Ancora una volta, giorni addietro, aviogetti militari di diverse nazionalità si sono sfiorati

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Ennesimo rischio per l’aviazione russa di provocare un patatrac. Sono troppi gli errori, gli sfioramenti, gli sconfinamenti per non pensare tutto il male possibile di questi episodi.

O gli ufficiali russi/putiniani sono diventati tutti degli incapaci o, qualcuno, visto il garotaggio che è in corso a discapito dell’ex Urss, ha deciso di buttare per aria le carte e così facendo, come facevamo da ragazzini, provare a vincere la partita successiva.

Un gioco pericolosissimo è  in corso nell’ambito di quel Grande Gioco che sempre di più “strega” nuovi e vecchi giocatori.

Meditate gente, meditate soprattutto alla luce delle leggerezze che ancora una volta i tedeschi (e i loro satelliti) ritengono opportuno far fare alla propria sfera di riferimento geo politica forzando la mano e vessando la fragile Grecia, spingendola oggettivamente nelle braccia dell’Orso moscovita. Che palle vivere in un mondo dove centocinquanta milioni di adoratori del fast food e delle carte di credito si preparano a decidere, nel novembre del 2016, se sia meglio Hillary Clinton o il clone della famiglia Bush per farci precipitare nell’orrore della “guerra tra la gente” estesa – come teatro – al Mondo intero.

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Questo ci aspetta almeno che non si pensi che il fenomeno ISIS, artatamente costruito, abbia già cessato la sua funzione di distrazione e di minaccia permanente per chi volesse ricominciare a ragionare e discutere di libertà, di politica, di fratellanza, di economia, di uguaglianza. I mascalzoni ipocriti e subdoli che reclutano in tutto il mondo poveri stupidi attratti dalle fisime antimoderne e antioccidentali di certo culturame tradizionalista, misogino, maschilista, pseudo-coranico e pseudo-religioso non credo che recedano dai propri intendimenti e, in accordo sotterraneo con gli altri da loro che dovrebbero contrastarli, renderanno una bolgia insanguinata ogni angolo del pianeta. Non vi accorgete che ogni giorno si cancella un paese dalla lista di quelli dove non era mai stata fatta brillare un autobomba e dove invece, da quel momento in poi, la destabilizzazione e il panico sembrano l’unica finalità?

Nel “Grande Gioco” gli sfioramenti tra aviogetti ritengo abbiano non solo un significato simbolico ma temo che siano finalizzati ad introdurre una “danza di guerra” che si rivelerà essere poco metaforico/rituale e, viceversa, tragicamente “concreta”

Con la speranza che noi, non essendo antropologi, ci si stia sbagliando.

Oreste Grani/Leo Rugens