La sicurezza dello Stato e un “quintetto” chiamato a suonare armonicamente. O saranno guai per il paese, per l’Europa, per il nostro Mediterraneo

pentagono2

Cambio della guardia nella posizione più ambita nella Benemerita: cessa il servizio, dopo aver sforato i tempi naturali del mandato, il Generale Leonardo Gallitelli e viene elevato al rango di Comandante in Capo dell’Arma, il Generale di Corpo d’Armata Tullio Del Sette. Chi spingeva perché proseguisse nella posizione il Gallittelli, si è dovuto arrendere. Di comune accordo, la Ministra della Difesa (è sua formalmente la competenza della nomina) e il baldanzoso premier Matteo Renzi hanno scelto Tullio Del Sette. Auguri sinceri al nuovo Comandante che dovrà, temiamo, affrontare un periodo complesso. Anche perché l’Arma, come tutti sanno, è l’architrave del sistema complesso che definisce il perimetro della Sicurezza Nazionale e, a seconda di come vanno le cose nell’Arma, il Paese trova, o meno, risposte all’incertezze che connotano le diverse fasi politiche e sociali. Senza disturbare, nell’anno del Bicentenario, la Storia.

I millesimi e le decisioni unilaterali che Matteo Renzi ha diritto a prendere (in Italia è il Capo del Governo il vero comandante dei Servizi Segreti per cui, negli ultimi due anni, ben quattro persone diverse hanno avuto questo privilegio, Berlusconi, Monti, Letta, Renzi!), descrivono un quadro ulteriore a cui sarà legata, da oggi, la sicurezza del Paese. Escludendo per ora le altre realtà militari e la Guardia di Finanza, le nomine di fiducia che scatteranno con l’elezione del Presidente della Repubblica vero e supremo Comandante delle Forze Armate, faranno la differenza. Questo pensa quel dilettante allo sbaraglio di Leo Rugens. Quindi, tutto congelato nei Servizi Segreti: Arturo Esposito (direttore dell’AISI) usufruisce di un ingaggio che Monti gli ha siglato per quattro anni e che lo porta a dirigere il Servizio Civile fino al 2016; sempre nel 2016, dovrebbero cessare Giampiero Massolo, attuale Direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza e l’attuale Capo della Polizia, Alessandro Pansa. Quello che ha più tempo davanti a se per fare bene nella posizione è Alberto Manenti che sarà il direttore dell’AISE (l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna) fino al marzo del 2018. Il quadro delineato, agli addetti ai lavori, dovrebbe dire non poche cose alla luce soprattutto delle complessità che si delineano, dentro e fuori i confini. Soprattutto la guerra tra la gente in Libia e in tutto il Mediterraneo, la conflittualità in Eurasia (Ucraina e altre realtà), i conflitti sociali in Europa e in Italia, mostreranno il valore del quintetto.

Rimaniamo in fiduciosa attesa.

Oreste Grani/Leo Rugens

Schermata 2014-11-28 a 16.48.18