Dopo 161 giorni ribadisco: “Ma quanti sono i ladri nel PD? Difficile, ormai, tenere il conto”. Non solo nel PD

davide golia

DOPO 310 GIORNI, RIBADISCO: “MA QUANTI SONO I LADRI NEL PD? DIFFICILE, ORMAI, TENERE IL CONTO”.

ANCHE IL POLITICO DI RIFERIMENTO DELLA DAMA NERA, LA STAKANOVISTA DELLA CORRUZIONE SIGNORA ANTONELLA ACCROGLIANO’, ERA UN PD (IN QUESTO CASO IL CALABRESE LUIGI MEDURI) GIA’ BEN SCELTO, A SUO TEMPO, DA ROMANO PRODI PER INTERESSARSI, QUALE SOTTOSEGRETARIO, DELLE INFRASTRUTTURE DI QUESTO MARTORIATO PAESE E QUINDI DELLE SPESE RELATIVE ANCHE AI SUOI PORTI. QUELLO DI GIOIA TAURO, AD ESEMPIO, CHE SI TROVA PROPRIO IN CALABRIA DOVE VENIVA ELETTO IL COMPAGNO MESTATORE DI TURNO. MEDITATE GENTE, MEDITATE PERCHE’, COME PRIMA O POI SI VEDRA, NULLA ERA CASUALE. MA NULLA E’ CASUALE ANCHE OGGI NELLA GRANDE CACCIA CHE – FINALMENTE – SI E’APERTA.

ORESTE GRANI CHE RI-FIRMA VOLENTIERI.

XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXTroppi i piddisti arrestati! Matteo Orfini (ma non è quello che venne nel mio ufficio a propormi di salvare RED?) temo si schianterà sotto il gravoso compito di far uscire indenne il “partito” da questa ulteriore bufera etico/giudiziaria. Orfini è troppo piccolo – in tutti i sensi – per affrontare Golia. Davide è un’altra cosa e lui non mi sembra averne le doti. Soprattutto se nell’espletamento del suo incarico invoca i “servizi segreti” (qualcuno gli vuole ricordare che ormai da anni si chiamano Aise e Aisi?) rimuovendo il particolare che il “Capo dei servizi ” è il presidente del Consiglio Matteo Renzi (notoriamente un PD) e che da anni il “delegato politico a mantenere le complesse relazioni implicite è Minniti notoriamente del PD. Certo che, come dice quell’inaffidabile di Leo Rugens alias Oreste Grani o viceversa, il guaio è tutto in “chi custodisce i custodi”. Ma ormai è troppo tardi e se non si attribuisce immediatamente (ora che a guidare il Quirinale c’è Sergio Mattarella) la responsabilità dei Servizi direttamente al Presidente della Repubblica, il Paese può solo vedere rinviare – alle “calende greche” – l’ipotesi di una indispensabile sovranità e la conseguente descrizione/attuazione di quella Strategia di Sicurezza Nazionale che avrebbe – ad esempio – nelle sue realtà applicative, gli anticorpi del tumore che ci disarticola, giorno dopo giorno. In solitudine (o quasi), da anni, sostengo la necessità di cambiare i paradigmi culturali dell’Intelligence e per questo sono stato sbeffeggiato o accusato di ogni nefandezza. Sento il bisogno, quanto prima e per l’ennesima volta, di tornare a parlare di questa questione nodale anche e soprattutto alla luce dei mille e mille avvenimenti giudiziari che come funghi ogni ora spuntano e potrebbero continuare a spuntare. Tenete conto che ci sono (giustamente coperti) altri 21 indagati in questa vicenda di Roma “mafiosa” che, come avete colto, è scoppiata dopo le elezioni e non prima. Orfini, Serracchiani, Zanda il gioco si fa pesante ed è ora che passiate la mano (nel caso di Zanda è incredibile che ancora regga le sorti del PD nel Senato della Repubblica quando chi vuole lo ricorda postino di Cossiga incaricato di tenere i contatti con l’ing. Luciani ovvero Licio Gelli) per inesperienza o deficit culturale.

Troppo semplice e disarmato questo Matteo Orfini. Certo che Carminati era attenzionato dai “servizi” ma questo è il problema e non certo il M5S, il suo onestissimo senso dello Stato ed attaccamento alle sorti della Repubblica. Così penso e così pensando ritengo di servire il mio Paese e di mantenermi fedele al giuramento alla Bandiera e alla Costituzione Repubblicana. Giuramento prestato, come più volte detto, nel lontanissimo 1970. La precisazione è per i lettori distratti o sordi come solo chi non vuole sentire, risulta essere.

Oreste Grani/Leo Rugens


MA QUANTI SONO I LADRI NEL PD? DIFFICILE, ORMAI, TENERE IL CONTO

fagiano

Cara signora Debora Serrachiani, ucci, ucci sento odor di… pidiucci! Soldi per tutti, alla Regione Lazio. I piddisti si devo essere detti: solo al Comune di Roma devono rubare? Solo a Venezia con il MOSE? Solo Primo Greganti all’EXPO 2015? Solo all’Hera di Bologna? Solo i vibratori acquistati con il denaro pubblico per “calmare” le pulsioni delle compagne disinibite? Anche noi dobbiamo dissipare! E ché, siamo fessi, nel Lazio? Fiorito era spudorato? Perché lasciarlo solo nella sua avidità e protervia? L’elenco dei presunti innocenti (o colpevoli?) che pubblichiamo di seguito, evidenzia gente navigata e di vasta esperienza partitica. Facce di culo oltre ogni misura! Veterani e veterane del cazzeggio a favore dei poveri lavoratori. Provo a fare un azzardo: vuoi vedere che l’unico innocente è l’ex assessore Di Carlo perché, nel frattempo, è deceduto?  Non bastavano le macroscopiche prebende di base previste per  i parlamentari regionali; non bastavano i 4500,00 al mese, a persona, per l’attività sul territorio (sarebbe “fare politica” cercando le pepite d’oro da estrarre dal bilancio e ingurgitarle, novelli struzzi) dobbiamo ritrovarci, nelle spese da rimborsare, perfino 0,45 euro per una bottiglietta di acqua minerale. Non solo lo champagne e i 25 fagiani ma anche l’acqua minerale. E, centesimo dopo centesimo, su (o, fate voi, giù) fino a 2 milioni e 600 mila euro in spese elettorali e sponsorizzazioni. Facile farsi eleggere con i soldi dei cittadini che, oltretutto, proprio perché gli fate schifo, non ci vanno più a votare.

Nell’elenco dei “sospettati”, troviamo anche Daniela Valentini (oggi senatrice del PD) che, nel 1979 (forse era il 1980), quando era solo una ragazza del PCI, soccorsi a Piazzale Belle Arti sottraendola ad un energumeno che le stava dando un carico di botte. Intervenni, misi in fuga il marito (così mi disse la signora successivamente quando mi raccontò l’antefatto denigrando il violento aggiungendo che anch’esso, però, era un compagno) e la accompagnai a casa di una mia amica, a Piazza Ippolito Nievo 3 (viale Trastevere), perché, rimanesse da lei, protetta e confortata, per qualche giorno.

A volte bisognerebbe, vigliaccamente, “farsi i cazzi propri”, come direbbe Crozza/Razzi: se quel giorno lasciavo il marito andare oltre, chissà se la “compagna Valentini” non avrebbe preso un’altra strada! Forse, più virtuosa, in tutti i sensi. Oggi sappiamo, che l’Erario ne avrebbe – certamente – guadagnato. Come tutti i settori della Pubblica amministrazione in cui l’esponente politica di razza si è, in questi 35 anni, data da fare. A cominciare dal commercio romano con annesse le vicende – sempre sofferte – delle licenze che venivano, per anni, attribuite, soprattutto nel Centro Storico di Roma, con criteri misteriosi.

Chiudo con un pensierino volutamente ingenuo: mi dite perché i media non danno mai queste notizie di corruzione e malaffare politico, evidenziando che, anche in quel caso, tra i denunciati, tra i truffatori, tra i grassatori, tra i corrotti non c’è – manco a pagarlo a peso oro – un cittadino eletto nelle fila del M5S?

Perché, per qualche giorno, le lettrici e i lettori di comunicati non chiosano la notizia dicendo: “Neanche questa volta gli inquirenti sono riusciti a beccare un “grillino”. Di ladri con il sorcio in bocca quanti ne volete ma, di grilli ladri, niente”. Ma cosa fanno questi incapaci? Sarebbe ora che per essere apprezzati e citati opportunamente dai giornalisti si dessero un po’ da fare nel saccheggiare la cosa pubblica.

Fine degli scherzi! Non crediamo di sbagliarci a dire che la Serracchiani, con l’anno nuovo, avrà conferma di quanto ci siamo permessi di anticiparle in data 7 giugno 2014 (Gentile e giovane Debora Serracchiani, le auguro di non scoprire che il suo PD “renziano” è peggio del PCI di Antonio Bassolino e di Alfredo Romeo). Oltretutto, in numero sempre maggiore, in queste vicende spudorate, cominciano a spuntare anche i renziani (della prima o dell’ultima ora che siano) ma, incredibile a dirsi, niente grillini, niente M5S. Solo rottamatori e rottamati dai rottamatori. Fascisti, criminali spezzapollici e piddisti (non piduisti o, forse, tra un po’ anche loro) affamati in un groviglio bituminoso/armonioso come si direbbe dalle parti della “nave scuola” di tutte le appropriazioni, la ex rossa Siena. A proposito, a quanto sono arrivate le azioni del MPS? Siena la bella, la sportiva in “mens sana”, dove ai ladri, solitamente, ci si aggiungeva uno spruzzo di pseudo massoni.

Comunque, siamo sorpresi anche noi perché… non pensavamo mai che di ladri ce ne fossero così tanti nel PD e così tante persone “scioccamente” oneste nel M5S.

La Befana, per queste mie ultime menzogne spudorate, mi punirà, il 6 di gennaio 2015, con una tonnellata di carbone…..Che mi andrò subito a vendere

Oreste Grani/Leo Rugens


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3 thoughts on “Dopo 161 giorni ribadisco: “Ma quanti sono i ladri nel PD? Difficile, ormai, tenere il conto”. Non solo nel PD

  1. ilrisvegliodeldragone in ha detto:

    L’ha ribloggato su Leo Rugens.

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  2. nadir bisan in ha detto:

    Come al solito per chi è al potere a rubare è stato l’altro ! Poveri Orsini e Serracchiani sono davvero poco, come è troppo poco uno come Renzi per la nuova stagione italiana ! Sono necessarie persone preparate e di buon senso senza accozzaglie di rampanti giovani in cerca di fama! I sopracitati tra l’altro sono pure piccoli …di statura intendo !

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