I nipoti dei nazisti tedeschi ci tengono a far sapere al Mondo di essere “geneticamente” come le loro madri e i loro padri.

Gold

Tutto quello che segue  lo penso a prescindere che venga o meno raggiunto un accordo tra Grecia e il resto del Mondo. Sento parlare di 50 miliardi di euro da controgarantire con beni tipo porti, aeroporti, compagnie elettriche e altre infrastrutture. 50 miliardi come 50 chilogrammi d’oro richiesti agli ebrei del ghetto romano. Quantità che, alla fine, sia pur consegnata, non salvò quasi nessuno. Gli ingannatori, da sempre, sono i berlinesi, con o senza stivali. Quelli di cui non fidarsi non sono i discendenti di Ulisse ma i figli di Kappler.

Oggi farà il solito caldo “della madonna” e un cardiopatico anziano quale sono, dovrebbe starsene a casa ad aspettare temperature più miti.

Ho deciso viceversa che mi vado a fare una gita prima al Museo di via Tasso (nei locali dove i nazisti torturavano a morte quelli diversi da loro) e poi mi spingo, con i mezzi Atac (e questo è il vero rischio), fino alle Fosse Ardeatine, ad omaggiare, tra le altre, la tomba di Umberto Grani fucilato, dalle SS tedesche di stanza a Roma, il 23 marzo del 1943, in quanto massone ed antinazista. Quello stesso giorno fu fucilato l’ufficiale dei carabinieri Talamo Manfredi, eroe del Servizio Segreto Militare Italiano, solo perché non si era voluto mettere a disposizione di Kappler.

Prendo l’autobus perché, ogni tanto, visitare “le urne dei forti” riaccende l’animo che si potrebbe viceversa spegnere alla vista di quanto ancora una volta sta accadendo. Sono cero infatti che tra gli ossequiosi (alla teutonica cancelliera di turno) leader europei ci devono essere non pochi somari in “storia e filosofia”. Solo così si potrebbe spiegare quello che sta accadendo: il IV° Reich è in cammino e i soliti agnelli sacrificali rimuovono completamente i segni premonitori della tragedia. Questa mattina a Radio 24, sento, ad esempio, il bravo giornalista Alessandro Milan che dovrebbe, per la famiglia a cui appartiene e la conoscenza della storia che certamente ha, stare più attento ad ironizzare sui titoli che oggi compaiono su non poche testate giornalistiche, imperniati su termini quali diktat, spalle al muro, vendetta.

Anche questa volta toccherà a quelle donne e uomini, innamorati perdutamente della Giustizia e della Libertà, coadiuvati dai pochi massoni democratici sopravvissuti, prima resistere e poi rompergli nuovamente la testa quadra a questi tedeschi sanguinari sadici persecutori dei deboli e dei diversi da loro. Milan di cui mi parlò bene il rav Scialom “Mino” Bahbout mi sembra distratto rispetto alla gravità dell’ora. Potremmo essere veramente ad un passo dal ’38 e poi dal ’39 e poi dalla tragedia che solo gli anglo americani seppero interrompere. Non furono certamente alcuni saggi e moderati tedeschi a fermare l’Ococausto. Todo cambia? È vero, la Storia non si ripete tranne che per i tedeschi.Gli stereotipi sono l nostri nemici tranne quando  riguardano la Germania. In quel caso è, in modo sacrosanto, l’eccezione che conferma la regola: mai fidarsi dei tedeschi.

Tra poche ore, infatti, il tutto (parlo della vicenda Greca e delle imposizioni volute dalle istituzioni paneuropee) si trasformerà in una banale storia di vendetta e di punizione di chi ha osato alzare la testa e sostenere il diritto alla sovranità del proprio popolo. Anni addietro (pochissimi se si rapportano ai tempi della Storia) i mangiatori di kartoffen usavano la rappresaglia e le fucilazioni – dopo le torture di massa – per punire le donne e gli uomini che desideravano vivere liberi secondo giustizia e libertà e non come si decideva a Berlino.

Oggi, parimenti, la violenza tedesca viene attuata nei confronti degli elleni arschloch in quanto considerati, dai seguaci della ex comunista della DDR Angela Merkel, una razza inferiore, dreckjuden, non dedita al lavoro come, all’epoca (un batter di ciglia fa), per i tedeschi nazisti (cioè quasi tutti) lo erano gli ebrei, gli omosessuali, “gli zingari”, i massoni, i diversi da loro tutti, sostanzialmente, considerati lausbub. Sì, siamo diversi da voi, teteschi di Cermania, che siete ciò che siete oggi, come lo siete stati ieri e come lo sarete domani. Fino a quando, ancora una volta, partendo da Napoli, da Stalingrado, da Atene, da Parigi, da Varsavia, passando per Dresda, arriveremo ad impiccarvi nuovamente a Norimberga. Questa volta, possibilmente, tutti, senza se e senza ma e senza porci il problema di chi di voi dovesse essere colpevole o totalmente innocente. La prossima volta che capiterete a tiro del resto dell’Umanità,  andrete trattati come facevate voi quando ritenevate di essere nel giusto a dannarvi l’anima su come trovare metodi efficienti per bruciare, con poca spesa (maledetti soliti ragionieri di merda), quelli che non la pensavano come voi. A questi greci va applicato un sonderbehandlung in quanto tutti, senza eccezione alcuna, sono degli untermenschen. L’intera Grecia va trasformata in un solo knochenmuhle.

Tedeschi, siete gli eredi genetici delle donne e degli uomini che usavano efficientemente e parsimoniosamente lo Zyklon B composto chimico di cui andavate particolarmente fieri come tutto quello che fate o inventate voi. Camuffatevi come volete ma “geneticamente” (vi piace questo uso del vostro pensiero?) siete quelli che sulla nave Cap Arcona facevate esperimenti sadici su bambini e donne. La nave Cap Arcona è un riferimento minore da non dimenticare per capire chi, ancora oggi, abbiamo davanti.  Siete stati questo, questo siete e questo sarete, fino alla fine dei tempi.

C’è un collegamento diretto tra le frasi: “Non avete diritto di vivere tra noi in quanto ebrei”, “Non avete diritto di vivere tra noi” e “Non avete diritto di vivere”. In settanta anni non si cambia anche perché, in molti, fino a 25 anni addietro, vivevate felici e contenti nella nazistissima DDR e il resto dell’Europa per farvi tornare uniti e forti ha pagato i vostri debiti pregressi. Il tutto senza che voi aveste pagato i vostri di danni procurati. Anche in Grecia. Se non ci si deve allarmare

Oreste Grani/Leo Rugens

P.S.

Avviso agli ammiratori ossequiosi della potenza e della serietà tedesca: i “conti” non sempre tornano come dimostrano i documenti che oggi riproduco: tutto preciso, tutto “tetesco” salvo che quei numeri, quegli elenchi, quei nomi erano di persone. Scrivo “erano” perché furono tutte uccise ad Auschwitz da tedeschi  e dai loro complici.