La strage di Bologna e l’assenza di una qualunque capacità di elaborare una politica estera

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La sentenza per la strage di Brescia indica la strada. Onore e gratitudine di tutto il Paese alla Magistratura e in modo particolare al giudice Guido Salvini che più di altri ha cercato – con tutto se stesso – la verità storica e giudiziaria. Altrettanta gratitudine è onesto e giusto provare per quegli ambienti, anche internazionali, che avessero collaborato, con gli ambienti investigativi che facevano capo al magistrato inquirente in questa lunga caccia ai colpevoli. La ricorsa per trovare mandanti e complici nella Strage di Bologna parte quindi da Brescia. Così come prima e dopo queste tappe strazianti bisogna, giocando a questo macabro Gioco dell’Oca, fermarsi alle caselle dei mille episodi che connotano il tentativo pluridecennale di precipitarci in una guerra civile che voleva aprire la via ad una svolta autoritaria anche nelle forme di sospensione del dettame costituzionale. Quello che è oggi in essere con ampio uso di liquidi lubrificanti e che per toglierci di mezzo come Paese mediterraneo in quei decenni si è tentato di realizzarlo attraverso il terrore.

Mi trovavo su una nave e percorrevo l’istmo di Corinto quando mi raggiunse, tramite una radiolina, la notizia della strage di Bologna. Era – ovviamente – il 2 agosto del 1980 e quella tragedia mi condizionò drammaticamente, giustamente, una delle poche vacanze che nella mia vita mi ero concesso. Ancora oggi, 35 anni dopo, l’inizio del mese di agosto mi appare meno solare (come ormai va di moda dire per troppe cose o individui) non riuscendo a rimuovere che 85 persone morirono e 200 rimasero ferite dentro un meccanismo straziante di crudeltà e cinismo messi al servizio del potere di alcuni su altri. “Meccanismo” che oggi Paolo Bolognesi, nel consegnare un’importante documentazione agli organi della Repubblica, può ancora definire “attività terroristica finalizzata a provocare un’insurrezione armata contro i poteri dello Stato e conseguentemente una guerra civile”.

La bomba, quando scoppiò, non generò un conflitto in armi ma ebbe ugualmente il risultato di traumatizzare il Paese che non ritrovò più una sua condizione di equilibrio “mentale” e con essa una qualche sovranità. Sovranità e un ruolo mediterraneo. Ricordate che solo due anni prima era stato “giustiziato” – da quelle teste di cazzo brigatiste – Aldo Moro, uno che – appunto – di politica estera mediterranea ne capiva a sufficienza. Accecati e traumatizzati siamo stati lasciati in balia di cialtroni e affaristi che, passo dopo passo, ci hanno portato dove siamo senza una identità e costretti a scoprire (ma per Dio la smettete di dire idiozie?)  di non avere più un Mezzogiorno e una qualche funzione ragionata legata alle complessità del Mediterraneo. Ben Ali sì, Ben Ali no; Gheddafi sì, Gheddafi no; Mubarak va bebe, Mubarak va male. Mai una prospettiva culturale con e per i popoli rivieraschi; mai un ragionamento se non quanto vantaggio potevamo trarre (ma chi ne traeva vantaggio?) dall’estrarre petrolio, vendere armi, comprare alberghi, costruire impossibili litoranee.  In accordo con i faccendieri di Ben Ali, Mubarak, Gheddafi.

Mentre qualcuno ci teneva distratti con l’ipotesi di guerra civile noi, come Nazione, senza alcuna virile capacità di reagire, lasciavamo fare la politica estera ai nostri di faccendieri a loro volta in ottimi rapporti con quelli amici e complici dei dittatori nord africani. Quanti ministri degli esteri abbiamo cambiato da quando è stato ucciso Aldo Moro, è stato abbattuto il DC9 ad Ustica, è scoppiata la bomba di Bologna? Quanti piccoli grandi mascalzoni si sono sentiti statisti imponendoci le loro mezze figure quali premiers di una repubblica allo sbando? Quanti generali o ambasciatori strapagati si sono improvvisati competenti nella materia e fatti piazzare dai loro amici e complici politici alla guida dell’Intelligence? Tutta gentarella che negli annali della Repubblica non lasceranno traccia alcuna se non il danno erariale dei loro 600/700 mila euro di stipendio l’anno.Provate a chiedere a quanto ammontano le pensioni di tali signori? Provate a chiedere ad una Commissione Parlamentare di pubblicare i Tfr di questi generali o ambasciatori? Questo è populismo, vero? O parlo di un minimo di equità?

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Dopo Moro, Bologna, Ustica, Alpi tranne depistaggi nulla è stato prodotto se non un po’ di morti ammazzati perché rompevano i coglioni. Qualcuno ha chiesto conto agli estensori dei rapporti/dossier in cui comparivano generiche espressioni relative a “In Tunisia, Libia, Egitto va tutto bene” detto a tre mesi dalle rivolte di primavera? Voi pensate che sia  tanto difficile conoscere i nomi di tali incapaci e scoprire che alcuni sono ancora “in servizio ai servizi” e che altri stanno lautamente in pensione anzi alcuni continuando a millantare  rapporti privilegiati in quelle terre martoriate traggono vantaggio dal non aver fatto a suo tempo il proprio dovere? Mi dite qualcosa che dalle parti della Farnesina è stato portato a termine tale da giustificare migliaia di milioni spesi nel nulla? Avete idea di quanto vi costano questi stipendifici (Esteri e Servizi) per non generare un solo centesimo che abbia valore di semina e di prospettiva futura?

Dove finiscono i soldi delle super tasse che vi fanno pagare?

Per non parlare della decisione di ricostituire un carrozzone per il Sud. Avete idea di quanti miliardi di miliardi ha fagocitato il Meridione senza dare benessere ad alcuno se non alla criminalità e ai politici complici? Ma se una colletta del M5S in poche settimane ha ripristinato il collegamento interrotto da una frana mi dite perché continuate a credere che gli asini volino? Il M5S siciliano ha indicato la strada: Per non parlare dei fondi in garanzia con cui piccole imprese stanno cominciando a rivedere in banca qualche onesti soldino.

Ma voi sapete che già esiste una banca (100% delle Poste Italiane) che dovrebbe assistere strategicamente il Mezzogiorno? Anche perché, l’istituto, pretenziosamente si chiama Banca del Mezzogiorno ed è una banca di medio credito. In queste ore una domanda potrebbe essere chi recluta e seleziona chi dovrebbe custodire i custodi/dispensatori di questo denaro pubblico? Anche perché la Posta dove arrivano e transitano i soldi di di milioni di “Mafaldina” potrebbe essere, quanto prima, privatizzata.

Ma le Poste non sono state fatte ricche dal “Pesenti di turno” ma dallo sforzo di tutti voi che – a milioni – avete affidato i vostri milioni ad una classe di amministratori sempre “drammaticamente” scelti dai politici. Brutto gatto che ti mordi la coda, quando la vogliamo smettere? A quando la meritocrazia e la competenza invece del riciclaggio di politici trombati o compiacenti? Un tempo si poteva invocare l’ispezione della Banca d’Italia, adesso che via Nazionale non esiste più (così è), mi dite a chi si chiederà di custodire i custodi dei vostri risparmi? Ai Carabinieri?

I 22 miliardozzi di euro che si delineano per il “Mezzogiorno”, in mano a chi andranno a finire (quando dovessero essere erogati) nei prossimi mesi? Attenti correntisti postali che il cetriolo è in movimento e non vedo nessuno (neanche gli onesti e indaffarati cittadini organizzati nel M5S) che si stia dedicando a capire cosa si faccia di fatto in questi luoghi di “credito”. “Credito? Ovviamente, si fa per dire scherzosamente.   

L’impoverimento del Sud è un problema di sicurezza nazionale (bisogna avere coraggio strategico per affrontare la criminalità internazionale che ha radici nel nostro meridione) e di assenza di una qualunque politica estera mediterranea. Punto. Questi sono dei ladri ma, soprattutto, sono degli incapaci “ciucci presuntuosi”. Il ricordo della Strage di Bologna, la figura di Aldo Moro, l’attentato al Papa da parte dei Lupi grigi turchi, il “Caso Ocalan” e il PKK, i morti di Ustica, Ilaria Alpi, Franco Lamolinara e la ridicola pretesa dei nostri governanti e dei loro informatori di essere tra quelli che capiscono il dopo Ben Ali, Gheddafi, Mubarak o cosa accade oggi in Iraq, Siria, Arabia Saudita, Yemen, Uckraina, Cecenia, Afghanistan è ormai insopportabile. Sarebbero lasciati a casa ovunque in qualunque amministrazione indirizzata al profitto (politico ed economico) tranne che in Italia.

La Strage di Bologna è stata pensata e organizzata per togliere sovranità al Paese precipitandolo in una guerra civile che lo paralizzasse, lo smembrasse, quasi fosse una Siria che oggi, non a caso, non c’è più. Chi ha pensato tutto questo potrebbe essere morto ma, viceversa, potrebbe essere ancora vivo. Se vogliamo sognare, come Nazione, un giorno di risorgere, con tutte le nostre forze, dobbiamo cercare chi ci ha confezionato il pacco. Meglio dire, i pacchi perché – come detto – non ci fu solo Bologna. E potrebbe ancora non essere finita soprattutto se i sondaggi cominciassero a non poter non più dire che, se si andasse a votare, irrompendo una parte degli astenuti a favore del M5S, la partita sarebbe sospesa per manifesta inferiorità degli avversari. Già oggi il M5S è il primo partito d’Italia come lo sarebbe stato, nelle elezioni del 2013, senza il truffaldino premio di maggioranza attribuito, con i voti degli italiani all’estero, al PD.

Vediamo se mi sbaglio sul fatto che non potendo più fermare il Grande cambiamento (che sarebbe prima di tutto culturale) torneranno le stragi e i delitti eccellenti. Tutto ciò non è irreversibile ma come si debba fare perché la conservazione ancora una volta non prevalga, per ora non ritengo prudente scriverlo.

Ritengo che non sia  opportuno presumere di farcela “solo” andando a votare in massa M5S. Prima bisognerà dedicarsi a non poche mirate campagne di informazione finalizzate a rimuovere vecchie carogne che abilmente e parassitariamente vivono nelle “segrete viscere” dello Stato.

Oreste Grani/Leo Rugens