Mentre la signora “morte” si prepara al gran ballo finale noi ci consoliamo pubblicando i “Piani B” pervenuti misteriosamente alla nostra redazione

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Quando sentiamo parlare di invasione della Libia, di spedizioni armate, di respingere in mare la flotta dei disperati che proviene dal nord dell’Africa, di ONU impegnato in qualcosa se non a cercare soldi per – ogni mese – pagare macroscopiche bollette della luce e del riscaldamento per il Palazzo delle Nazioni Unite di New York, se fosse lecito essere armati e non fosse un orrendo crimine uccidere degli esseri viventi, in “redazione”, metteremmo mano alla nostra rastrelliera munita di decine di armi automatiche (che per fortuna non possediamo e che non ci sarebbe lecito detenere) e faremmo fuoco all’impazzata. Non vi dico poi quando sentiamo parlare politici e politichesse, di avere o non avere, un “Piano B”.

Qui, ormai, di “B” c’è solo, quando vale la pena di guardarlo, il “lato B” che tutti conoscete. Quello di maschi o di femmine, a seconda dei gusti.

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A tal proposito la redazione, stanca di sentire Angelino Alfano che si fa garante di cose attinenti la sicurezza e che tende a rassicurare i cittadini della sua adeguatezza al ruolo delicatissimo di Ministro dell’Interno (quando, viceversa – pover’uomo – ancora ci deve spiegare da quale “porta di dietro” – o lato B che dir si voglia – gli sia scappato il dissidente kazako Muxtar Qabılulı Äblyazov), ha deciso di “mostrare”, in esclusiva mondiale, quale sia l’unico “lato B” (o “Piano B”) messo a punto dall’Italia e di cui, da mesi, discutono i nostri esperti di antiterrorismo e di “guerra tra la gente”.

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Sono state esaminate (come in ogni fase di definizione di un piano serio) più ipotesi: ve ne mostriamo alcune (non tutte ovviamente per motivi di riservatezza e di opportunità) che delineano quali potrebbero essere gli sbocchi alla situazione drammatica in cui oggi ci troviamo. Sappiamo di correre dei rischi, soprattutto quello di essere fraintesi. Potreste farvi l’idea, voi e le autorità di controllo, che in redazione ci siano appassionati del “lato B” e questo … non solo sarebbe vero ma, sarebbe anche giusto. Sempre meglio che immaginarsi capaci di “spezzare le reni” alla Cirenaica”. “Reni” o “lato B”, che dir si voglia, comunque, sempre da dietro va affrontata la “spinosa” questione. Chiamiamola così, preoccupati di essere eventualmente “oscurati” per turpiloquio o, peggio, per oscenità.

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Rifatevi gli occhi, prendendo in esame la “documentazione” che – nella massima riservatezza – ci è stata fatta pervenire e che noi, per senso del dovere, per lealtà nei vostri confronti e in ossequio all’art. 21 della Costituzione, non ce la sentiamo di censurare.

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Oreste Grani/Leo Rugens e La redazione tutta, tutta, tutta, tutta mai così unanime nella decisione di non tenere per noi  tali segreti “classificati”.

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P.S.: potete scegliere e segnalarcela l’immagine che più ritenete suggerisca alla nostra classe dirigente come uscire dal “casino” (tanto per rimanere in tema) in cui, dopo le “primavere arabe”, ci siamo, inaspettatamente (!?!?), ritrovati. Alcune opzioni, come vi sarà chiaro, prevedono “alleanze” con diverse etnie, fino a quelle (che non vi aspettereste di trovare) di origine asiatica. Comunque, per aiutarvi a capire queste presenze orientali nei documenti che, “novelli Snwoden”, stiamo pubblicando, tenete conto che tra i paesi più danneggiati da tutto questa destabilizzazione nel Mediterraneo c’è la Cina che avrebbe preferito cominciare ad incassare dopo i macro investimenti fatti per posizionarsi nel mondo delle infrastrutture portuali proprio del “mare Nostro”.

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I cinesi sono di cattivo umore, avendo immaginato, fra i primi, il “raddoppio” del Canale di Suez e la conseguente possibilità di far passare “navi di grande tonnellaggio”. Gru nei porti e tanti, tanti, tanti pacifici commerci. Ci sembra che, per Pechino, da queste parti, si metta male rispetto a questi progetti di ulteriore espansione a meno che, con la duttilità che contraddistingue i cinesini non si mettano a vendere “armi”, “protesi”, “bende e cerotti” nel grande “suk” in allestimento. Dove – tra l’altro, in molti – sperano di fare affari all’ombra della falce della signora che non risparmia nessuno.

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Difficile fermare le lobbies della guerra. Meditate gente sulla bellezza del lato B e, al tempo stesso sulle oscene pappate che si stanno apparecchiando al tavolo della “Morte”. Che non ha mai smesso la sua macabra danza e che – anzi – si prepara al gran ballo finale.

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