Gli “Alleati” del patriota Varoufakis

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Alla fine Varoufakis s’è tolto la maschera e ha rivelato ciò che è: un patriota greco alleatosi con agli anglo-americani nella difesa del suo paese e dell’Europa democratica dalla Germania. Lo abbiamo capito leggendo il suo curriculum, non era difficile.

Oggi rischia addirittura l’accusa di alto tradimento; ritengo che viva tutto ciò come un altissimo onore.

Faccio notare che un ruolo simile lo può interpretare solo un uomo onesto e colto, senza scheletri nell’armadio e senza fondazioni di dubbia matrice alle spalle (VeDrò di Letta e Fondazione Open della coppia Carrai-Renzi).

Faccio notare inoltre che, mentre Varoufakis trova sponda in Galbraith, Renzi ce l’ha in Gutgeld-Abravanel più Ledeen, niente di più niente di meno.

Certo una sorpresa l’abbiamo avuta leggendo l’articolo del Corriere riportato in fondo al post, ovvero che alla base del piano B ci fosse una vera e propria azione “militare” aggiornata ai tempi della cyber-war nella sua declinazione finanziaria. Ripensando ai recenti casi dell’Hacking Team e del sequestro di Betuniq (la cui esistenza è imprescindibile dal web e dagli algoritmi che aziende quali la ReVuln manovrano sia per la NSA sia per la Poker Stars, anch’essa con sede a Malta) appare evidente il ritardo in cui si trova un paese come l’Italia, dove anni e anni di potere berlusconiano e non solo, hanno soffocato lo sviluppo di una cultura del web e soprattutto delle strutture tecnologiche che la supportano. Tanto per fare un esempio, i ragazzini statunitensi, a livello di scuola media, svolgono una parte dei compiti su piattaforme on line, imparando a manovrare algoritmi e programmi, mentre in Italia il problema è che il preside decida quali insegnanti assumere o premiare e i genitori si chiedono se il soffitto della scuola non schiaccerà i loro figli.

Piacciano o meno Varoufakis e i suoi alleati anglo-americani, abbiamo l’ennesima conferma che sulla pelle dei greci si è giocata una battaglia durissima; da notare che mentre USA e GB fondano il proprio futuro sul digitale, i tedeschi insistono sulla meccanica e il cemento (è di  oggi 29 luglio la notizia della Pesenti da parte di un gruppo tedesco): secondo voi chi ha più futuro davanti?

Scrissi che Atene sarebbe stata la Stalingrado della Merkel… la guerra continua.

Nota finale; il Presidente del Consiglio Renzi Matteo, oltre a non provare schifo nel ricevere 100.000 euro dai venditori di cancro della British American Tobacco, ci rassicura che tra vent’anni l’Italia sarà leader nel mondo…

Dionisia

Greci, il piano segreto di Varoufakis «Moneta parallela come piano B»

Un piano B per una moneta parallela, hackerando segretamente le password utilizzate dai greci per accedere ai propri account fiscali online e introdurre un metodo di pagamento parallelo se il sistema bancario fosse stato chiuso. È stata pubblicata lunedì, dopo giorni febbrili di indiscrezioni, la registrazione in cui l’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis spiega in una teleconferenza con alcuni membri di un hedge fund internazionale, il piano segreto ellenico.

Varoufakis: «Dovevamo lavorare sottotraccia»

La registrazione è datata 16 luglio ed è stata pubblicata lunedì 27 luglio, con l’autorizzazione dello stesso Varoufakis, dall’Omfif (Official monetary and financial institutions forum). «Il primo ministro, prima che vincessimo le elezioni – spiega Varoufakis nell’audio – mi aveva dato l’ok per formulare un piano B. Io ho messo in piedi un piccolo team che avrebbe dovuto lavorare sottotraccia per ovvie ragioni». Il piano segreto per gestire il passaggio a una nuova valuta in caso di fallimento dei negoziati con Bruxelles aveva un gruppo guidato dall’economista Usa James Galbraith. Che nei giorni scorsi l’ex ministro, su Twitter, aveva commentato l’ipotesi pubblicata dai giornali greci in questo modo: «Quindi, stavo per “impadronirmi” dei codici delle tasse dei cittadini greci? Impressionato dall’immaginazione dei miei detrattori.

«Abbiamo fatto tutto il possibile per il bene pubblico»

Eppure oggi la registrazione è online, integrale e svela i retroscena di questi mesi di trattative. Mesi in cui, secondo la versione riportata da Varoufakis sul suo sito internet, la verità è stata distorta dai media: «Durante questi cinque mesi di negoziati il ministro delle Finanze ha fatto tutto il possibile per il bene pubblico».
Ma le registrazioni hanno scatenato tutti i partiti ellenici di opposizione che chiedono a gran voce un chiarimento in parlamento.

Pagamenti «ombra»

«Ci stavamo preparando su diversi fronti. Prendiamo il caso dei primi momenti in cui le banche sono chiuse, i bancomat non funzionano e ci deve essere un qualche sistema di pagamento parallelo per permettere all’economia di stare in piedi per un po’ e per dare alla gente la sensazione che lo Stato abbia tutto sotto controllo e che ci sia un piano», dice ancora Varoufakis. In questo frangente il team «coordinato» dall’economista Usa Galbraith aveva ideato un sistema di pagamento `ombra´ basato sul sito dell’agenzia delle entrate greco che avrebbe permesso, attraverso un pin fornito a chi doveva del denaro, fosse lo Stato o soggetti privati, di trasferire la somma in questione in un «formato digitale» e nominalmente in euro. «Questo sistema era ben sviluppato e avrebbe fatto una gran differenza», dice ancora Varoufakis. «Avremmo potuto estendere il sistema agli smartphone con un’app e sarebbe potuto diventare un funzionale meccanismo finanziario parallelo: al momento opportuno sarebbe stato convertito nella nuova dracma». Ed è in questa atmosfera che cominciano i colloqui tra il premier greco Alexis Tsipras e le istituzioni creditrici.

Tsipras chiede 86 miliardi entro il 20 agosto

Dopo che la Bce ha posticipato la riapertura della Borsa di Atene, l’ex troika è arrivata in Grecia e i lavori si svilupperanno analizzando singolarmente la situazione finanziaria ellenica, il tema delle pensioni, le relazioni sindacali, l’apertura del mercato dei prodotti e altri temi concordati nella riunione dei leader dell’eurozona dello scorso 12 luglio. Tsipras vorrebbe arrivare a un accordo per il piano di aiuti da 86 miliardi entro il 20 agosto, data entro cui deve restituire alla Bce un prestito da 3,2 miliardi. Ma le cose si fanno complicate.

I creditori chiedono nuove «azioni prioritarie»

Due i pacchetti di riforme che, seppur con molte difficoltà, sono stati approvati dal parlamento greco. È stato dato il via libera all’aumento Iva, alla riforma del codice civile, sono state adottate anche le direttive Ue sul recupero dei crediti bancari. Sono rimasti fuori invece i tagli alle pensioni, un tasto dolente per Atene. E per alcuni, Germania in testa, gli sforzi fatti non sarebbero ancora abbastanza. I creditori insomma vorrebbero spingere per un nuovo blocco di «azioni prioritarie», questione questa assolutamente esclusa da Tsipras. Che negli ultimi giorni ha dovuto fare i conti con un partito spaccato e un governo di minoranza, nonostante i sondaggi lo diano ancora molto popolare tra i greci.

Il prestito ponte da 5 miliardi da evitare

Il negoziato in partenza nelle prossime ore però probabilmente si concentrerà su questi aspetti e se non si arriverà a un accordo potrebbe aprirsi la strada per un altro prestito ponte da cinque miliardi. Una strada stretta e tortuosa che il leader della sinistra radicale greca vorrebbe evitare così come vorrebbe escludere un altro passaggio in parlamento che, con la richiesta di nuovi tagli, potrebbe intrappolarlo in un vicolo cieco. Tsipras vorrebbe procedere invece a passo spedito verso un accordo che nella migliore delle ipotesi potrebbe arrivare addirittura entro l’11 agosto, quando è stato ipotizzato un possibile Eurogruppo. Dopo gli toccherà fare ordine nel partito e qualcuno inizia già a parlare di nuove elezioni possibili che potrebbe tenersi a settembre o al più tardi a novembre.

27 luglio 2015 (modifica il 28 luglio 2015 | 08:25)