Da mesi chiedo inutilmente di sapere se la “sala giochi” di Via Veneto 13 – Roma paga l’affitto ad una realtà ecclesiale

Via Veneto, Roma. Panoramica del marciapiede sul quale si affaccia un locale dedicato al gioco d'azzardo

Quanto scriverò, in questo post, è esclusivamente di mia responsabilità. Questo lo dico per chiunque mi volesse chiamare a rispondere dei modi e della sostanza delle affermazioni che seguono. Nessuna persona amica/collaboratrice che mi aiuta nella redazione di questo blog ha alcuna responsabilità di quanto sto per pubblicare. Inoltrerò questo testo a una lista di 700 persone selezionate perché sia chiaro che è mio desiderio rendere pubblico il mio stato d’animo.   

Il 14 dicembre 2014, scrivevamo che a giorni ci si sarebbe trovati, nelle sedi istituzionali preposte a legiferare, di fronte al risultato dell’attività mafiosa (suggestioni ambientali e culturali – a strafottere – attraverso campagne di comunicazione ipocrite, corruzione dritto per dritto per i “politici” e la burocrazia, sofisticate intimidazioni) dei lobbisti al soldo dei criminali che controllano il gioco d’azzardo ed in special modo le slot machines. Così è puntualmente avvenuto.

Fate veramente schifo, senza appello, senza alcuna possibile mediazione futura; provocate vomito e diarrea (siete voi la vera EBOLA) solo a pensarvi mentre predisponete le trappole mangia soldi per la povera gente. Fate schifo, quindi, non solo per le complicità con i troppi Carminati. Vi dico di più: ringrazio di essere, ormai, troppo vecchio e senza il vigore fisico di un tempo, perché il mio cuore e la mia mente, in queste ore, sarebbero state cattive consigliere. Dentro al Parlamento repubblicano, al caldo, nell’ombra, ben protetti dalla omertà (caratteristica della mafia) i più, dimentichi persino del Maresciallo Giuseppe Giangrande che era li per difendere le vostre facce di culo quando è stato reso invalido dal ludopate Luigi Preiti (che lo voleva uccidere), avete ancora una volta servito il dio denaro e le vostre sordide dipendenze (siete notoriamente grandi assuntori di cocaina, frequentatori di transessuali, alcolisti e pokeristi incalliti, amebe necessitanti di pagare fanciulle e fanciulli per ipotizzare una qualche vostra ultima erezione).

via veneto2

Fate schifo e, come si dice a Roma, tutto quanto i vostri padroni vi stanno mettendo in mano, dovrà essere speso da voi gente senza scrupoli in medicine. Papa Francesco, laicamente  ti prego, almeno Tu, fai chiudere (se dovesse risultare in attività dentro un bene della Chiesa) la “sala giochi” di Via Veneto 13 – Roma.

Da quando esiste questo marginale blog abbiamo avuto non poche soddisfazioni nel vedere molte delle scelte da noi auspicate divenire, in diversi campi, realtà. Nulla, viceversa, è accaduto da quando denunciammo l’ipotesi che “la sala  di perdizione”  fosse insediata dentro un bene della Chiesa. Un vergognoso silenzio che non fa onore a nessuno (in particolare all’Osservatore Romano, all’Avvenire, al SIR, a Famiglia Cristiana, a Radio Vaticana a cui mi sono rivolto altre volte ai loro indirizzi nella rete)  e che, tra poco, non lo farà neanche a Papa Bergoglio. Che, sono certo, nulla sa di tale ipotetico affare scandaloso.

Voglio sapere, pronto a scusarmi nell’ipotesi negativa, se quel “Casinò” paga l’affitto ad una realtà ecclesiale. Non mi sembra di chiedere troppo. Se divulgo una notizia errata e diffamatoria, basterebbe smentirmi o denunciarmi. Come da mesi chiedo inutilmente.

Oreste Grani   


LE FARNETICAZIONI DI UN INSANO DI MENTE RESO TALE DA TROPPA GIUSTIZIA INGIUSTA

Condono-fiscale-Slot-Machine

Alcuni giorni fa è tornato a casa il brigadiere (è stato nel frattempo promosso maresciallo) dei carabinieri Giuseppe Giangrande, dopo ben 18 mesi di attente cure e processi riabilitativi di fisioterapia, finalizzata a ridurre i danni provocati dal gesto “insano” (lo sparatore è stato dichiarato “non sano di mente” al momento dei fatti) compiuto da Luigi Preiti. Cure amorevoli della figlia, dei medici e dell’Arma.

Due famiglie devastate dalla condizione di vita e mentale in cui era precipitato il Preiti prima di voler, quel giorno, “farla finita recandosi a Roma per fare una strage davanti a Palazzo Chigi”.

Giuramento Governo Letta - attentato

A meno che gli atti processuali non abbiano appurato altra verità, Luigi Preiti è stato condannato, a soli 16 anni, perché quando ha compiuto l’aggressione armata, non era nelle sue piene facoltà mentali e non lo era, giustamente, secondo i magistrati, in quanto “ludopate”, cioè giocatore affetto da dipendenza da slot macine. A rispondere di questa somma di dolori, di infelicità future e di spese sostenute dallo Stato, nella mia visione “settaria” della “giustizia giusta”, avrei chiamato a risponderne chi – oggettivamente – aveva creato il danno nella mente di Luigi Preiti armandogli, di fatto, la mano. Mi riferisco alla/e società che aveva/no istallato le macchinette mangiasoldi nei bar frequentati dall’insano di mente.

Giuseppe Giangrande

Queste società (che io mi assumo il rischio di chiamare “associazioni a delinquere finalizzate allo spaccio di dipendenza da gioco”) stanno per ricevere dal Governo di quel ragazzo per bene di Matteo Renzi, un opportuno “condono fiscale“. Il resto sull’anticorruzione, sono chiacchiere. I lobbisti del “cartello” del Gioco hanno, sicuramente (mensilizzando le cifre come, un giorno, si verrà a sapere), corrotto “chi di dovere” perché fosse messo a punto il decreto funzionale agli interessi dei gangster controllori del mondo dell’azzardo.

Queste sono le farneticazioni giustizialiste di un vecchio (il sottoscritto), anche lui, ormai, “insano di mente”, reso tale da troppa “giustizia ingiusta”.

Orete Grani/Leo Rugens

Sabato 28 dicembre 2014, ore 20:30, telegiornale del canale La 7: tutto regolare, tutto come previsto da Leo Rugens! I lobbisti del gioco d’azzardo vi hanno corrotto in numero sufficiente per far passare il “loro” di condono. A quando lo stupore per la “mafia delle slot machines”, a Roma, a Piazza Montecitorio?

Gente da niente, prima o poi pagherete il male che state consentendo. Anzi facilitando.Anzi generando direttamente.

Oreste Grani/Leo Rugens


Esaminando i dettagli, a volte, si può scoprire il disegno del diabolico. Il silenzio sulle slot a via Veneto 13, è il segnale di un incuria che ci allarma

3-Speciale slot. Sulla questione slot a Via Veneto 13, scriviamo direttamente all’Avvenire, SIR, CEI, Famiglia Cristiana, Radio Vaticana prima di disturbare Papa Francesco

Ma di chi è la proprietà dell’immobile di Via Veneto 13, Roma, che “ospita” un Casinò? Lo chiedo inutilmente (lo ammetto!) da mesi

3-Speciale slot. Sulla questione slot a Via Veneto 13, scriviamo direttamente all’Avvenire, SIR, CEI, Famiglia Cristiana, Radio Vaticana prima di disturbare Papa Francesco

Dopo il mea culpa di Enrico Letta per Vedrò, le slot e il conflitto di interessi, aspettiamo quello della “Provincia Romana dei frati cappuccini”, via Veneto 13 Roma

Roma, via Veneto: slot e cappuccini