Il tempo, in molte questioni complesse, può essere buon consigliere e, a volte, anche un ottimo “testimone”.

Astana-expo2017

Il post che riproduciamo è stato scritto il 20 novembre 2013: mancano pochi giorni e facciamo un anno.

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Il “caso Shalabayeva”, non solo non è chiuso – come Massari e noi “profetizzavamo” – ma le parole di condanna del comportamento stupido e servile che denunciavamo da parte di alcuni nostri compatrioti (si fa per dire!), si sono dimostrate totalmente rispondenti alla verità dei fatti. Non solo, quindi, le nostre di espressioni, col tempo, hanno acquistato valore ma, soprattutto, quanto Alberto Massari ha saputo descrivere nel suo libro, fanno di lui un “buon consigliere” e un ottimo “testimone” dell’intera vicenda italo-kazaka. Come ricorderete, la riflessione “geo politica” fatta dal Massari, faceva perno sull’appassionante vicenda dell’esule Ablyazov, di sua moglie Shalabayeva e i loro figli, in fuga dalla Patria (appunto, il Kazaksthan), con un “pacco di soldi” (miliardi di dollari!). Da quando le autorità di polizia kazake (gente, oltretutto, formatasi in parte sotto la vecchia scuola “sovietica/KGB”) avevano cominciato a dare la caccia, con tutti i mezzi (non sono mancati episodi da vero film d’azione con agguati in giro per il mondo e conflitti a fuoco da cui Ablyazov usciva sempre indenne), al “delfino” del Presidente Nazarbayev, ladro (?) e ingrato (?), di acqua ne è passata, a tonnellate, sotto i ponti della geopolitica eurasiatica. Da quando Ablyazov si è rifugiato all’estero (con la dotazione o meno dei miliardi di dollari come affermano i suoi detrattori), sono evolute non poche situazioni internazionali e in una direzione tale da consigliare chi è preposto (per compito istituzionale e per incarico professionale) ad analizzare il caso Ablyazov-Shalabayeva, con la massima attenzione e prudenza. Da quando balla questa questione dell’esule kazako, ad esempio, non ballano più (per motivi diversi, uno è morto, l’altro è “perseguitato” da alcune Procure della Repubblica Italiana) due personaggi di grande peso internazionale nella triangolazione energetica Roma-Parigi-Astana quali erano Paolo Scaroni e De Margerie.

Astana 2017

Hai detto un prospero! Anche perché, Ablyazov è ancora oggi detenuto/protetto, proprio in Francia; De Margerie era francese ma, come evidenzia la nostra brava Dionisia, fu personaggio di grande statura intellettuale, fortemente legato alla Comunità di Sant’Egidio e quindi, a quel mondo diplomatico parallelo vaticano che fu messo in moto, anni addietro, dall’intraprendente Mons. Paglia; Scaroni e Descalzi  tendono a zero e, comunque, hanno perso il “senso delle cose” e “il treno della storia”, avendo scelto, prima uno e poi l’altro, la relazione con un ceto politico destinato a sparire. Ad Astana non è chiaro tutto se non che si va verso l’Esposizione Universale denominata appunto “Future Energy” e che la politica estera verso la Francia e l’Italia è consistita, fino ad oggi (è ciò che si vede maggiormente) in una caccia al ladro Ablyazov e alle attività cultural/relazionali che intrattengono il bravo Al Bano e l’ancor più bravo e intelligente Pasquale Caprino, in arte Son Pascal.

Queste quattro carabattole che abbiamo in testa, ci obbligano a uno sforzo di riproposizione di alcuni post, scritti dalla attenta Dionisia che speriamo siano di aiuto ai nostri pochi ma attenti lettori a ricordare quanto di complesso ruotava intorno al numero 1° della Total, al Caso Shalabayeva/Ablyazov, alla defenestrazione di Paolo Scaroni, all’Ukraina in guerra, a Mosca con il suo Putin. Non diciamo che sia tutto collegato ma evitiamo, prudentemente, di scrivere il contrario. Fatevi una vostra opinione perché, in realtà, noi ne abbiamo già una nostra. Così come pensavamo che il Caso Shalabayeva non fosse chiuso (e non ci sbagliavamo), pensiamo che sia bene non distrarsi su quanto avviene dalle parti di Astana, città intelligentemente in cammino verso il suo “2017”. Che viene, temporalmente, dopo il nostro inutile (ad oggi!) “2015” milanese.

Oreste Grani/Leo Rugens

PS:

Fino ad oggi Dionisia ha dedicato alla morte di De Margerie sei post che vi riproduciamo tutti insieme. Vicenda complessa e, intorno ad essa, non si ripetono mai abbastanza gli spunti di riflessione.

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QUANDO CADONO GLI DEI – CHRISTOPHE DE MARGERIE MUORE A MOSCA


 

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QUANDO CADONO GLI DEI PARTE SECONDA – DE MARGERIE E LO SHTOKMAN PROJECT


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QUANDO CADONO GLI DEI PARTE TERZA – DE MARGERIE, SANT’EGIDIO E RICCARDI


 

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QUANDO CADONO GLI DEI PARTE QUARTA – SE MOSCA PIANGE, PARIGI E TRASTEVERE NON RIDONO; LA MORTE DI DE MARGERIE APRE SCENARI IGNOTI


 

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QUANDO CADONO GLI DEI PARTE QUINTA – I GIOCHI NUCLEARI DI SCARONI E DE MARGERIE


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QUANDO CADONO GLI DEI PARTE SESTA – L’ULTIMO MAGGIO A ST. PETERSBURG