A New York tira una brutta aria e non solo metereologicamente parlando!

ciclone

A New York tira una brutta aria, tanto brutta che il Sindaco della città più famosa del Mondo dice a suo figlio di “stare attento alla polizia”, o, peggio, di “non fidarsi della polizia”. Spero che non sia vero perché, in queste ore, ho più persone che mi sono care e che sono andate a vivere (per diversi motivi) negli Stati Uniti e in particolare modo a New York. Ciao Claudio, ciao Eugenio, statevi accorti. Centinai di arresti (e questi sono certi), da giorni, per le proteste antirazziali. Le chiamo così, con termine obsoleto, perché sotto non c’è altro che il razzismo mai risolto nel Paese che è nato, non lo dimentichiamo, sull’esito della Guerra di Secessione e i massacri “razziali” dei “pellerossa”. Razza e diseguaglianza sociale. Razza e povertà. Razza e sperequazione educativa e formativa. Neanche un Presidente afroamericano ha potuto cambiare la situazione.

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Anzi, le cose sembrano peggiorare in vista degli appuntamenti elettorali presidenziali del 2016 e degli impegni internazionali (guerre varie ed eventuali in particolare la coda lunga del terrorismo di matrice islamica che non lo dimentichiamo a più volte colpito gli Usa sul loro territorio: non solo le Torri Gemelle ma le ambasciate di tutto il mondo. Il Paese delle armi a tutti potrebbe vivere una stagione politicamente e metereologicamente parlando fatta da una sequenza di tornado e tempeste come non se ne sono mai viste neanche nel Paese dei tornato e dei cicloni..

Oreste Grani/Leo Rugens