Pieczenik, un americano a Roma (per tacer di Leeden e Kissinger)

“A sinistra s’ode uno squillo”…Vuoi vedere che qualcuno si accorge di cosa accade da troppi anni intorno ai doppi livelli e alla sottrazione di sovranità popolare in questo martoriato ma ancora bellissimo Paese?

Leo Rugens

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Steve Pieczenik non è un uomo qualunque, come del resto non lo sono Michael Leeden o Henry Kissinger (di recente, come anticipato, in visita a Roma).

Innanzitutto sono cittadini americani di ambiente conservatore che hanno per l’Italia una passione smodata, a giudicare da quanto tempo hanno trascorso nel Paese, facendosi troppo spesso i cazzi nostri, a volte invitati dalle istituzioni, a volte da privati cittadini (da Giovanni Agnelli a Matteo Renzi) e per i più svariati motivi.

Steve Pieczenik è una delle figure che la studiosa Stefania Limiti ha messo da tempo al centro della trama che ha cambiato più di tutte la storia del Paese, l’omicidio Moro:

Quando venne in Italia, qualche giorno dopo il rapimento di Aldo Moro, come esperto di terrorismo del Dipartimento di Stato americano, incaricato da Kissinger di costruire la prima cellula antiterrorista degli Usa (si veda su di lui quanto scrivono Sandro Provvisionato e Ferdinando Imposimato in “Doveva…

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