne facesse morire qualcuno. Tutto qui. Un po’ di arrestati e qualche rara morte naturale. Un po’ poco per salvare la situazione! La situazione è gravissima per questa ruota da criceti in cui vi hanno messi e da dove difficilmente riuscirete a uscire. Ci vuole uno scossone, o tutto sarà perduto.

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Chi mai, infatti, dal 9 maggio 1978, avrebbe potuto dare corso alla trasformazione culturale necessaria a per innescare un processo rivoluzionario capace di trovare la soluzione ai debiti contratti? Oltretutto, in presenza di una domanda irrisolta: debiti contratti da chi? Chi ha incassato i contanti, in questi anni? Chi ha firmato gli assegni, le cambiali, le garanzie? La verità è che sotto a questi numeri agitati per spaventarvi ulteriormente, sotto a questi raggiri finanziari, c’è solo l’avidità della partitocrazia e dei suoi clientes. Che c’entrano gli italiani sopravvissuti a cotanto saccheggio e magheggio? I debiti non sono vostri. Non li avete fatti voi. Oltretutto, in cambio di quei debiti, non vi hanno dato istruzione, sanità, equità sociale, giustizia giusta, cultura diffusa, paesaggi protetti, riposo garantito. Tutta la gentarella che, dopo la morte di Aldo Moro, si è alternata sul palcoscenico della vita politica italiana, non è stata capace di fare altro se non qualche peto (oltretutto a pagamento) qualche frizzo, qualche capriola sgangherata o cantare, con voce stonata, qualche stornello osceno.

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Il debito è sempre cresciuto e nessuno dei ministri preposti ha saputo fare un cazzo di niente se non aggravarlo. Abbiamo chiesto il 24 agosto 2014 (Che altro vi devono fare?) cosa altro vi dovessero fare prima di vedervi trovare la forza di fermare il treno lanciato, senza manovratore e a folle velocità, contro una montagna di granito. I debiti se tali li si considerate e li accettate come vostri, sono una montagna: un Everest da scalare senza scarpe e attrezzatura adeguata. Come pensate che andrà a finire? Cosa vi devono fare d’altro prima che vi stanchiate?

Oreste Grani/Leo Rugens

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