Un suggerimento al toscano (Verdini) inventore della candidatura a Siena (2011) di Alessandro Nannini

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Quando il mestatore pluripregiudicato Denis Verdini faceva artatamente filtrare informazioni relative ai contenuti del “Patto del Nazareno” oggi sappiamo che – in realtà – stava alimentando un’operazione di speculazione in Borsa, in Italia e all’estero, sui titoli della galassia Mediaset. Si è trattato di aggiotaggio allo stato puro: un salita vertiginosa del 25% del valore dei titoli più significativi corrispondenti a quasi 1 miliardo di euro (mille milioni!) di aumento del valore. Tutto questo in funzione del primo passo già effettuato della vendita del 7,79% delle azioni del “gruppo” con un incassetto di 377 milioncini di euretti e del secondo che dovrebbe destinare non si sa a chi la maggioranza dei beni dei figliettini dell’uomo più generoso d’Italia. Prima che Dudù il cane (a proposito, se ben ricordo, Dudù era il soprannome anche del figlio di Berlusconi, Pier Silvio, quando era bambino), e la padroncina di Dudù, facciano sparire tutto. Agli Italiani rimarranno le promesse disattese del famoso contratto e il periodo recessivo (non previsto da quel gran lungimirante giocatore di dadi truccati) più lungo dal dopoguerra ad oggi. Comunque, consoliamoci, Berlusconi ha portato sfiga a quasi tutti i suoi coimputati o semplicemente ai suoi fedeli seguaci.

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Questo dovrebbe far riflettere altri che gli volessero in futuro ancora essere complici. Alla fine il suo nome, Silvio Berlusconi, rimarrà abbinato, negli annali della storia (si fa per dire!), fondamentalmente, ad episodi in cui dodici “apostoli”, da lui unti, sono rimasti fregati: il raggiro ai danni dell’erede Casati Stampa organizzata per l’acquisto di Arcore con la complicità di Cesare Previti (arrestato successivamente per altri motivi); la “protezione” dello stalliere Mangano, cioè la mafia siciliana, ottenuta con la complicità di Marcello D’Utri (arrestato); il suo “benefattore politico”, Bettino Craxi, morto “malissimo”, in esilio; le paraculate, estero su estero, fino a Panama, con Valter Lavitola (arrestato); le orge con le ragazzotte più disponibili d’Italia, favorite da Lele Mora (arrestato) e Giampaolo Tarantini (arrestato); i viaggi con gli aerei di stato con a bordo la dama bianca trafficante internazionale di cocaina Federica Gagliardi (arrestata); il re della Laguna Veneta, Giancarlo Galan (arrestato); Licio Gelli che lo aveva accolto e fatto affiliare alla P2 (arrestato); Pierfrancesco Guarguaglini da lui appoggiato ai vertici di Finmeccanica (arrestato); Claudio Scajola, indefinibile (arrestato). Ed in fine, dodicesimo, Denis Verdini (catturando). Chi tra questi sarà “Giuda”? Comunque siamo pronti ad elencarvi tutti quelli che si sono avvicinati a Berlusconi per farsi “riscaldare” ed invece si sono bruciati le chiappe. Mentre lui se la godeva con le “bambine”, come era solito chiamarle – a telefono – con il “lenone” Tarantini.

Avete capito che ci siamo volutamente censurati e che gli amici (sfortunati) di Silvio Berlusconi arrestati, sono stati più di 120.Ci siamo limitati ai soli primi 12 per giocare ad individuare il Giuda che, tranne i morti (Bettino Craxi), i moribondi (Licio Gelli e Cesare Previti), potrebbe trovarsi tra gli altri 10. O 120, 1.200, 12.000.

Oreste Grani/Leo Rugens