Non credo che quel burinozzo di Claudio Lotito faccia il prepotente solo nel mondo del calcio

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Il deterioramento del tessuto connettivo politico, culturale, economico e sociale del Paese ha due ulteriori indici rivelatori dello  stato delle cose ed entrambi altamente attendibili: Matteo Renzi e Claudio Lotito. Finalmente posso fare due nomi che tutti, disgraziatamente, conoscete bene. Solo il sottosegretario Del Rio sembra conosce il solo Lotito. Altrimenti, nella opportuna dichiarazione di ieri sullo stato in cui versa il calcio italiano, qualche parallelo lo avrebbe dovuto/potuto fare. Invece, il Del Rio, mentre giustamente denuncia quale danno irreversibile la “calciocrazia” guidata da qualche tempo dal “Razzi” del calcio -Claudio Lotito – ha saputo infliggere al più bel gioco del Mondo, rimuove quanto la “partitocrazia” ha fatto alla democrazia e al popolo italiano arrivando a piazzare uno come Matteo Renzi a capo del Governo e, così facendo, ponendolo, non lo dimenticate mai, alla guida dei “servizi segreti”.

Torniamo al “burino” laziale e alle sue  influenti nefandezze. Lotito minaccia i presidenti delle squadre minori, da una parte; Renzi minaccia tutti, dall’altra. Chi sia Renzi pensate di saperlo in molti ma noi – petulanti – in post futuri vi omaggeremo nuovamente del nostro racconto sul “fungo” velenoso spuntato – per fortuna solo recentemente – nel sottobosco della politica italiana. Per ora rimaniamo alle nostre considerazioni su come possa accadere che un figuro come Lotito possa impadronirsi della Federazione e del core business del “calcio”.

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Per troppi anni, il bravo e “onesto cristiano” Giancarlo Abete è rimasto – ininterrottamente – alla guida del massimo organismo rappresentativo del complesso mondo del gioco del calcio. Abete non ha fatto niente di serio per contrastare il calcio-scommesse e la conseguente alterazione del regolare svolgimento dei campionati. Inoltre, ha fatto scelte che hanno ridicolizzato in particolare l’immagine della Nazionale.Infine non ha saggiamente e responsabilmente fatto nulla per preparare una significativa successione al suo strapotere e, sentendosi immortale e più abile nel gioco delle maggioranze di chiunque altro, alla fine, è rimasto lui stesso vittima di questa sua visone arrogante ed egocentrica del mondo. Lo ha battuto Carlo Tavecchio ma, in realtà, lo hanno buttato fuori Pietro Mezzaroma, il figlio Massimo e Claudio Lotito.

A mostrare che razza di miserabile sia Lotito, quando interpreta il ruolo di “quello del calcio”, bastano le amiche intercettazioni (sia pure – in questo caso – fatte in modo maldestro e estremamente dilettantesco) e quanto, il burinozzo presidente della Lazio, farfugliando, ha dichiarato  – successivamente – alla stampa specializzata. Sarebbe divertente/interessante per la collettività sentirlo intercettato nella veste dell’imprenditore che fa pulire i cessi di mezza Roma. Di Mezza-Roma o di tutta Roma? Comunque, qualora un Pm accorto (e non “calcisticamente schierato”, mi raccomando!), decidesse di farsi gli affari (legalmente parlando) di come Lotito fa soldi a palate con il global service e di come vince quasi sempre lui le gare di appalto, secondo il mio farneticante modo di pensare, troverebbe riscontri cento volte più complessi di quelli emersi intorno al groviglio bituminoso Carminati/Buzzi, Lega delle Cooperative ed altri.

Dovremmo se no pensare che tutto quello che si mormorava di male, a Roma, da decenni, intorno al mondo delle pulizie, in realtà fosse sempre e solamente riverbero delle attività imprenditoriali della 29 giugno e di quegli sfigati dei suoi oltre 1000 lavoratori, oggi, non lo dimentichiamo, quasi tutti senza lavoro. Lavoratori che, temo, alla fine della fiera, saranno i soli, nel mercato del global service, a pagare i comportamenti malandrini del loro presidente Buzzi. Comunque, come sapete quattro affezionati lettori, avere un sogno non costa e, soprattutto, non se ne risponde in sede giudiziaria.

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Sogno quindi che esistano già le esplicite intercettazioni di Lotito imprenditore che si diletta a fare il mafioso minacciatore di ritorsioni, non solo quando deve imporre la sua legge nel calcio ma anche quando ritiene di parlare di concorrenti che gli “rompono i coglioni”.

Vediamo cosa succederà quando, anche dalle parti delle super accessoriatissime efficentissime aziende del presidente Lotito, si troverà una “gola profonda” pronta a “registrare” (o testimoniare) esempi della conduzione manageriale del cognato di Mezzaroma, non solo quando fa il “mafioso” nelle vesti di membro della Federazione Gioco Calcio come già abbiamo avuto modo di sentire, ma quando ringhia (se ringhia) per spaventare i competitori che si illudono di potergli fare libera concorrenza nel mercato delle pulizie.

I have a dream! diceva il gigante della Storia, Martin Luther King; ho un sognetto/sognino, ripete parafrasando il motto, il nanerottolo italiota che firma questo “postino”: che prendano, con le mani nel sacco, Claudio Lotito, pulitore di cessi.

Sognare, come ho detto, non costa e – soprattutto – non può essere oggetto di imputazione alcuna.

Orestino Granetto alias Oreste grani alias Leo Rugens alias un vecchio innamorato del calcio quando negli spogliatoi non si aggiravano figuri come Claudio Lotito.