Tera Patrick: “Attenti italiani, ci sono uomini malvagi che vogliono fermare la Storia”

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A noi piacciono le “brune”. Sarà che uno, se è Leo, si abitua ad avere sotto gli occhi le solite “leonesse” bionde, con sfumature castano-dorate (che è certamente un bellissimo manto ma è sempre lo stesso) per cui  i veri turbamenti li abbiamo sempre provati per le “brune”. Potete immaginare quindi (dopo l’esperienza controversa che ci ha visto oggetti di una diffida da parte della “corvina” Valentina Nappi, a continuare in uno scherzo innocente quale ritenevamo fossero i nostri post attribuiti alla bocca della porno star campana) la sorpresa di trovarci oggetto di un breve messaggio, in inglese, firmato Tera Patrick (onestamente non sapevamo chi fosse!) quando, andando nella rete per avere chiarimenti, ne abbiamo constatato le fattezze brune (anche lei “corvina” come la Valentina nazionale) e le forme decisamente femminili.

Il messaggio laconico, ma inequivocabile che ci aveva incuriosito così recitava:” I love the lions!” Voi che avreste fatto? Noi non abbiamo resistito un momento e abbiamo risposto: “E a noi, le pantere dal manto nero”.

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Ci risponde, a stretto giro, Tera (vi traduciamo il testo): “Carissimo Leo, grazie per il complimento implicito. Quando vuoi, passiamo a quelli espliciti. Mi è nota la galanteria degli italiani, soprattutto dei vecchi leoni ancora ruggenti. Un mio ammiratore statunitense (italo-americano), da giorni, mi segnalava questo strano dialogo (telematico) che si era instaurato tra una ragazzetta italiana che si diletta a mostrarsi in casarecci accoppiamenti multipli (spesso con con uomini neri) e un signore che, per puro gioco, gli aveva attribuito un brano di Samuel Huntington. Chiunque avrebbe capito lo scherzo ma, evidentemente, in Italy ci sono dei vecchi signori che ancora hanno il gusto di scherzare e delle ragazzette locali che non colgono la preziosità di questi “corteggiamenti”, ormai innocenti. Deduco dalla lettura che ho fatto dei tuoi post che potresti esserle nonno alla ragazza vivace di cui sopra. Comunque non era di questo che ti volevo parlare. Il mio ammiratore statunitense, evidentemente, era informato che io sono stata “cultrice” della produzione intellettuale (oltretutto un bellissimo uomo) di Hunthington. I maligni dicono che, stagista a mo’ di Monica Lewinsky, me lo ero anche “goduto”. Insinuazioni oscene! È vero invece che a differenza di quella “campanella” (si dice così di una ragazzina originale della Campania – Italy?) io ho veramente studiato a questi livelli e, per dimostrartelo, di invio il proseguo concettuale del “saggio” che inopportunamente hai cercato di attribuire alla tua “passioncella senile”. Spero che l’invaghimento sia stato del momento e in modo passeggero. Guarda le fattezze di una che può – senza tema di smentire – rivendicare ben altri argomenti sia “carnali” (si dice così?) che intellettuali. Se vuoi, ti offro la mia amicizia telematica per continuare a ragionare di Samuel Huntington e di altri bellimbusti (si dice così?) come lui. 

Parlando ancora di me, forse hai saputo, lo dico non per vantarmi, che in queste ore per lei difficili, ho saputo dare consigli anche alla bellissima (detto da me!) Angelina Jolie. Figurarsi se non so rivaleggiare con questa permalosetta italiota. Si dice così?

XXX

Tera.

Comunque, molte delle cose che mi sentirai dire (ti posso dare del tu anche se sei avanti con gli anni?) le ho apprese anche leggendo il testo di un autore italiano (Domenico Moro) di cui in questo momento non ricordo il titolo. Comunque, Moro, anche lui, in foto, è un bell’uomo e questo non guasta.

Tera Patrick

Potenza della rete: Tera Patrick, dopo aver pensato ad Angelina Jolie, scrive a Leo Rugens! Pazzesco!

Vi giro il brano, vero, falso, autentico che sia e spero che la pubblicazione non mi crei altri problemi. Rimango in attesa di sviluppi epistolari di cui vi terrò – in totale trasparenza – informati. All’inizio della lettura mi sono trovato in difficoltà (spero che non sia così anche per voi) perché, quanto la bella Tera mi ha inviato, mi appariva non avere ne capo ne coda. Alla terza lettura (ma io sono vecchio e tardo) ho cominciato a capire di cosa voleva rendermi edotto la sexy star.

Veniamo alle dodici righe di cui è composto il messaggio.

Il Memorandum che segnò il primo passo per l’esecuzione capitale della Speranza, si conclude con le direttive assolute impartite da Powell al futuro esercito dei padroni del Mondo. Primo, essere sempre ultrafinanziati, e qui, scrive l’avvocato, necessitiamo di un sostegno finanziario da parte delle corporation molto superiore di quanto abbiamo mai fatto finora. Powell sapeva che l’essenziale lavoro di creazione del consenso non poteva essere affiliato a “belle anime” intellettuali o a volontari spesso impreparati (come invece e sempre stato nelle sinistre), e infatti sancì che chi lavorava al progetto di fermare la Storia deve essere pagato pagato allo stesso livello dei più noti businessman e professori universitari, e le loro competenze dovranno essere eccezionalmente alte, nei settori chiave come la pubblicità e i media, il mondo intellettuale e l’avvocatura. Il progetto di fermare la Storia deve essere perennemente controllato nella qualità e fedeltà e le nostre presenze nei media, nei convegni, nell’editoria, nella pubblicità, nelle aule di tribunali, nelle commissioni legislative, dovranno essere superbamente precise e di eccezionale livello. Undici pagine (Tera mi prometti che mi mandi il seguito? ndr) così scritte da un singolo uomo furono prese a modello dalle destre economiche di tutto il mondo economico occidentale, che come ciascuno di noi può verificare, le hanno messe in pratica sostanzialmente alla lettera.

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Questa donna, tutta curve e baci, mi manda a dire che è esistito un progetto che si prefiggeva di “fermare la Storia”? Possibile che una bella donna, impegnata full-time nello spettacolo, non abbia niente di meglio da fare che mandare a dire a Leo Rugens che lei sa che c’è gente, negli USA, che ha provato (forse prova ancora) a fermare la Storia? Fermare la Storia!?!? Che cosa può mai voler dire?

Parimenti, in Italia c’è chi butta sabbia negli ingranaggi per fermare il Tempo?

Oreste Grani/Leo Rugens