Auspico la tecnologia amica della trasparenza e del rispetto degli impegni presi

grattugia-parmigiano-reggiano

Se durante gli incontri di lavoro fosse consentito sempre l’uso della video registrazione dei ragionamenti e degli accordi che precedono il momento in cui si sanciscono gli affari, le aule di tribunali sarebbero meno affollate e i magistrati molto meno oberati di lavoro. Ma i “cazzari” che si annidano nei meandri del dedalo del millantato e del raggiro, detestano solo l’idea di essere presi facilmente in castagna e allora pontificano di privacy. Ciò che oggi è metodo diffuso (non ancora in Italia) per raccogliere confessioni o dichiarazioni di innocenza durante le indagini avviate a seguito di un crimine e che consente non solo di esaminare affermazioni e dati ma anche e soprattutto gli atteggiamenti (mimica facciale, toni di voce, ritualità nei gesti) del mentitore o dell’innocente, andrebbe sempre “imposto” prima di ogni trattativa di lavoro.

Questo approccio aprirebbe una stagione di trasparenza (vedi fenomeno corruttivo) e metterebbe al bando non poche modalità truffaldine che affliggono attualmente il mondo degli affari.

Ad esempio, tale P. P. da Marina di Ravenna (per ora indicato solo con le iniziali per poi se non ci stiamo sbagliando fargli fare  – elettronicamente – la fine di tutti i millantatori come lui), non potrebbe più andare per le hall degli alberghi a cinque stelle a spacciarsi per ciò che non è, perché quelle residenze lussuose diverrebbero – facilmente e rapidamente – l’anticamera di altri e meno confortevoli luoghi di soggiorno. Tempo addietro, era il 13/2/2013, questo blog ha messo in rete  un post meno stupido di tanti altri che pubblicate: il pezzullo era dedicato a chi prende un accordo e non lo mantiene. Il riferimento era in ambito criminale. Per quello oggi ribadisco che, non solo a sostegno della attività investigativa, va usata la tecnologia ma anche e soprattutto quando si fanno dichiarazioni che possono avere ripercussioni, nel bene e nel male, sull’esistenza degli altri da se.

I “cazzari” non devono più sentirsi sicuri di poter dire le loro cazzate senza pagare un prezzo per la loro malafede o superficialità.

Oggi, quanto detto in quel post, lo rifaccio mio, nella speranza di essere in procinto di sbagliarmi rispetto a P.P da Marina di Ravenna, sorcio appassionato (come tutti i sorci scaltri e buongustai) di Parmigiano reggiano.

OrestinoGranetto

Orestino Granetto


«CHI PRENDE UN ACCORDO E NON LO MANTIENE È UN TRADITORE. STIAMO PARLANDO DI UN AMBITO CRIMINALE, NO?»

New York “Street Cops” by Jill Freeman, 1978-1981

New York “Street Cops” by Jill Freeman, 1978-1981

 

Boss scarcerati con false perizie in manette otto medici e avvocati

Massimo Lugli Francesco Viviano

— C’è anche un magistrato nel “sistema” allestito dall’avvocato penalista Marco Cavaliere, che intascava parcelle milionarie dai suoi clienti per procurare loro false perizie mediche. Così boss, trafficanti di droga e killer ottenevano gli arresti domiciliari o il ricovero in cliniche private romane compiacenti. Otto i professionisti che sono stati arrestati oggi nella capitale.

da La Repubblica 13.2.13

Martedì 12 febbraio 2013 è arrivato un segnale importante dalla procura di Roma: l’arresto di medici e avvocati in combutta con pericolosi delinquenti al fine di ottenere agevolazioni nello scontare la pena, il tutto con la complicità addirittura di un magistrato.

Avere stroncato questo “sistema” indica la volontà del Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e dai suoi sostituti di incidere con decisione il tessuto del malaffare che, a dispetto delle promesse del sindaco Gianni Alemanno e complice una inetta amministrazione, ha visto nella Capitale una crescita spaventosa.

La delicatezza dell’indagine risiede proprio nell’avere colpito la potentissima casta degli avvocati senza timore di affrontare quella altrettanto potente (e pericolossisima se dedita al malaffare) dei magistrati.

La vicenda ricorda, in minore, quella occorsa trent’anni orsono e che vide come protagonisti niente di meno che la camorra di Cutolo e la Banda della Magliana oltre al terrorismo nero e ambienti dei servizi acquiescenti e che fece letteralemente perdere la testa al dottor Aldo Semerari.

New York “Street Cops” by Jill Freeman, 1978-1981

New York “Street Cops” by Jill Freeman, 1978-1981

[…] I fascisti, da parte loro, contraccambiarono i favori del Negro mettendo a disposizione della banda contatti estremamente interessanti. Tra questi, la relazione più importante tra la banda della Magliana e il mondo dell’eversione nera avviene attraverso la figura del dottor Aldo Semerari.

Compilando una biografia di questo personaggio, Otello Lupacchini dice di lui:

Psichiatra forense, iscritto alla loggia P2, diplomatico del Sovrano Ordine di Malta e da sempre agente dei servizi d’informazione militare. A conoscenza dei retroscena più scabrosi del regime, e tra questi il delitto Moro. Propugnatore di teoriche antisemite e visceralmente anticomunista, coltiva stretti rapporti con i più accesi ambienti neofascisti e si propone di cementare il neofascismo di “Costruiamo l’Azione”, del “M.R.P.” e di “Ordine Nuovo”, con le organizzazioni delinquentistiche non soltanto romane, in un unico aggregato antistatuale, finalisticamente orientato alla realizzazione di attentati dinamitardi, sequestri di persona, traffici di armi. Funge da garanzia per malavitosi, fascisti di borgata, banda della Magliana, camorristi e mafiosi, che spesso gli apparati di sicurezza usano come braccio armato (Otello Lupacchini, Banda della Magliana,Koinè, 2004).

C’è soprattutto Aldo Semerari e le sue perizie fasulle, in sostanza, dietro ai miracoli psico-legali che consentirono ai membri della banda della Magliana di farla franca tante volte. La vita del professore, d’altra parte, era scandita da spettacolari relazioni che, tra le altre cose, gli consentirono di avere a che fare anche con l’organizzazione della vigliacca strage di Bologna: per questa ragione, in realtà, verrà arrestato nel 1980 ma, per lui, si muovono i servizi segreti di mezzo mondo, compresa la CIA, tant’è che il dottore sarà liberato dopo neppure un anno di detenzione.

Con i “bravi ragazzi”, il dottore si incontrerà diverse volte. La sua proposta era semplice: quelli della Magliana si sarebbero dovuti occupare di piazzare bombe a destra e a manca e lui, dall’alto della sua posizione professionale, avrebbe provveduto a redigere false perizie utili ad ammorbidire le sentenze dei giudici in caso di arresti o detenzioni. Ma quelli della Magliana, in fondo, erano ladri, rapinatori, spacciatori e anche assassini. Ma dei veri e propri terroristi no. Da buoni malandrini, soprattutto, Selis, Abbatino e soci sapevano che fare casino significava moltiplicare le “madame” in circolazione e con tante “madame” in circolazione non c’è niente da fare, si “lavora” male. Per questo, a quanto è dato sapere, la Magliana, pur utilizzando ugualmente le perizie di Semerari, rifiutò di trasformarsi in una squadra di bombaroli. I “bravi ragazzi” erano disposti a uccidere per conto di chiunque potesse garantire loro un introito sicuro o un aggancio più tranquillo con il mondo del potere ma, evidentemente la banda aveva capito in anticipo che, prima di lutto, quel medico fascista era soprattutto un pazzo inaffidabile. E non si sbagliavano. Perché in maniera stupida e avventata Aldo Semerari aiutava indiscriminatamente tutti i soggetti che potevano contribuire alla buona riuscita del suo farneticante piano eversivo. Dispensa le sue consulenze legali a Raffaele Cutolo e alla sua NCO ma, allo stesso tempo, presta i suoi servigi anche alla concorrente “Nuova Famiglia” di Umberto Ammaturo.

C. Armati Y. Selvetella, Roma criminale, Newton Compton, 2007

New York “Street Cops” by Jill Freeman, 1978-1981

New York “Street Cops” by Jill Freeman, 1978-1981

 

Come finisce la storia di Semerari (1921-1983) lo lasciamo dire a Umberto Ammaturo

D. E sulla morte del criminologo Semerari?

Ammaturo “Gli tagliai io la testa”.

D. Lo uccise personalmente?

Ammaturo “Sì, perché si era impegnato con noi della Nuova Famiglia a seguire le nostre cose, ed era ben remunerato da me personalmente, ma Cutolo fece ammazzare uno giù alle camere di sicurezza del tribunale e Semerari gli fece una perizia falsa per farlo assolvere”.

D, Lei lo considerò un traditore?

Ammaturo “Era un traditore, chi prende un accordo e non lo mantiene è un traditore. Stiamo parlando di un ambito criminale, no?”.

Umberto Ammaturo è stato un capo della “Nuova famiglia” e un boss del traffico internazionale di droga, ha combattuto contro la Nco – la Nuova camorra organizzata – di Raffaele Cutolo una guerra tra clan che ha lasciato sul campo settecento cadaveri. È stato il compagno di Pupetta Maresca, la vedova di “Pascalone ‘e Nola”. Ammaturo è stato arrestato in Perù nel 1993 e ha deciso quasi subito di collaborare con la giustizia. È tuttora detenuto, ma, grazie al programma di protezione, oggi ha un lavoro e una nuova identità (leggi l’articolo completo).

Oreste Grani

New York “Street Cops” by Jill Freeman, 1978-1981

New York “Street Cops” by Jill Freeman, 1978-1981

New York “Street Cops” by Jill Freeman, 1978-1981