Sono la Nappi e grazie a voi voglio cominciare a dire la mia sul Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e sui suoi occhiali alla Clark Kent

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Gentile signorina Nappi, abbiamo provveduto, come le sarà facile verificare, a chiarire nella rete, contestualmente scusandoci con i nostri 4 lettori, il gioco provocatorio che avevamo costruito facendo riferimento al suo nome e alla sua intellettualità. Gioco che, come lei perentoriamente ci ha richiesto, abbiamo fatto cessare immediatamente. Rimane la simpatia per lei e per la sua evidente vivacità intellettuale. A prescindere dalla permalosità che non volevamo urtare.

Buon lavoro e buon divertimento a lei che, giovane e bella, se lo può permettere.


Sono Valentina Nappi e, come altre volte ho fatto, approfitto della vostra sensibilità (intesa in tutti i sensi, viste le foto che sapete scegliere per corredare i pezzi che mi dedicate o lo spazio che mi lasciate per esprimermi liberamente su temi che solitamente sul mio di blog non ha senso trattare), dico cosa mi piace del nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e cosa, invece, non solo mi lascia perplessa ma mi fa ritenere che si apra una stagione di difficoltà ulteriori per il Paese. Sperando di sbagliarmi. Come a volte ho potuto leggere nel vostro blog, anche per me, la politica estera e le complessità geopolitche dell’oggi e quelle che si prefigurano per il prossimo futuro, sono tutto.

Tra gli altri ricordo alcuni post:

La politica estera (e la possibile guerra mondiale), come abbiamo sempre sostenuto, farà la differenza

In politica estera, come abbiamo sempre sostenuto, si riscontra la differenza tra un balbuziente e un fine dicitore

La politica estera e la strategia di sicurezza nazionale grandi assenti dal dibattito elettorale. La cosa è di cattivo auspicio

Vengo prima alle questioni irrisolte e minacciose, vicine-vicine a casa nostra: la prima che mi preoccupa è la guerra senza quartiere in Libia (e in generale le tensioni nei paesi nord africani che si affacciano sul Mediterraneo); la seconda, attiene  ai grovigli trans-adriatici, verso l’est, per capirsi. Balcani, Ukraina, Kazakstan e in generale tutte le repubbliche minori lasciate formalmente in libertà, una volta scioltasi l’URSS. Mosca e l’immensa Russia, comprese. Vediamo, ad esempio, come si saprà porre su queste vicende, il “pacato” ragionatore Sergio Mattarella. Non sarà sufficiente essere allenati a dirimere questioni di diritto protetti dalla bambagia del Palazzo della Consulta. A Mosca, nei prossimi mesi, potrebbe venire giù tutto (ho un fedele frequentatore del mio blog che mi racconta cose e che mi consiglia a quali fonti rivolgermi per non passare per stupida quando frequento gli uomini del Palazzo) soprattutto se le sanzioni economico/finaziarie non si allenteranno. Il rublo perde potere d’acquisto, di giorno in giorno. Le notizie, proprio mentre veniva eletto Mattarella, confermavano che, anzi, la situazione si stava irrigidendo e che Obama ha dato disposizioni per un’altra strigliata al rivale Putin. In Ukraina, ci si ammazza senza pietà, ogni giorno di più. Ad est, quindi, nulla di buono!  A sud, ancora peggio, se è possibile.

La Libia, per quello che posso capire leggendo tra le righe dei corrispondenti della stampa (mi esercito con il francese e con l’inglese) e quanto percepisco dalle immagini che girano per i telegiornali, è ancora un vero tabù per i nostri servizi segreti che ogni volta ritengono, poi delusi, di aver ripristinato contatti con agenti d’ambiente in loco, informati e introdotti a sufficienza per non farci trovare impreparati agli accadimenti come fu alla viglia della caduta di Gheddafi.

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Ho un amico che ormai se ne è venuto via (giovane e bello!) da quell’inferno ma che, per motivi che mi sfuggono o che non voglio, per discrezione, approfondire, era presente a Tripoli quando il Capo del Governo italiano, Mario Monti (un secolo fa!), vi si era recato, improvvidamente in visita. Era il 21 gennaio 2012 (1.100 giorni fa!) e il pacatissimo Mario Monti tornò veramente incazzato da quella visita a cui si era dovuto prestare per andare a sottoscrivere un ennesimo trattato di amicizia tra l’Italia e la Libia. Io sono una ragazza un po’ sopra le righe e questo, l’ammetto senza pudori (oltretutto sarebbe difficile negarlo visto ciò che mostro di me), ma gente che in “diplomazia”, strapagata, passa il suo tempo a preparare carte perfettamente inutili (un trattato di amicizia il 21 gennaio 2012 con chi e garantendo cosa?) come andrebbe definita se non “perdutamente fuori di testa” o una accozzaglia di imbroglioni traditori di ogni buon senso e degli interessi (residui) della nostra sgarrupata Italia? Dicevo anche un signore tipo con la “lobbia” come Mario Monti si incazzò fuori misura avendo letto diligentemente prima di andare in Libia i report forniti dall’AISE (il mio amante giovane e bello ogni tanto lo sento usare misteriose sigle è una di queste è AISE) e che in quelle note si parlava di un Paese avviato alla pacificazione e si rimarcava la capacità italiana di controllare la situazione. Parola più, parola meno. Ma come faccio sempre quando mi rivolgo a voi, mi assumo la responsabilità di quello che dico. Oltretutto simpatici come mi siete, non mi permetterei mai di ingannarvi. Il mio (diciamo così) frequentatore, mi ha raccontato cose incredibili che appaiono tali anche ad una profana quale sono, certamente, io di problemi di sicurezza. Monti non era potuto uscire dall’albergo dove era rimasto chiuso tutto il giorno praticamente blindato per ridurre al massimo i rischi della sua incolumità personale. L’amico libico, tra un abbraccio e un bacetto innocente (non mi credete mai quando dico cose del genere), mi racconta inoltre che nonostante lui, da li, dicesse cose in modo che si capisse che Gheddafi era un uomo morto, nessuno lo prendeva in considerazione. Oltretutto, avendo sguardo acuto e orecchie pronte, dalla Libia, il mio spasimante, aveva capito che Mubarak era agli sgoccioli e che a Ben Alì rimaneva solo la fuga. In Italia, non se lo era “i…. di pezza”, nessuno. Scusatemi, ogni tanto dimentico di non essere sul mio blog. Scusatemi ancora per la volgarità a sfondo sessuale appena detta.  Il mio amante (volutamente, mi è scappato detto) di cui sopra, sia pur ormai lontano dalle zone di “guerra” (risiede a Napoli e ci vediamo spesso) dice che anche più recentemente, con il Governo Renzi e la signora Pinotti alla Difesa e i migliori nostri analisti impegnati ad interpretare gli avvenimenti drammatici resi ancor più pericolosi dalla presenza, ormai radicata, dell’ISIS a Dresda, porto a un tiro di schioppo – si fa per dire – ma comunque molto vicino alle nostre acque territoriali, “navighiamo a vista” e, anzi, quel poco che capivamo ai bei tempi a cui, pur giovane, sembra fare riferimento, oggi si presenta, per la nostra intelligence, indecifrabile. Non che gli altri competitori (così lui li chiama) francesi, inglesi, americani, russi, israeliani ne capiscano molto di più. Situazione vicinissima ad una ulteriore degenerazione, secondo il mio energico compagno di…”conversazioni”. Comunque, come d’accordo, vi terrò informati.

Ora capite perché sono preoccupata per il Presidente Sergio Mattarella se volesse/dovesse partecipare a decidere, per il bene dell’Italia, la politica estera, come è sua competenza soprattutto in quanto Capo supremo delle Forze Armate? Come voi di Leo Rugens, non perdete mai occasione di ricordare, il presidente della Repubblica è anche e, soprattutto, il Comandante in Capo delle Forze Armate e, ovviamente, dell’Arma dei Carabinieri. Realtà complessa che deve proprio a lui l’ultima riforma e l’attuale assetto giuridico. Come prima cosa, l’onesto Presidente siciliano, a detta del mio fidanzato (prima della fine del post avrò deciso di sposarmelo) dovrebbe suggerire (determinare?) un profondo cambiamento negli ambienti che sono all’origine delle cose che il mio intelligentissimo e bellissimo frequentatore mi ha raccontato e che vi ho, fedelmente, riportato. Sappiate che ho deciso di sposarmelo, a meno che voi che sembrate saperne di più di me di queste cose, non lo smentiate, sputtanandolo come un millantatore. Come sapete, infatti, se osservate i miei comportamenti sul blog, sono favorevole al meticciato.

Nappi tricolore

Come facilmente potete verificare, quando si cominciava a delineare la vicenda balcanica a cui ho solo accennato (l’est) e la guerra spietata che ne è seguita, io ero veramente una mocciosetta. Alla caduta di Gheddafi ero ormai donna ma, comunque, ignorantissima di tutto attiene alla geopolitica (che invece mi affascina tanto che ho deciso di prendermi una seconda laurea) se non di come il Rais si comportasse quando veniva in visita in Italia, portandosi al seguito “tende” ed “amazzoni” da cui si faceva “accudire”. Oltretutto vivevo a Scafati dove, di intrighi internazionali, se ne ragionava poco. Sono le frequentazioni intelligentemente spinte e stimolanti che mi hanno profondamente cambiata quasi fossi un emula di Hana Koecher o piuttosto di Elizabeth ThorpeCynthia“, meglio ancora della mitica Josèphine Baker.

Torno al Presidente Mattarella (intuitivamente dietro a quegli occhiali alla Clark Kent ci vedo un Nembo Kid ) e alla politica estera. Ha fatto bene ad andare alle Fosse Ardeatine e a ribadire subito che gli italiani non hanno nessuna intenzione di dimenticare. Senza rancori (come mi sembra essere il nuovo presidente), ma senza oblio. È da uno che ha sofferto non mi aspetto altro. O viceversa  sarebbe come se dimenticasse che i mafiosi gli hanno ucciso suo fratello, Piersanti!

La vostra Valentina.

Come sempre, quasi fossimo quegli ipocritoni della Lottomatica, vi avvertiamo che esistono cose vere, false ed autentiche. Come il maestro Umberto Eco insegna.

autentica (1)

Oreste Grani/Leo Rugens