Mi torna in mente Paolo MIlano che mi parla di Roberto Benigni e di Cecilia Gatto Trocchi

Cecilia Gatto Trocchi

Un giorno, Cecilia Gatto Trocchi si tolse la vita. Dell’intelligenza e della personalità complessa della studiosa me ne aveva parlato, molti anni prima, quell’uomo straordinario che fu per me Paolo Milano. Mi parlò dell’antropologa Gatto Trocchi così come mi aveva accennato (magnificandomelo) ad un attore (giovanissimo) che si esibiva a Roma, al Teatro Alberico/Alberichino, in un monologo scritto appositamente per lui da Giuseppe Bertolucci, “Cioni Mario di Gaspare fu Giulia”, e che otteneva grandissimo successo davanti a poche decine di spettatori, destinato – secondo Paolo – a divenire una vera star: altri non era che Roberto Benigni. Forse Paolo (grandissimo conoscitore di Dante Alighieri e della Divina Commedia) aveva scoperto – sin da allora – la passione di Benigni per Dante. Chissà che tra i due, l’attore e il critico letterario/teatrale, non ci sia stato scambio e “contaminazione”, proprio sul terreno che doveva, negli anni successivi, dare straordinarie soddisfazioni a Benigni. Colloco il loro incontro e la preveggenza di Milano, negli anni ’77-78′. Sperando di non sbagliarmi.

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Negli anni successivi (’80-’82),ancora una volta spero di non sbagliarmi, Milano, nella sua abitazione di via Cantore, a Roma, nel quartiere Prati, mi parlò dell’antropologa Cecilia Gatto Trocchi. Oggi, nella più assoluta casualità, mi è capitato un articolo della studiosa, del 24 ottobre 2002, pubblicato su Salute, l’inserto di Repubblica, che usciva sottotitolato con lo slogan, “Il settimanale di chi vuol vivere bene”. Una cosa semplice e divulgativa. Dopo tanti anni le informazioni storiche contenute ritengo siano tutte di dominio pubblico ma a me, nel leggerle, sono sembrate ancora fresche.

L’antropologa, evidentemente, dopo essersi interessata anche per il Ministero dell’Interno (quando il dicastero era retto da Giorgio Napolitano) di satanismo e di satanisti organizzati, non trovò sufficienti, “per vivere bene”, gli argomenti che venivano trattati dal settimanale per cui scriveva e, come ho fatto cenno, si suicidò. Leggete e meditate, non tanto sulla vita e sulla morte, ma su Ippocrate e Avicenna, sui greci e sugli arabi, oggi, per motivi tra loro diversissimi, sotto accusa e oggetto di semplicistiche critiche denigratorie.

Oreste Grani

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PS: alcuni sostengono che la morte dell’antropologa Cecilia Gatto Trocchi si debba considerare “misteriosa”. In rete si trovano spunti interessanti, soprattutto quelli che si riferiscono ai “Giovani Turchi” e alla Loggia Massonica di Salonicco. In ricordo di Paolo Milano, tornerò ad interessarmi di questa morte da considerarsi, a detta di qualcuno,”misteriosa”. Chissà che questo “qualcuno” non abbia ragione.

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