Quali coperture internazionali stanno scattando intorno alla vicenda dell’Hacking Team?

vespa

Perché una “cosa” di tale rilevanza e implicazioni non è considerata degna di maggiore attenzione da parte dei media? Chi sta mettendo la sordina alla vicenda e perché? Il problema, in Italia ad esempio, è invitare alla trasmissione Porta a Porta i Casamonica e dare loro la possibilità di smentire, grazie alla tv di Stato, le leggende metropolitane che quei cattivacci dei carabinieri/poliziotti/magistrati inquirenti artatamente costruiscono per perseguitarli novelli Anna Frank. Il problema di questo Paese è che di una cosa come Hacking Team nessuno ha le palle per parlarne in “prima serata”. Figurarsi a Porta a Porta dove impera Bruno Vespa cioè il trombettiere ufficiale del regime partitocratico.

Oreste Grani/Leo Rugens


08/09/2015 – 15:24

Hacking Team, il Ministero pubblico non apre l’indagine

ZURIGO – Il Ministero pubblico zurighese non intende indagare il consigliere di Stato socialista Mario Fehr in relazione all’acquisto, per conto della polizia cantonale, del controverso software spia della società milanese Hacking Team. Sulla vicenda si deve ancora esprimere il parlamento cantonale.

A chiedere l’apertura di un’inchiesta era stata la Gioventù socialista (GISO) zurighese, che in seguito all’attacco informatico subito il 6 luglio scorso dalla società milanese aveva sporto denuncia contro l’esponente del suo stesso partito.

I giovani socialisti sostengono che in Svizzera manca una base legale per l’acquisto e l’impiego di cosiddetti “cavalli di Troia di Stato”. Ritengono perciò che il capo del Dipartimento cantonale della sicurezza si sia reso responsabile di abuso di autorità e di acquisizione illecita di dati.

Il Ministero pubblico zurighese ha fatto sapere oggi di avere esaminato la questione e di non aver trovato indizi che facciano pensare ad atti di rilevanza penale. L’autorità inquirente ha perciò fatto richiesta al Gran consiglio di non autorizzare l’apertura di un procedimento penale.

La palla passa ora all’ufficio di direzione del parlamento cantonale. Quest’ultimo dovrebbe formulare una proposta, probabilmente in novembre, che sarà sottoposta al plenum del Gran consiglio, ha detto oggi all’ats il responsabile dei servizi parlamentari zurighesi, Moritz von Wyss.

La GISO esprime in una nota la sua “costernazione” e dice di valutare la possibilità di fare “altri passi” che portino all’apertura di un procedimento penale. La Gioventù socialista ritiene che le indagini contro il consigliere di Stato zurighese andrebbero affidate ad un’autorità extracantonale.

Il controverso software spia acquistato dalla polizia cantonale zurighese è il ‘Remote control system’ chiamato Galileo, che si infiltra in modo invisibile su un computer o un telefonino, carpendo tutte le informazioni che transitano dal dispositivo.

Il 6 luglio, la società milanese ha subito un attacco da parte di hacker che hanno messo online 400 gigabyte di dati, rendendo inutilizzabile il prodotto acquistato da apparati governativi di tutto il mondo. A distanza di alcuni giorni la Hacking Team ha ammesso di avere subito l’attacco che l’ha messa “fuori controllo”.

Fra i file resi pubblici figurava anche una fattura di poco inferiore ai 500’000 franchi per la fornitura di Galileo alla polizia cantonale zurighese. A quanto si è appreso, l’acquisto è stato approvato a suo tempo dal consigliere di Stato socialista, il quale, visto che la fattura era inferiore al milione di franchi, non ha dovuto chiedere il parere dei colleghi di governo.

Fehr aveva da parte sua giustificato l’acquisto – chiesto dal Ministero pubblico in relazione a procedimenti riguardanti due gravi casi di traffico di stupefacenti e di riciclaggio di denaro – con la necessità di mettere a disposizione delle autorità inquirenti strumenti paragonabili a quelli di cui dispongono i responsabili di gravi reati.