Allarme rosso! Silvio Berlusconi, il vero Arturo Ui d’Italia, chiede lo scioglimento del Comune di Roma per inquinamento “mafioso”

un marziano a roma

Allarme rosso! Silvio Berlusconi, il vero Arturo Ui d’Italia, chiede lo scioglimento del Comune di Roma per inquinamento “mafioso”. SE LO VUOLE BERLUSCONI, NON SI DEVE FARE, sarebbe la facile soluzione al dilemma.

Non è così ma quasi. Il “marziano” Ignazio Marino, sceso da un disco volante direttamente a Roma, è stato eletto Sindaco della Città Eterna, in modo inaspettato e contro la volontà di quelli abituati, da decenni, a fare comunella “con opposizione o maggioranza purché se magna” parafrasando il detto storico su Francia e Spagna. In molti non vedono l’ora che sia tolto di mezzo l’alieno sindaco onesto per ridare le carte sperando che vada meglio di come gli sarebbe andata  con uno non organico ai loro disegni.

Chi siano questi, per saperlo, basta continuare a leggere la Bibbia del Malaffare rappresentata dal libro di Alberto Statera che continuo a sponsorizzare “aggratisss”, direbbe un romano verace:

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Beccatevi altre 6 pagine del libro e ditemi se è il caso di mandare a casa Ignazio Marino perché gli stessi che si sono pappati, per trent’anni, ben altro che le “minestre” che distribuiva la povera segretaria/cassiera della 29 Giugno, tornino a dare libero sfogo alla loro natura di “gargarozzoni”.

Senza avere la statura (comunque, non si sa mai, e, in quanto medico con barba, tutto potrebbe essere) del massone/anglo/ebreo/italiano Ernesto Nathan, Ignazio Marino è opportuno che ce lo teniamo, stretto stretto, fino a quando non si capisce di cosa stiamo parlando, parlando di Mafia e di commissariamento. Guardiamo con attenzione, ad esempio, le posizioni che dovesse prendere, sulla vicenda scioglimento o meno, la testata giornalistica romana Il Messaggero, proprietà della Famiglia Caltagirone.

Non ci si deve distrarre neanche su cosa dovesse dire in proposito il Corriere della Sera (edizione romana) perché nel capitale sociale del Corriere ci sono i Fratelli Toti accusati da Caltagirone di essere stati favoriti, per anni ed anni, da Walter Veltroni e i suoi. Costruttori sempre costruttori. Così oltre ai Caltagirone, ai Toti, ai Mezzaroma e per indotto, nel global service delle pulizie, il genio del mondo calcistico Lotito, a Roma da sfamare ci sono i Bonifaci, gli Scarpellini, i Parnasi, gli avanzi dei Todini (a proposito di infiltrazioni mafiose, che fine ha fatto la questione ‘ndrangheta-Caffè de Paris che vedeva coinvolti i Todini nella vicenda?), Erasmo Cinque (è ancora vivo perché me lo ricordavo forte ai tempi di Vittorio Sbardella?), Pulcini e Navarra. Mi scuso per quelli emergenti che mi fossi perso per strada. Questi hanno sempre eletto i sindaci a Roma negli ultimi trent’anni. Tenete conto che quando si fa questo elenco è come se parlassimo contemporaneamente di tutto il sistema bancario italiano che con questi signori è ai mezzi su tutto e che, se non torna a guidare Roma un sindaco malleabile, tutto il “Sistema Capitale/Capitali” che potrebbe saltare. Ecco perché è opportuno essere prudenti per capire chi ha fatto che cosa e chi ha movente sufficiente perordire un complotto intelligente. Parliamo di veri miliardi che girano da decenni non delle buste (gravissimo comportamento!) della 29 Giugno. Per la prima volta nella mia vita (c’è sempre una prima volta) sono attratto a schierarmi su una posizione complottistica.

Non c’è più trippa per i gatti?  E allora, potrebbe essere che “gatta ci cova”. Leggete e sentiamoci.

Oreste Grani/Leo Rugens


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Gianni Alemanno! Avete capito? Non il marziano Ignazio Marino!