Il tempo passa per tutti anche per Serena Williams: due tarantolate pugliesi sul tetto del mondo tennistico

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Cosa altro avrebbe potuto consentire a Roberta Vinci, bella ragazza pugliese, di battere (dopo tre anni di invincibilità) la super tosta gigantessa virago Serena Williams, imperatrice (con la sorella) incontrastata del tennis, da oltre un decennio, se non il potere della “taranta”?

La pugliese ha fatto perdere il senso delle cose alla regina del tennis ballandole dinanzi una “tarantella” (che forse ricorderete si balla in coppia) con accompagnamento di nacchere e tamburelli: la racchetta (il tamburello) in campo c’era e le nacchere non sono mancate quando il pubblico a capito che, finalmente, qualcuno riusciva battere l’imbattibile.

Se seguite con attenzione questo blog sapete che sono ostile al gioco d’azzardo e che, per motivi altri da un eventuale vizio, sono persona in ristrettezze economiche. Alcuni dicono per scelta ma non è così. Comunque, da ieri, sono ricco come un “povero” può sentirsi ricco in quanto, saputo per vie traverse che i bookmakers inglesi quotavano la vittoria della Vinci 400 a 1, mi sono venduto un po’ di libri tra quelli sopravvissuti a vendite precedenti e, con 120 euro scommessi (il cuore mi batteva a mille), oggi posseggo ben 48.000,00 euro con cui mi sono assicurato una vecchiaia felice.

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Oltre tutto le vincite, per legge scaltra dello Stato biscazziere, hanno la detrazione alla fonte per cui mi sento la coscienza a posto e non devo nulla a nessuno.

Spesso da questo blog vi invitiamo a capire se una notizia è vera, falsa o autentica.

Questa della mia scommessa vincente è falsa e così scrivendo spero di evitare che di me dicano oltre quel che dicono anche che  sia un giocatore incallito. Peccato comunque ad non aver avuto quei 120 euro da buttare perché l’impresa della Vinci era veramente quotata 400 a 1. E questo da la dimensione del successo e dell’impresa compiuta. Direte, con quel cognome – Vinci – cosa avrebbe dovuto fare se non vincere?

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Passiamo alle notizie vere.

Possiamo rivelarvi che la scatenata Vinci era stata sottoposta ad un procedimento di atipico doping facendola mordere, ad entrambi i piedi, da una tarantola salentina appositamente allevata in cattività per essere finalmente, al momento giusto, utilizzata. Morso salutare per Roberta Vinci ed altrettanto per Flavia Pennetta, anche lei pugliese doc e anche lei opportunamente tarantolata da un saggio allenatore spregiudicato.

Anche questa del doping pugliese, è pura invenzione. Viceversa spero che il Governatore della Puglia, Emiliano, fresco eletto, senta il dovere di organizzare festeggiamenti con una apposita riedizione della Festa della Taranta che tanto successo continua ad avere.

Ho scherzato sul miracolo compiuto dalle atlete italo-pugliesi perché quando qualcuno sovverte una previsione, soprattutto in campo sportivo, sento sempre un’emozione e poi perché amo la Puglia, le donne pugliesi, il cibo pugliese, il barocco leccese e soffro di nostalgia dei bei tempi andati quando assistetti, felice con l’amore della mia vita, alla Notte della Taranta, ai suoi albori. Temo che fosse oltre 15 anni addietro. Il tempo passa per tutti, anche per Serena Williams.

Oreste Grani/Leo Rugens