I Teteschi eredi (di prima generazione) dei nazisti e “contemporanei” dei paranoici della DDR e della STASI, pretendono, ancora una volta, di dettare le regole della convivenza pacifica

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Dicono i Teteschi di Cermania: “Anche se vince Tsipras, non cambieremo rotta e se i greci vogliono uscire dall’euro, lo facessero ma, devono, comunque, pagare i debiti.” Se fossi i Greci ma non lo sono e porto solo, Oreste, un nome greco, risponderei:

Cominciamo, cari eredi di prima generazione dei seguaci di Hitler, a saldate i conti dei danni che ci avete arrecati durante la Seconda Guerra Mondiale. Non avete cacciato un marco, una dracma, un euro per sessant’anni violando tutti gli accordi e gli obblighi morali. Li vogliamo tutti i soldi che ci dovete e li rivogliamo rivalutati secondo i tassi “usurai” che stabiliremo noi. Non solo, ma rivogliamo indietro anche le cifre corrispondenti agli acquisti in armamenti che ci avete obbligato a fare presso le vostre realtà produttive, speculando su una presunta guerra greco/turca che tutto il mondo sapeva che non sarebbe mai scoppiata. Ci avete dissanguato, corrompendo i nostri politici e succhiandoci oltre il 5% annuo del nostro PIL che abbiamo visto, per decenni, disperdersi in acquisti di inutili “ferraglie” (armi) che voi stessi provvedevate a venderci. I “pusher” che pretendono il saldo dopo aver intossicata la vittima. È il colmo. Cosa sono di diverso da una “droga”, infatti, i sistemi d’arma che ci avete venduto tenendoci impegnati in una guerra fantasma contro gli “ottomani”? Intanto, il 25 gennaio 2015, andiamo a votare e poi si vede.

Se fossi greco così gliela canterei ai “Teteschi di Cermania”.

Guai a lasciare soli i Greci (a cui dobbiamo tanto) in questo frangente.

Oreste Grani/Leo Rugens