Renzi annuncia di aver messo le mani al groviglio putrescente delle intercettazioni, telefoniche e ambientali

Matteo_Messina_Denaro

Renzi annuncia di aver messo mano al comparto delle intercettazioni: e noi ci preoccupiamo (ancora di più di quanto abbiamo sempre fatto) essendo interessati (per quel che ci è stato possibile) all’argomento, da decenni.

10 ore 400 euro, 1 settimana 2800, 2 settimane 4500; 

tabulati telefonici (sono le così dette “prestazioni obbligatorie” da consegnare eventualmente alla magistratura ndr) 60 giorni vodafone 1500;

wind, tim, tre 2500;

intestazioni telefoniche 300 euro;

35 euro ora per operatore;

2500 a settimana più spese strumentazioni tecniche“.

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Questo è il listino prezzi trovato, alcuni anni addietro, durante una perquisizione, nell’appartamento di Giuseppe Savarese, vicecommissario della DIA di Napoli, assegnato al Gruppo Fedra, la task force in quel momento incaricata di controllare il fenomeno della corruzione negli appalti pubblici.

Nulla di nuovo sotto il sole, che si tratti di Incalza, di Galan, di Expo 2015, della TAV, del Mose, della Salerno-Reggio Calabria, di Carminati-Buzzi,di Ischia o di dei Campionati Mondiali di Nuoto 2009 e annesse edificazioni fantasmagoriche.

Vediamo di capire meglio: i custodi della legalità, si vendevano per quelle cifre ai delinquenti curiosi? Forse più che le cazzate di Renzi/Crozza su come cambierà il Mondo intero (a suo tempo sostenuto nelle primarie PD tra gli altri dal sindaco di Salerno Vincenzo De Luca), è ora di capire, prima di andare a votare in Campania, a che punto stanno cose di questo genere e non mi riferisco esclusivamente alla vicenda tristemente legata all’ex assessore al patrimonio della giunta di centro sinistra (quando era sindaco Rosa Russo Iervolino), Giorgio Nugnes, impiccatosi in quanto avvertito proprio dal Savarese di essere ormai controllato dal Gruppo Fedra e in procinto di essere arrestato.

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Temo comunque che non freghi più niente a nessuno di chi rubava nelle vecchie giunte campane. Alla maggioranza dei cittadini non interessa neanche chi ruba oggi, figurarsi anni addietro. Dico questo perché altrimenti non ci sarebbe bisogno neanche di farle le elezioni regionali in Campania dal momento che tutti i partiti sono sputtanati da anni e che ogni giorno vengono arrestati esponenti del PD, di Forza Italia o ex “mi faccio i cazzi miei” sotto tutte le bandiere. Basterebbe questo  per decretare il trionfo del M5S. E invece così non sarà.

Continuiamo, comunque, a far ricordare ai nostri quattro lettori questi episodi perché una delle nostre preoccupazioni riguarda il chi dovrebbe custodire i custodi e con quali criteri di reclutamento, selezione, formazione tale personale viene scelto e attualmente o dovrà esserlo – in futuro – nel settore delicatissimo dei “servizi alla giustizia”.

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Il Capo del Governo, Matteo Renzi annuncia la riforma delle “intercettazioni telefoniche”. Non è cosa da poco ma, senza un cambiamento/repulisti nel mondo che attualmente svolge questa attività, nulla potrà cambiare. A tal proposito, a noi risulta che, ancora, vecchi mascalzoni continuano ad operare nel settore. Rileggete quanto abbiamo appena scritto a proposito del servitore infedele Giuseppe Savarese o quanto di paradossale e di ridicolo/pericoloso c’era dietro all’oggetto sociale delle società promosse da gente come il più volte citato Mario Traverso in accordo con gente come Carmelo Sparacino. I due a suo tempo furono presentati in Telecom dal pregiudicato Alberto Dell’Utri in quanto fratello influente del più noto Marcello. Quelle società (Wea e Dea) erano nate, come ho più volte documentato, per interessarsi di “intercettazioni telefoniche” oltre che di braccialetti elettronici. Meditate quattro lettori e mezzo, meditate!

Comunque il nostro voler badare a chi dovrebbe essere “custode dei custodi”, è un vizio mentale senza merito alcuno. Ci piace – perversamente – sognare una Repubblica (come diceva Randolfo Pacciardi) più giusta e più pulita. Tutto qui!

Abbiamo detto “Giuseppe Savarese” ma avremmo potuto citarne altri, che, troppo semplicisticamente, qualcuno chiama,”mele marce”. La frutticoltura non c’entra niente ed è ora di cominciare a dirlo.

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La verità e che il Paese potrebbe ritrovarsi sempre più confuso se ci si rendesse improvvisamente conto che il super latitante (a proposito che fine ha fatto?) Matteo Messina Denaro aveva ragione quando scriveva all’agente d’influenza del SISDE, Antonino Vaccarino (nome in codice Svetonio) che “Jorge Amado diceva che non c’è cosa più infima della giustizia quando va a braccetto con la politica”.

Altro che “toghe rosse”.

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A proposito, che fine ha fatto Matteo Messina Denaro? Perché, con tutti questi “Matteo” (Renzi/Salvini) da tenere d’occhio, non vorremmo che ce lo stessimo facendo, ancora una volta, sfuggire di mano. Forse è il caso di domandarlo al senatore di Forza Italia, Antonio D’Alì (ma è ancora vivo?) che del territorio trapanese e dei trapanesi, mi ricordo fosse un “buon conoscitore”. Boccaccia mia staaatttti zitta che qui, cominciamo ad inoltrarci (nel trapanese) in terreni aspri e minati.

Oreste Grani/Leo Rugens