Doveroso portare il lutto per le “matite intelligenti” di Francia e per gli ebrei francesi, cercati e uccisi nelle ore che precedevano il sabato

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Doveroso portare il lutto per le “matite intelligenti” di Francia e per gli ebrei francesi, cercati e uccisi nelle ore che precedevano il sabato. Anzi, come è opportuno fare, questo lutto va elaborato e “risolto”.

Più difficile, ma altrettanto necessario e doveroso, portare il lutto per i 144 pakistani massacrati dai talebani solo pochi giorni addietro. I talebani (ma, scusate, non dovevano essere sconfitti grazie alle tonnellate di bombe e di miliardi di dollari/euro spesi per azzerarli?) hanno fatto la loro santa strage quotidiana. Gli è andata di lusso perché sono riusciti ad uccidere 144 persone e in particolare decine di ragazzi, in un colpo solo. Veniamo al lutto. Cosa sanno, in realtà, gli italiani del lontano Pakistan? Difficile portare il lutto per esseri viventi “maciullati” in luoghi sconosciuti. Eppure, è ora di cominciare a farlo. Cosa sanno gli italiani dei loro connazionali che “commerciano” con il Pakistan? Sanno poco, o niente. Così come sanno pochissimo del nord della Nigeria dove il Califfato (un altro!) di Boko Haram usa sistematicamente le adolescenti per far sfogare sessualmente i suoi eroi combattenti e per far “trasportare”, ben mimetizzate, sostanze esplosive “fattesi cintura” con cui dilaniare la giovane donna stessa e gli odiati nemici. Di come stiano le cose in Nigeria potete chiederlo agli uomini dell’Intelligence parallela (italiana?) rappresentata dai dirigenti/tecnici dell’ENI che in quei territori fanno soldi per se (smisurati stipendi) e per “non si sa chi”.

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Dico questo perché, sia pur in modo cinico, lo stare da quelle parti a sottrarre ricchezza, avrebbe un significato (lo dico per dire) se questa ricchezza la vedessimo spuntare anche nel Paese (l’Italietta) che ha “generato” e “reso possibile”, l’Ente Nazionale Idrocarburi e tutte le sue attività in giro per il Mondo.  Per dirindindina ma chi ha pagato la selezione, il reclutamento, la formazione delle risorse umane che vanno in giro a estrarre petrolio (semplifico) se non generazioni di italiani, chi con piccoli risparmi e chi con “salatissime” bollette?

Ogni ristorante (così tutti capiscono) d’Italia sostiene l’ENI e paga la liquidazione di Paolo Scaroni e gli appannaggi di Emma Marcegaglia a cui, tra l’altro, vorremmo chiedere se ritiene che sia finita la crisi così come ci aveva rassicurato nel 2009. Ma se una come la signora non capiva niente di geopolitica e di finanza nel 2009, perché, nel 2015, dovrebbe sapere di “califfati”, di Nigeria, di Libia, di Arabia Saudita, di ISIS?

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Portare il “lutto” e capire chi ha ucciso chi e perché, è una capacità che si può ascrivere all’intelligenza. Dote che, se uno non ce la ha, nessuno gliela può infondere. Così siamo messi, altro che cercare di prevedere il futuro del prezzo del “barile”. Fino a quando ci facciamo rifilare, come strateghi (Descalzi/Marcegaglia) dei “bidoni”, tutto è perduto.

Oreste Grani/Leo Rugens