Giovanni Paolo II, fu colpito, secondo alcuni, per rappresaglia ad altri delitti eccellenti quali quelli di Martin Luther King e di Robert Kennedy

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Il 1978 evoca in molti, giustamente, l’anno in cui venne ucciso, dalle Brigate Rosse, Aldo Moro. Ma è anche l’anno che fu definito “dei tre papi”. Dopo la morte di Paolo VI e di Giovanni Paolo I, i cardinali dovettero tornare in conclave per eleggere, nell’arco di tre giorni e otto scrutini, il primo papa slavo della storia, il polacco Karol Wojtyla, che assunse il nome di Giovanni Paolo II. La sua elezione, avvenuta alle 18,18 del 16 ottobre 1978, interruppe una tradizione di pontefici italiani che durava da 455 anni, ovvero dalla morte di Adriano VI di Utrecht avvenuta nel 1523. Quando il cardinale diacono Pericle Felici annunciò alle 18,44 l’Habemus papam, alcuni pensarono che potesse trattarsi di un africano, ma poi il nuovo eletto si affacciò dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro per impartire la sua prima benedizione urbi et orbi e si sciolse ogni dubbio. Rivolto alla folla che gremiva la piazza, e scusandosi per non parlare bene la lingua italiana, il nuovo papa esordì: “Se sbaglio mi corrigerete…”.

Giovanni Paolo II fu un personaggio che segnò non poco la sua contemporaneità e che, almeno questo spero che nessuno voglia smentirlo, fu attinto, in Piazza San Pietro il 13 maggio 1981, da un signore che si è sempre professato musulmano e che è noto al mondo intero con il nome di Ali Agca. Ho provato a dire la mia sulla figura complessa del Lupo grigio (turco) e sono stato sonoramente spernacchiato da un lettore che esclude rizomi sotterranei tra il killer e brutti ambienti, anche bulgari. Per me viceversa, non pochi turchi che gravitavano intorno ai “Lupi Grigi” (capi e sottoposti) si sono rivelati – negli anni – riconducibili ad ambienti criminali internazionali che usufruivano di occhi semi chiusi, da parte – certamente – delle autorità turche ma anche e “volentieri” di quelle bulgare. Secondo il mio feroce critico questa è una leggenda metropolitana (se non qualcosa di peggio) e comunque, queste complicità turco/bulgare, qualora fossero mai esistite, non valgono per il simulatore Ali Agca. Persona però che, certamente, ha provato ad uccidere il Papa, capo e simbolo indiscusso della Cristianità. Forse, il megalomane/simulatore turco non tentò di uccidere il papa polacco solo in quanto pontefice romano. E qui mi preparo ad essere doppiamente smentito dal mio attento ed “informatissimo” lettore. La mia provocazione infatti, diventa gravissima e farneticante.

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Sposo la tesi sostenuta a pag. 413 del volume altre volte citato “Massoni Società a responsabilità illimitata” e, anzi, l’amplifico immettendola, sotto la mia responsabilità, nella rete evidenziando che, non solo quando si diceva di guardare (anche) ad Est per  l’attentato del 13 maggio 1981, si era nel giusto ma che la gravissima attività di destabilizzazione del mondo intero fu attuata con la complicità e il supporto logistico dei fratelli (?) massoni (?) sovietici (senza punto interrogativo) affiliati “alla Loggia (UR o meno che sia) denominata “Joseph de Maistre“. Sostengo, in questi post, che il Papa polacco sia stato colpito in “risposta simbolica e ritorsiva” ad altri eccellenti omicidi che avevano, negli anni precedenti, tolto di mezzo diversi appartenenti alla Massoneria “planetaria” (mia espressione volgare, semplicistica, profana) considerati esponenti del campo avverso a quello a cui si riteneva che appartenessero sia Ronald Reagan (anche lui fu “quasi” ucciso il 30 marzo 1981, 44 giorni prima del “quasi” ammazzamento del Papa) che, Giovanni Paolo II. La mia demenza senile mi spinge a vedere alcuni fantasmi capaci di far uccidere Martin Luther King, Robert Kennedy (forse anche John Kennedy) prefigurando la necessità di rimuovere questi personaggi considerandoli ostacoli complessi culturalmente (in quanto amati dai loro popoli e non solo) da superare per dispiegare un sostanziale dominio delle genti non considerate degne di scegliere democraticamente e liberamente, il proprio destino. All’agire violento di queste élite massoniche qualcuno pensò di reagire dando segnali di non arrendevolezza. Le allucinazioni che alla mia consolidata eta mi colpiscono sempre più frequentemente, mi insinuano nella mente ormai stanca che altri “massoni” scelsero, da colpire, come oggetto della loro reazione, proprio Reagan e Giovanni Paolo II. Ma perché uno doveva scegliere, per avvertire gli avversari che si era pronti a non mollare, gente che non apparteneva a niente? Neanche i laziali farebbero, calcisticamente, una cosa del genere. Se si vuole dare una lezione ai “romanisti”, si picchia/uccide un romanista, non un sampdoriano.

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Nel delirio/lucido mi sono chiesto, da quando accaduti gli eventi tragici, di cosa mormorasse il Mondo: Reagan, passi, poteva essere uno dei mille e mille massoni statunitensi, affiliato ad una o più realtà in eterna lotta fratricida ma, il Papa polacco, come faceva ad essere massone? E qui mi venne in soccorso uno che dei mondi complessi di cui parliamo ne sa un miliardo di volte più di me spiegandomi in cosa consistesse l’iniziazione a fil di spada e/o all’orecchio. Questo qualcuno, lo considero – da sempre  – attendibile perché lui stesso è un massone, di altissimo grado e, inoltre, ai miei occhi, ha una caratteristica più unica che rara in quei mondi di cui stiamo parlando: è una persona povera nel senso che non possiede beni e non ne vuole possedere. E’ una persona che ama solo i libri di cui sa fare un uso intelligente e tutto finalizzato al proselitismo disinteressato della fede in cui crede. Bene, questo apostolo del credo massonico, mi ha ritenuto sufficiente (forse per una forma di rispetto essendo io – anagraficamente – più anziano di lui di 5 giorni) per spiegarmi il senso di tale sofisticata e segretissima iniziazione alla massoneria. L’iniziazione “a fil di spada e/o all’orecchio”, specie nel passato, ma ancora nel presente, anche se in modo più coperto e segreto, è sussistita quale consuetudine di iniziare determinati personaggi profani (per le più disparate ragioni) non attraverso i normali, articolati volutamente suggestivi rituali in uso presso le logge ordinarie di una data comunione/obbedienza, bensì tramite la sanzione liturgica straordinaria di un Gran Maestro o di un Sovrano Gran Commendatore, di un Gran Ierofante, di un Maestro Venerabile di Ur-lodge o di un Gran Dignitario, da costoro delegato. Come leggete non sono poche le figure di peso che possono iniziare a fil di spada. Iniziare non infilzare, mi raccomando…a fil di spada. In questo modo, un individuo si vede “creato” massone, direttamente tramite i toccamenti rituali della spada di un altissimo dirigente latomistico e la sua iniziazione non viene necessariamente trascritta nei registri e negli elenchi ufficiali ma rimane “alla memoria” del solo iniziatore e di quei pochi che, con trasmissione “bocca a orecchio” (di cui vi ho cominciato a parlare in altro post), ne siano messi al corrente da parte di costui.

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Bene, un giorno, mentre eravamo a passeggio all’interno dello Stato Vaticano, l’amico massone di cui sopra, D.R. detto M. (che saluto affettuosamente e con nostalgia, qualora mi leggesse), in uno slancio di ulteriore intimità, mi disse che Giovanni Paolo II era stato affiliato con queste modalità riservatissime e che quella spada non solo ancora esisteva ma era un “cimelio” considerato (per ovvi motivi) importantissimo. Spada importante per lui (che – intuivo – aveva accesso a tale “reliquia”) come, per me, se avessi avuto nelle disponibilità oggetti appartenuti a Mazzini o a Garibaldi.

Comunque, state sereni, queste ed altre, sono tutte allucinazioni (se non millanterie) di un vecchio indagatore del possibile. Così, intanto, mettiamo tranquillo il lettore che ritiene Ali Agca solo un “simulatore” (quale certamente anche per me è stato ma non  esclusivamente quello) isolato e avulso da qualunque forma di subalternità ad un disegno di assetti di potere geopolitici mondiali e, soprattutto, che considera l’assoluzione per insufficienza di prove, una garanzia di innocenza ed estraneità ai fatti contestati.

Oreste Grani/Leo Rugens