Capacità di “tenere la piazza”: 3 – -, avrebbe sentenziato la mia vecchia professoressa di matematica, la sarda Cossu

scontri olandesi

Il prefetto Francesco Procaccini, quello responsabile (solo in parte, per chi conosce le carte e gli avvenimenti) degli accadimenti inerenti il farsesco “caso Shalabayeva”, venne cacciato in poche ore pur di salvare il ministro competente Angelino Alfano e il Governo annesso. Successivamente il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, si fa trovare che riceve il presidente della Cooperativa 29 giugno Salvatore Buzzi (dietro raccomandazione di Gianni Letta) e non succede nulla. L’unico che ha rischiato veramente grosso con lo scontro con i nostri baldi giovani è Landini segretario della FIOM che, a piazza Indipendenza stava per prendere un carico di botte. Numerose altre volte, negli ultimi mesi, il ministro Alfano ho parla tanto per parlare entrando nel merito finanche di semplici marginali fatti criminali su cui la magistratura stava indagando. Continui errori che descrivono la stoffa inadeguata al delicato ruolo.

Con ieri la misura è colma. Da oltre un mese, in Questura, si sapeva della partita Roma – Feyenoord e dei pericoli che la città avrebbe corso. Ministro, Prefetto e Questore si sono fatti trovare completamente impreparati. Per ore, gli elicotteri hanno sorvolato inutilmente il centro della Capitale per segnalare gli spostamenti degli ubriaconi. Solo spreco di carburante se, come è stato, le “truppe a terra” sono risultate senza alcuna capacità di manovra e di contrasto. Ogni tanto, quando il teppista di turno era troppo ubriaco, lo si vedeva cadere – da solo – a terra, in piena Piazza di Spagna. Evidentemente, per farsi sotto a qualcuno de manganellarlo, i nostri reparti “antisommossa” aspettano di trovarsi di fronte qualche disperato senza casa o qualche padre di famiglia senza lavoro e senza forza nelle gambe perché ormai “mezzo morto” per la scarsa nutrizione. Deboli con i violenti, vigliaccamente forti con la povera gente. Da sempre, in tutti i paesi del Mondo, per una cosa gravissima come quella che è successa ieri a Roma (devastazioni in pieno centro storico, monumenti danneggiati) non volano solo quattro stracci ma si “dimissiona” il Ministro competente, a calci in culo. Immaginate cosa potrebbe succedere, nella Capitale, se il 28 febbraio p.v., invece di scendere a Roma qualche decina di migliaia di leghisti, ormai secessionisti da bar, si riunissero veri eversori impegnati a dare, alle fragili istituzioni italiane, la spallata finale? Potrebbe succedere che Matteo Salvini si potrebbe ritrovare ad aver guidato “la neo Marcia su Roma”, senza neanche saperlo. Così, solitamente e inaspettatamente, finiscono le democrazie asfittiche.

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Abū Bakr al-Baghdādī permettendolo dal momento che, come sapete, ha deciso lui di occupare Roma, l’Italia e Piazza S.Pietro. Il senso di inadeguatezza delle forze preposte a mantenere l’ordine pubblico è evidente sia quando si comportano usando  una sproporzionata violenza (vedi piazza Indipendenza con i “poveri ternani”) che quando lasciano piazza di Spagna completamente in mano alla teppaglia olandese. Chi si intende minimamente di queste cose sa che “la piazza”, senza ordini precisi e senza uomini e comandanti motivati, ti può solo che sfuggire di mano. Sorvolando sulla scarsa qualità stessa dei piani messi a punto, (venti anni addietro?) per il mantenimento dell’ordine pubblico.

Ci vediamo il 28 sera p.v..

Oreste Grani/Leo Rugens che ieri, a quella feccia olandese calciofila, gli avrebbe fatto passare – a vita – la voglia di venire Roma.