“Numero Zero” di Umberto Eco (che non ho ancora potuto comprare) mi evoca, chissà perché, quella che Francesco chiamava Sorella Morte

20 FEBBRAIO 2016.

“SUGLI INCONVENIENTI E I VANTAGGI DELLA MORTE” E’ IL PIU’ ELEGANTE DEGLI EPITAFFI CHE SI POTESSERO SCRIVERE IN MEMORIA DI ECO. LO HA SCRITTO LUI. NOI – SEMPLICEMENTE – LO POSTAMMO TEMPO ADDIETRO IN UN MOMENTO (UNO DEI TANTI!) DIFFICILI DELLA NOSTRA VITA DOVE L’INIZIO E LA FINE SI CONFONDEVANO

RIPOSTO QUELLE CONSIDERAZIONI SPERANDO DI FARE COSA GRADITA A LUI CHE CI HA LASCIATO E A VOI.

ORESTE GRANI

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“In qualche momento la divisione dovette condurre a “unità” che, composte bensì, ma non ancora organizzate, fecero da mediatrici tra vita e non-vita, gruppi di molecole costituenti il passaggio tra ordine vitale e mera chimica.” Thomas Mann

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Qualcuno digita nella rete “umberto eco numero zero giudizi” e arriva fino al nostro marginale blog grazie al potere dei rizomi informatici e una qualche forma di intelligenza che le macchine cominciano ad avere. Noi non abbiamo ancora letto il libro; comunque, non saremmo stati in grado di formulare giudizi all’altezza della complessità che presumiamo abbia il volume. Non vogliamo però sottrarci allo stimolo e postiamo un ragionamento proprio di Umberto Eco, fatto e divulgato, alcuni anni addietro, che, qualora non fosse stato già letto, aiuterebbe ad avvicinarsi (riteniamo che sia così) a uno scenario letterario complesso quale – normalmente – sono i libri del bibliofilo alessandrino. È un brano (Sugli inconvenienti e i vantaggi della morte) dedicato al tema dell’origine e della fine. Chissà che “numero zero” non sia proprio uno strumento necessario (oltre ad essere certamente un testo storico/politico) al superamento del processo dicotomico “origine/fine” dentro cui tutti viviamo  la stagione che ci è data di vivere. L’argomento, pur vagamente iettatorio come potrebbero dire legittimamente altri, lo sento importante per voi, per me (che sono anziano) e per Umberto Eco che di strada, intellettualmente, ne ha fatta già tanta, divenendo, con i suoi libri, maestro prezioso e guida colta per inoltrarsi, meno timorosi, in labirinti, viceversa, irrisolvibili e per i più, apparentemente, senza uscita.

In molti dobbiamo molto a Umberto Eco.

Sperando di fare cosa gradita, ai “naviganti” (giustamente curiosi), alla Bompiani e al Maestro.

Oreste Grani/Leo Rugens

Oggi, 5 gennaio, è il compleanno di Umberto Eco di cui non diciamo l’età perché a questo aspetto della sua vita non siamo interessati. Auguri senza fine, al Maestro di Intelligenza.

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