Cosa succede, in questo Paese allo sbando, neanche più gli uomini dei “servizi” sanno le cose?

IT.grazia giustizia

Ieri ho scritto che Salvatore Buzzi aveva incontrato, senza troppe difficoltà, il “grande profumiere” Gianni Letta e che, dopo poche ore da quell’incontro, grazie al signorile intervento dell’amico del cuore di Gianni Battistoni, consigliori di Silvio Berlusconi, inciuciante in modo costante con Luigi Bisignani, il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, aveva ricevuto il sodale di Massimo Carminati. Che noi “qualunque” non si sapesse dell’uso scellerato che Buzzi faceva della storica e benemerita cooperativa “29 Giugno” è lecito anche se denuncia un primo sintomo di rincoglionimento e di informazione carente. Che di tale deviazione non ne sapesse nulla un magistrato avveduto (Giancarlo De Cataldo) ed esperto proprio della pericolosità del “guercio” (Carminati), è più grave ma, che il signor Prefetto di Roma, ignorasse la natura del connubio tra i due ex galeotti, lascia attoniti. Per molto meno, il povero Procaccini (Caso Shalabayeva/Ablyazov), anche lui prefetto (anche lui sottoposto del signor Ministro, Angelino Alfano) ha dovuto rassegnare le dimissioni. Tornando a Gianni Letta, mi chiedo come sia possibile che un uomo che per motivi istituzionali ha diretto, sostanzialmente e per molti anni, entrambi i servizi segreti (AISI/AISE), non abbia più qualcuno, nell’ambiente dell’Intelligence, ancora amico o grato, che abbia ritenuto doveroso avvertirlo della inopportunità di tali frequentazioni.

Cosa succede, in questo Paese allo sbando, neanche più gli uomini dei “servizi” sanno le cose?

Oreste Grani/Leo Rugens

gianni letta

P.S.: Perché il Presidente di una cooperativa anomala come la “29 giugno” viene ricevuto da Gianni Letta e non direttamente dalle istituzioni preposte alla bisogna?

Buzzi, dal carcere, farebbe bene a dirlo, spontaneamente, al magistrato inquirente, spiegando anche quale benemerita funzione svolgesse da anni la cooperativa da lui presieduta nell’espletamento delle forme alternative di sconto della pena.

Il potere della 29 giugno non consisteva, infatti, solo nei soldi che passava ai politici corrotti ma anche e, soprattutto, per l’attività di accoglienza e di attuazione delle così dette pene alternative. L’affidamento sociale (tipo Berlusconi) era in gran parte svolto da questa cooperativa verso la quale il Ministero di Giustizia, tramite una sua apposita direzione, indirizzava i condannati. Soprattutto qui a Roma.