La tradizione orale, bocca-orecchio, prende la forma di un libro (Massoni – Società a responsabilità illimitata) e lo fa senza perdere vigore e la peculiare funzione taumaturgica

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La tradizione orale, bocca-orecchio, prende la forma di un libro (anzi di tre/cinque), non perdendo vigore, anzi mantenendo tutta la funzione di “memoria storica” senza la quale nulla sarebbe stato e tutto potrebbe andare perduto.

Mi dicono che il libro è già, in poche settimane di vendita, alla sua terza edizione. Mi dicono che gli autori e la casa editrice non sono stati raggiunti ne da querele ne tantomeno da semplici smentite. In termini tecnici si tratta, ormai, dell’effetto sorpresa in cui l’attaccato, perde il tempo di una sua eventuale reazione e, così facendo, forse, anche “l’incontro”.

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Sono stato facile profeta nel sostenere che “Massoni – Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges“, scritto (prioritariamente) da Gioele Magaldi e Laura Maragnani, per la casa editrice Chiarelettere e fatto uscire in libreria, opportunamente, durante il periodo (poco prima del Natale) di maggiori acquisti (si fa per dire!) si sarebbe, rapidamente, “moltiplicato” in migliaia di copie e che questo volume avrebbe assunto il ruolo di uno strumento (attrezzo) di “raffinata” (a mio insindacabile giudizio) interpretazione filologica, storiografica, sociologica, antropologica e politologica capace di facilitare la comprensione di quello che potrebbe riassumersi nell’espressione storico/temporale, “era moderna e contemporanea”. Grazie all’impegnativa ma salutare lettura, ci si può ritrovare a navigare più sicuri negli oceani in cui, gusci di noce, siamo/siete costretti a “barcamenarci/vi”. Di questi tempi, sono tanti anche 19,00 euro (in realtà a me, il libro, è stato regalato) ma, sicuramente, questo eventuale acquisto, si rivelerà centomila volte meglio che “mettere” 11/12 litri di benzina nel serbatoio per muovere la vostra inquinante automobile e, con essa, il vostro culo o, peggio, per farvi portare in una effimera “pizzeria”. Fermate la vettura per qualche giorno e, comprato il libro, grazie ad esso, viaggiate o meglio, navigate nella transdisciplinarietà che lo contraddistingue, lei scienza amica dell’oceano della conoscenza. Dopo non pochi testi dedicati solo in chiave teorica alla scienza della “complessità” messa, a suo tempo a punto da Edgar Morin e da Basarab Nicolescu, “Massoni – Società a responsabilità illimitata”, è il primo vero manuale di  “transdisciplinare” (questa è, a mio marginale ma insindacabile giudizio, la forza di questo libro) che ti consente di vivere il tuo prima e il tuo oggi, politico, culturale, economico, sapienziale con un alto livello di consapevolezza. Dopo tanta altrettanto preziosa ed intelligente teoria dovuta alla saggezza e alla esperienza di vita dell’errante Morin, arriva un “concretissimo” manuale  per affrontare, da non dormienti, vedenti e udenti quindi, la complessità che si manifesta in continua evoluzione “sotto tutti i cieli”  Dopo questa lettura vi potreste sentire meno stupido e meno esposto alla violenza degli arroganti e dei ciucci presuntuosi che vogliono, antidemocraticamente (se non tirannicamente), dominarvi in tutti gli aspetti del vostro essere. Questi signori annidati nelle UR-Lodge neo aristocratiche (di cui si parla nel libro citato), gente brutta, con attrazione storica per le tirannie, non vogliono considerarvi esseri divinamente viventi. Anzi, vogliono farvi schiavi, dopo avervi resi innocui dall’apatia che vi viene indotta come soluzione/fine stesso della vostra esistenza.

Di seguito torno a pubblicare il post dedicato al segnale di riscossa che si intravede dietro a questi libri, scritti, con evidente impegno e grande amore, per il necessario diradarsi delle tenebre. Ho dedicato il post ad un momento di questa sfida che si comincia a fare affascinante e necessaria. Dopo anni in cui i “democratici e i progressisti” hanno preso un sacco di legnate (in particolare dopo la morte  provocata anticipatamente di Martin Luther King e di Robert Kennedy), comincia a delinearsi la sagoma di un possibile “ritorno in piena luce”, del disegno di fraternità, uguaglianza, libertà per cui gran parte dell’Umanità ha saputo, nel Tempo, battersi.

Oreste Grani/Leo Rugens

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P.S.

In questi giorni è uscito nelle sale cinematografiche italiane il film Imitation game dedicato alla vita sofferta e straordinaria di Alan Mathison Turing. Informatevi, con rispetto, e senza pregiudizi, di questo personaggio e del suo aver saputo agire, in sinergia, con Winston Churchill perché il mostro nazionalsocialista non prevalesse. Tra poche settimane uscirà il lavoro cinematografico Selma dedicato ad un altro gigante della storia: Martin Luther King.

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Di King ho già pubblicato “Lettera ad un amico antisionista” …. pensieri necessari e preziosi (come non mai!) oggi, dopo ieri e prima di domani. Alla luce di quanto quotidianamente accade (e potrebbe ancora accadere), vi suggerisco di leggere, con animo aperto, il brano “La forza di amare“, sempre di King, martire dell’odio che per lui, viceversa, provavano gli pseudo-massoni suoi avversari annidati nelle UR-Lodge ultraconservatrici che negli USA e nel resto del Mondo volevano (e ancora vogliono) impedire che la democrazia si compia nella Libertà, nell’Uguaglianza, nella Fraternità.

Martin Luther King

Martin Luther King, La forza di amare

La tenebra non può scacciare la tenebra: solo la luce può farlo. L’odio non può scacciare l’odio: solo l’amore può farlo. L’odio moltiplica l’odio, la violenza moltiplica la violenza, la durezza moltiplica la durezza, in una spirale discendente di distruzione. […] Ai nostri più accaniti oppositori noi diciamo: Noi faremo fronte alla vostra capacità di infliggere sofferenze con la nostra capacità di sopportare le sofferenze; andremo incontro alla vostra forza fisica con la nostra forza d’animo. Fateci quello che volete e noi continueremo ad amarvi. Noi non possiamo, in buona coscienza, obbedire alle vostre leggi ingiuste, perché la non cooperazione col male è un obbligo morale non meno della cooperazione col bene. Metteteci in prigione e noi vi ameremo ancora. Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli e noi vi ameremo ancora. Mandate i vostri incappucciati sicari nelle nostre case nella notte, batteteci e lasciateci mezzi morti e noi vi ameremo ancora. Ma siate sicuri che noi vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire. Un giorno noi conquisteremo la libertà, ma non solo per noi stessi: faremo talmente appello al vostro cuore e alla vostra coscienza che alla lunga conquisteremo voi e la nostra vittoria sarà una duplice vittoria. L’amore è il potere più duraturo che vi sia al mondo.

Provate a ricordare che Martin Luther King fu ucciso nel 1968. Come, Robert Kennedy. 1968, anno su cui (come mi chiede, con molta eleganza, un lettore intelligente) sarà opportuno, prima o poi tornare. E, ragionando del ’68, vedere, con scrupolo e senza stereotipi in testa, cosa, gli oligarchi antidemocratici annidati nelle super logge trasnazionali (tipo Three Eyes) e nei cenacoli paramassonici (tipo Trilateral), in quegli stessi anni, ordivano perché saltasse l’ipotesi di un mondo culturalmente, economicamente, socialmente organizzato fraternamente e in modo liberale e libertario. Come sognava chi “sognò” durante l’ormai vituperato ’68.


I MASSONI DEMOCRATICI E PROGRESSISTI, DOPO ANNI DI SILENZIO, HANNO SFERRATO L’ATTACCO ALLE LOGGE CONSERVATRICI E NEOARISTOCRATICHE

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I massoni democratici e progressisti, eredi di Benjamin Franklin, George Washington, Thomas Jefferson, della scelta storica dell’Uguaglianza, della Libertà, della Fraternità, artefici – tra l’altro – della vittoria contro il nazifascismo, dopo troppi anni di silenzio, hanno sferrato l’attacco alle logge conservatrici e neo-aristocratiche colpevoli, tra l’altro, di aver deciso e realizzato l’eliminazione  fisica (negli anni sessanta/settanta) di tutti i leader autorevoli della Fratellanza, democratica e progressista.

Con l’uscita del primo libro della trilogia “Massoni – Società a responsabilità illimitata”, inizia, a mio modestissimo e marginale giudizio, un vero e proprio “sommovimento tellurico” socio/politico/culturale mondiale che metterà in discussione le stesse società civili e le comunità/stato così come le conosciamo o le ritenevamo, fino ad oggi, essere “organizzate” e guidate. In molti pensavamo che sotto, sopra, dietro ci fosse altro da quello che appariva ma, nessuno, prima di Magaldi, aveva sostenuto che Moshé Dayan era complice di Arafat, nel fottere ebrei e palestinesi in lotta sanguinosa permanente da settant’anni. I tre libri (più le appendici) “creati” da Gioele Magalli e da chi sta credendo in lui, quando saranno tutti pubblicati, o verranno smentiti in modo convincente o saranno più incisivi e condizionanti di quanto lo sia stato quel volumetto denominato “Protocolli di Sion“. Il libro ora citato fu, notoriamente, una “misura attiva” inventata di sana pianta da Matvei Golovinski, agente dell’Okhrana zarista, tendente a disinformare l’opinione pubblica mondiale e a creare i presupposti per infiniti stereotipi e luoghi comuni contro gli ebrei. Come tutti sanno, la misura attiva consistente nella grande bufala antisemita, una volta messa in giro, non ci fu verso di “disattivarla” o renderla poco credibile. “I protocolli di Sion”, furono usati, tra l’altro, in modo devastante per dare via e giustificazione all’Olocausto. Questo per dire solo che un libro è un libro e che una volta scritto e immesso in un immaginario ed efficientissimo book-crossing, non si sa dove può andare a finire. E, negli anni venti, non c’era la rete a fare da moltiplicatore esponenziale.

E il volumetto scritto da Golovinski era totalmente destituito di ogni fondamento. Figurarsi cosa può (e dovrebbe) scatenare, il libro di Magaldi. Ed è solo il primo.

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Avete idea di cosa stia già succedendo in queste ore, sia nelle librerie che nelle memorie elettroniche dei motori di ricerca? Ogni nome lasciato andare alla deriva della conoscenza e delle legittime curiosità dei cittadini dalle pagine (centinaia oggi e diventeranno migliaia) scritte dall’autore(i), in questo momento, destando la curiosità dei lettori (che già sono moltissimi nei primi giorni di vendita nelle librerie e sotto Natale diventeranno decine di migliaia), sta cambiando la visione delle “cose” così come,  fino ad ieri, si pensava che fossero.

Se la sopravvivenza stessa di una società consiste nell’assicurare la trasmissione delle conoscenze e dei valori che essa ritiene essenziali, ci troviamo alla vigilia di una vera e propria rivoluzione. Spesso, inopportunamente, si dice, dopo un avvenimento, che “nulla sarà come prima”. Mai tale affermazione, questa volta, è pertinente. L’educazione, bene o male, è sotto questo profilo, l’insieme degli strumenti che una società adotta per garantire la trasmissione di ciò che ritiene doveroso raccontare ai contemporanei e ai posteri.

Dico che, con questi libri, potremmo trovarci di fronte ad un vero spartiacque destinato a mettere a nudo non solo qualche re ma la Storia stessa dell’Umanità come oggi comunque la studiamo o la riteniamo. Giole Magaldi e i suoi fidati collaboratori affermano  che nulla è come appare. L’attacco alla conoscenza così come veniva trasmessa e quindi, implicitamente, alle “logge” conservatrici e neoaristocratiche, è stato sferrato, con grande intelligenza, coraggio e tempismo dai “massoni democratici progressisti” figure che (soppressi brutalmente, negli anni sessanta, i loro maggiori leader di riferimento) sembravano, da decenni, in ritirata o costretti all’angolo dell’oblio. “Angolazione e recupero della memoria”, viceversa, sembrano essere il vero terreno di scontro, abilmente scelto. Noi, certamente, per formazione e simpatia, stiamo dalla parte di Chiarelettere, di Laura Maragnani, del Gruppo editoriale Mauri Spagnol SPA, di Lorenzo Fazio, di Sandro Parenzo, di Guido Roberto Vitale, ed, in particolare, di “tutte le donne libere e di buoni costumi” (le Ipazia alessandrine) che hanno sostenuto la monumentale e lungimirante manovra d’attacco fatta, in sostanza, se abbiamo letto bene, di quella che, da sempre, è la linfa vitale della Storia e cioè l’opportuno armonico equilibrio tra tradizione orale e libri scritti a “chiarelettere”.

Bravo e coraggioso Gioele Magaldi! A prescindere, direbbe Antonio de Curtis in arte Totò.

Oreste Grani/Leo rugens