Chiuse le urne in Israele, il gioco nel Mediterraneo continua

Tra poche ore sapremo se il popolo israeliano non ne può più di guerrafondai dimentichi, per un male inteso senso della sicurezza, di come vorrebbe vivere un popolo che ha già tanto sofferto per millenni. Siamo in attesa di novità foriere di speranza per tutti. Oreste Grani e la redazione tutta.

Leo Rugens

A_034 Jerusalem (El Quds esh Sherif, Yerushalayim) (December 1899)
The Jews’ Wall [Pilgrims praying at Wailing Wall. Also known as the Western Wall] A_035 Jerusalem (El Quds esh Sherif, Yerushalayim) (December 1899)
Gates into the Haram [View from Faisal’s Gate looking S, at Temple Mount (“Haram Esh Sherif” – the Noble Sanctuary. Arabic name – Qubbat es Sahra) in SE corner of Old City. Dome of the Rock (called ‘Mosque of Omar’ by Gertrude Bell) in background, people in foreground] OGGI è IL 17 MARZO 2015  e tanti troppi giorni sono passati da quel 23 gennaio 2013, giorno in cui è stato postato il ragionamento nostro e di de Martini, senza che un solo passo sostanziale fosse fatto verso “lo scoppio della Pace”.

Tra poche ore conosceremo le scelte del popolo israeliano ricordando – prima di tutto  – che in Israele si vota liberamente!

Oreste Grani e la Redazione tutta.

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