Fare le giuste domande a Massimo D’Alema

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Più che di vino e di libri (che non so giudicare in termini qualitativi in quanto da sempre ignorante sia in enologia che in saggistica politica) comprati a forza per far pervenire, già puliti, soldi attraverso i diritti d’autore o i dividendi di una azienda vinicola, se fossi un giornalista intraprendente chiederei, a freddo, a D’Alema se è mai stato affiliato alla UR-Lodge denominata Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum. Mi sembrerebbe infatti importante appurare, più che quante bottiglie di vino abbia venduto, se il nostro baffino ha consapevolezza di cosa comporta essere membro di tale consorteria dal momento che nel mondo latomistico democratico circola la voce che i capi militari e politici degli jihadisti che combattono sotto le insegne dell’ISIS, in modo anche abbastanza scoperto per chi abbia occhi per vedere e intelletto per intendere, tengano nascosti – sotto le lunghe barbe – “grembiulini insanguinati”.

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Vuol dire che le risposte che ci deve Massimo D’Alema non riguardano “merci” più o meno lecitamente vendute ma se si rende conto che, giurando fedeltà agli oligarchi antidemocratici “compasroscrocisti” si è sottomesso, di fatto, ai burattinai (con altri altrettanto sanguinari e guerrafondai che si annidano nelle Ur-Lodges quali Hathor Pentalpha, Geburah, Der Ring, Amun) delle  bande jihadiste che sembrano oggi trionfare in Medio Oriente e in Libia. Fanatici che si stanno dedicando a dare la caccia, tra gli altri, a degli “italianieuropei”come voi. Il compagno D’Alema è amico e “fratello” (secondo fonti inattendibili e calunniose!) di Hamas e degli istigatori, in “guanti bianchi”, di tanto orrore. Forse, più che parlargli di vino e di libri, dovremmo chiedergli di smentire tali infanganti insinuazioni che lo accomunano a personaggi che manovrano nel recondito per generare – anche negli italianieuropei – il timore di poter essere aggrediti da un nemico strutturato, spietato e terribile quale appare essere l’esercito dell’ISIS.

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Sarebbe interessante che qualcuno chiedesse a D’Alema se ricorda di essersi affiliato ad una lodge massonica denominata “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum” e che così facendo si ritrova (se i calunniatori avessero ragione) connivente con un mondo che ha ritenuto arrivato il tempo di evocare forze capaci di rinnovare le minacce di quel terrorismo ubiquo che ormai si stava spegnendo e che, viceversa, nella forma assunta del “califfato” guidato da Abu Bakr Al-Bagdadi sembra poter tornare a colpire ovunque e in qualsiasi momento. Chissà se il “piazzista” di vini e libri, si rende conto di essere “fratello” di quegli stessi che, favoriti da queste esasperazioni e minacce mondiali, stanno per lanciare una formidabile campagna elettorale (negli USA) finalizzata all’elezione dell’ennesimo Bush alla Casa Bianca?

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Che le Coop rosse fossero un centro di malaffare e collettore di flussi illeciti di denaro, lo si sa dai tempi delle investigazioni di Carlo Nordio e da quando, per la prima volta, si venne a conoscenza del nome del compagno Primo Greganti che ci dicono essere in gravi condizioni di salute (a seguito di un intervento al cuore) e, per questo, fatto uscire dal carcere e posto agli arresti domiciliari.

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Non ci sembra quindi una notizia che le coop siano un luogo definibile, amministrativamente e fiscalmente, ambiguo. La notizia, viceversa, sarebbe che, in Italia, un giornalista, finalmente, facesse la domanda giusta ad un politico potente quale comunque continua ad essere il semi-rottamato Massimo D’Alema. Anche perché, con una fava, si potrebbero prendere due piccioni dal momento che l’ex Psi, poi forzaitaliota, oggi Pd (!) Giuseppe Ferrandino, sindaco di Ischia risulta essere, oggi, un dei tanti renziani sfegatati dell’ultima ora. Come siamo certi lo sia (fin che dura!) Vincenzo De Luca, da Salerno. Tutti “terroncelli” favorevoli al nuovo che avanza rappresentato dal toscano pseudo aspirante bussante (respinto) massone, Matteo Renzi.

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Sempre se si da retta alle calunniose “fonti” che giacciono, al sicuro, in tutte le librerie d’Italia. Autori ed editori di libri (fonti) che non risultano querelati, ad oggi, dal Presidente del Consiglio in carica vanno tenuti nella dovuta considerazione. Fino a quando qualcuno non li smentisce. Libro venduto, dopo libro venduto, vuoi vedere che alla fine scopriamo che Giole Magaldi, autore di “Massoni – Società a responsabilità illimitata”, volume scritto in collaborazione con Laura Maragnani, non è un mitomane, millantatore, diffamatore ma un fratello di animo profondamente democratico e impegnato nella più pazza, originale, irrefrenabile campagna di “controinformazione” che si sia mai vista in Italia? Vuoi vedere che, alla fine, è proprio vero che più che di libri e vini venduti, sarebbe opportuno che Massimo D’Alema ci spiegasse queste affiliazioni e queste frequentazioni di brutta gente?

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Oreste Grani/Leo Rugens