Quanto ha saputo fare Fabrizio Sanna è un caso di geniale compartimentazione: LA VERITÀ È UNA DAMA VELATA?

FABRIZIO SANNA NON HA MAI APPARTENUTO ALLA SOKA GAKAI! LO AFFERMO PERCHE’ COSI’ SONO STATO INFORMATO DA FONTE ATTENDIBILE. MI SCUSO SE SI E’ INTESO ALTRO DA MIEI SCRITTI.

Oggi 13 novembre 2015

Oreste Grani

XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXLa Verità è una Dama Velata.

Segreto, enigma, mistero sono le sue maschere. Se le rivolgiamo la parola, ci risponde con strani incomprensibili suoni, o con segni che non sappiamo interpretare.

Tiene il volto celato, nasconde i suoi pensieri e i suoi sentimenti. Ci incanta con la promessa di sacre e risolutive rivelazioni. E, così, governa le nostre vite con l’astuzia e con l’inganno. Si aggira in luoghi appartati e occulti, ci getta sguardi obliqui dai corridoi tenebrosi del Segreto e del Potere.

Noi cerchiamo la Verità ma, in realtà, spesso siamo sedotti, catturati, e vittime del fascino dell’ignoto. Forse perché solo il Segreto, abito diafano della Verità, lascia intravedere vie di fuga ancora possibili.

Libri da leggere:

Codici e segreti di Simon Singh

Fin dall’antichità l’uomo ha pensato di creare codici segreti, sistemi di segni capaci di nascondere a occhi indiscreti un importante messaggio e rivelarlo solo ai destinatari. Al mondo misterioso dei codici è dedicato il libro di Simon Singh, che racconta con passione una serie di storie esemplari: quella di Maria Stuarda e del codice segreto che la condusse al patibolo; la macchina Enigma, usata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, il cui codice fu violato da Alan Turing; la decifrazione della Lineare B, la scrittura della civiltà micenea; la natura e la scoperta del codice genetico; l’elaborazione dei codici elettronici; la possibilità di inventare una crittografia a prova di decifrazione.

Cryptonomicon di Neal Stephenson

Cryptonomicon è un romanzo del 1999 di Neal Stephenson. Racconta le vicende dei crittografi della seconda guerra mondiale affiliati con Bletchley Park nei loro tentativi di tradurre i messaggi in codice dei nazisti e combatterne i veloci U-Boot, in parallelo con la storia dei loro discendenti, che con la moderna crittografia tentano di costruire una centrale dati nello stato immaginario di Kinakuta, una piccola nazione comparabile geograficamente e politicamente col Brunei. Cryptonomicon si avvicina di più al genere storico e contemporaneo che al genere fantascientifico frequente nei lavori di Stephenson, e include personaggi che si rifanno a figure storiche, quali Alan Turing (chi si rivede!), Douglas MacArthur, Winston Churchill, Isoroku Yamamoto, Karl Dönitz, Albert Einstein e Ronald Reagan, così come alcune descrizioni altamente tecniche della crittografia moderna e della sicurezza dell’informazione, e argomenti che spaziano dai numeri primi e l’aritmetica modulare al “van Eck phreaking”.

Il conto cifrato di Christopher Reich

Nuck Neumann, giovane uomo d’affari, è tormentato da un’ossessione: scoprire perché il padre, un importante dirigente della United Swiss Bank, è stato ucciso e da chi. Abbandona così il suo lavoro a Wall Street e si fa assumere dalla Banca di Zurigo. Lì scoprirà un segreto, una terribile verità che lo porterà a una sfida all’ultimo sangue con un misterioso avversario.

Elogio di Babele di Paolo Fabbri

Un elogio a Babele come metafora del luogo che ha permesso la traduzione fra le lingue. Un destino, secondo Fabbri, comune a tutti i linguaggi e alle pratiche discorsive. Per l’uomo, infatti, parlare vuol dire anzitutto dar senso al proprio agire e il senso nasce dal confronto con l’altro: alla base del nostro sapere c’è sempre la traduzione e la trasmutazione di una lingua in un’altra.
In questa raccolta di saggi l’autore ci propone alcune riletture e traduzioni dal punto di vista delle strategie di comunicazione: dal terrorismo delle Brigate Rosse alla veridicità del discorso scientifico, dallo spionaggio alla sottile trama del gossip, dalla rilevanza delle passioni alle incursioni nel mondo letterario di Calvino e Orwell.

L’occhio di Medusa. L’uomo, l’animale, la maschera. di Roger Caillois

Caillois, a suo modo scienziato e filosofo, affascinato dal mondo degli insetti, ci ammalia in queste pagine contro ogni antropomorfismo: gli animali si mascherano e non lo fanno solo a fini pratici. Molte farfalle, molti tipi di insetti, modificando in modo straordinario il loro corpo, si rendono invisibili e attraverso falsi occhi diventano orribili e terribili. Sembra che la natura conosca il dispendio e la vertigine della maschera. Il mito dello sguardo pietrificante di Medusa che attraversa molte culture, trova un parallelo nelle pratiche normali e inspiegabili di molti insetti.


Ma le macchine intelligenti e autoapprendenti (a cui nessuno però ritengo abbia fatto leggere ancora  i libri da me citati) che caratterizzano internet e il mondo ad esso connesso, rivelano che in molti, in queste ore, appreso che Fabrizio Sanna è deceduto, prima di tutto si sono addolorati e, subito dopo, scoperto che era sposato, hanno cominciato a chiedersi come fosse possibile che l’amico (per alcuni anche intimo e da tanti anni) lo fosse dal 1991 e che nessuno lo sapesse.

In linea di principio molte cose sono possibili ma è difficile immaginare una tale capacità di compartimentazione se moglie e marito (che siano ex o meno) vivono nello stesso Stato se non, addirittura, nella stessa città.

Porto un cenno autobiografico: sono stato sposato con una giornalista – anche famosa – andata in onda, in prima rete RAI, per oltre 15 anni.  Tuttavia, molti ignoravano che io e lei fossimo coniugi. Mia moglie aveva anche un’attività politica che la rendeva più che visibile eppure un suo compagno di partito (Claudio Martelli) con cui, anni dopo, mi sono rapportato e che la conosceva benissimo, rimase estremamente sorpreso che io esistessi e che fossi il marito della persona che lui aveva frequentato quotidianamente. Dovrei quindi tacere e non meravigliarmi troppo del segreto di Sanna. Eppure se penso a quante volte (tenete conto che Fabrizio aveva anche conosciuto mia moglie) gli avevo parlato delle mie scelte giovanili e di quanto la vita complessa che avevo voluto fare fosse incompatibile con una vita familiare serena, mi lascia perplesso il ricordo del suo eburneo silenzio. Mai una volta che mi abbia detto: “ti capisco perché anch’io sono stato sposato”. Dura da digerire se non che Sanna abbia agito così per motivi “dolorosissimi” o per ordini superiori. Chi era quindi Fabrizio oltre la persona che avevo immaginato più volte fosse, certamente impegnata a riferire a terzi quanto veniva a sapere di come, in Kami Fabbrica d’Idee, contrastavamo criminali e nemici dello Stato trattando argomenti ultra delicati quali la sperimentazione del “braccialetto elettronico”, il sistema nazionale di intercettazioni telefoniche, il recupero di algoritmi sofisticati a Zagabria  poi passati nelle disponibilità della Resi Informatica? Tutte problematiche che Sanna ha affrontato, diligentemente, con me e senza mai mostrare timore.

Perché non dirmi niente? Cosa poteva temere da persone totalmente impegnate nella legittima difesa degli interessi degli italiani mai tradendo le finalità per cui eravamo nati e sacrificandoci quotidianamente? Come lui e, forse, solo lui sapeva. Con Sanna, scientemente (era laureato in legge e quindi consapevole di quanto concorreva a fare), agimmo anche, a volte, “al limite della norma”.  Ma mai per interesse privato. Sanna era  presente, dalla mattina alla sera, quando in Kami, respingevamo il tentativo di Alberto Dell’Utri, Manuel Carmelo Sparacino, Mario Traverso, Francesco Pirinoli, Marcello Caruti Antonelli, Edmondo Monda ed altri di fare delle questioni relative al braccialetto elettronico “cosa loro”. Ci saranno altre occasioni per raccontare quanto sinergicamente facemmo in cento occasioni di impegno civile e culturale e sempre nell’interesse esclusivo del nostro Paese. Oggi mi voglio limitare a rinnovare il mio appello alla rete perché chiunque sappia con “chi” era sposato Fabrizietto, mi passi l’informazione. Come ho scritto e ribadisco, il mio interesse è – esclusivamente – quello, a cose drammaticamente avvenute (Sanna è morto e nessuno lo potrà riportare in vita) di sapere quale movente ci fosse alla base di tanto agire segreto.

Perché, non lo dimenticate mai, è sempre il movente che va cercato. Nel lecito e nell’illecito; in ciò che appare logico e, soprattutto, quando qualcosa risulta, come in questo caso, senza logica. Perché mai Fabrizio attuò una tale rimozione nei confronti di questa moglie e di noi tutti, considerandoci tanto inaffidabili da non condividere l’eventuale fardello? Ma questa moglie era un fardello o il grande amore della vita da difendere, proteggendola da tutti gli eventuali pericoli, con la massima consapevole prudenza professionale?

Aspetto con rispettosa pazienza che la signora Sanna voglia farsi viva e scambiare, anche elettronicamente, una riflessione su quattro parole: “perché Fabrizio agì così?”

Oreste Grani/Leo Rugens