Comunicato in esclusiva dell’ISIS: smettetela immediatamente di mandare Cicchitto nei paesi Islamici

cicchitto

Dice l’ISIS: se non la smettete di mandare in giro Fabrizio Cicchitto nei paesi islamici, quando vi faremo prigionieri, questa sarà considerata un aggravante. Signori della Partitocrazia italiota, ora avete il giocarello ISIS da spupazzarvi e … saranno cazzi amari. Il dramma, oltre a ciò che già accade, è che un bollito come Fabrizio Cicchitto venga mandato – a spese dello Stato – in Tunisia a provare a capire qualcosa di quanto accade. Può l’amico e complice dell’ex dittatore Ben Ali essere inviato a capire ciò che ha dimostrato di non capire (o capire troppo bene) per anni? Possono essere considerati affidabili le relazioni dei “servizi” al Copasir (rapporti che vengono stilati dagli stessi analisti di cose “magrebine” e “nord africane” che hanno passato il tempo a raccontare che gli asini volavano e che lo sapevano fare in un clima ottimale per gli investimenti italiani) che non contengano l’indicazione di non non non non mandare nei paesi islamici Fabrizio Cicchitto? Basta con le provocazioni – mandano a dire i seguaci del Califfo – insinuando l’informazione – per pochi e informatissimi addetti ai lavori – che è stata considerata una vera e propria sfida all’ISIS il fatto che, l’occhiuto ex socialista, ex piduista, pochi giorni addietro, fosse a Tunisi, con l’ennesima delegazione ufficiale di parlamentari, facendo finta, per gli ultimi gonzi, di non essere espressione di quella realtà paramassonica/affaristica che, arrogantemente, si è definita, decenni addietro, “socialista” e che, nella Tunisia vessata dalla dittatura della Famiglia Ben Ali, a fatto “carne di porco”. Le fonti affermano che l’attacco potrebbe essere stato sferrato per farci capire che aria tirerà se non modifichiamo il nostro approccio e non rottamiamo (questa volta sì ) tutti i complici di quelle realtà che, a torto o a ragione, vengono considerati i complici più stretti dei nemici dell’Islam. Carne di porco, dicevamo e, come potete immaginare, è un tentativo paradossale visto i divieti coranici quello di mandare uno che insacca carne di suino come attività primaria. Cicchitto è andato, a suo tempo, anche in India a cercare di portare a casa i “marò”.

craxi

Il risultati dell’azione diplomatica di questo rottame della politica partitocratica è stato l’ennesimo rinvio della decisione della magistratura indiana (non della liberazione!) rispetto all’intera vicenda: se ne riparla il 12 luglio del 2015 in attesa che, alla fine, a fare il Ministro degli Esteri, in Italia, ci vada qualcuno capace di fare qualcosa che non sia di prendere per stanchezza gli Indiani. Che come tutti sanno sono, con i cinesi, i campioni del mondo di “pazienza”. Torniamo a quel ciarlatano di Fabrizio Cicchitto e a chi ancora lo manda da qualche parte. Cicchitto appartiene a quella banda di squinternati che si mettevano il garofano ovunque (mi ricordo piatti, bicchieri, tovagliette per la colazione adornati di quel onorato simbolo di lotta dei lavoratori) e che ha impedito, con mille complicità e speculazioni, alla Tunisia di divenire qualcosa di diverso da quel luogo di prepotenze che per trent’anni è stato sotto la dittatura di Ben Ali. Punto. E noi, a capire cosa stia per succedere, ci mandiamo uno così? Un giorno potremmo scoprire che il munizionamento che e stato ampiamente usato nel criminale attacco ai nostri concittadini (quasi tutti innocentissimi pensionati alcuni dei quali anche appartenenti alla comunità ebraica italiana) potrebbe essere stato venduto, agli emuli tunisini dell’ISIS, da affaristi del settore armi che, nel loro agire, si sono ispirati alle gesta dei compagni di un tempo di Fabrizietto, quali – se ben ricordo i nomi – Mach di Palmstein, Forte, Moreno Punto. Concittadini, compatrioti se pensate di affidare le sorti del contrasto all’ISIS a Fabrizio Cicchitto è meglio che – di corsa – abiuriate e vi convertiate all’ISLAM. Se basterà, perché qualcuno dei seguaci del Califfo, informato della storia recente italiana, potrebbe schifarvi al punto di non volervi tra i suoi correligionari, ricordandovi accucciati all’ombra di un tal inetto voltagabbana di cui oggi vi stiamo parlando. Potrebbero considerare più grave essere stati acquiescenti a tanta “fuffa” che l’essere cristiani!

Orestino Granetto