Si avvicina la Terza Guerra Mondiale e voi state nelle mani dei peggiori

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Si avvicina la Guerra (Terza o altro che sia) e l’Italietta sta sempre come sta quando il gioco si fa duro tanto che c’è poco da stare allegri a meno che uno non sia i B B. che si trovavano bene quando il gioco si faceva duro. In questa veste artistica e creativa mi sembra difficile vederci il per bene e flemmatico Gentiloni o il cupo Padoan.

Le guerre si possono affrontare (per ora l’uomo non ha trovato più gradevole sviluppare l’arte della negoziazione e della capacità di gestire i conflitti) solo con classi dirigenti addestrate alla complessità. A cominciare da Matteo Renzi, passando per Maria Elena Boschi o andando a cercarglielo dietro, quel quarto di bue di Denis Verdini,  si trova di tutto tranne che intellettualità superiori. Scaltri e abili, ognuno a modo suo, certamente, anche per tradizioni familiari, ma non dotati culturalmente o intellettualmente per i tempi che corrono e correranno sempre di più.  Tre disastri che ho, banalmente, scelto a caso. Così, se si pensa che l’Italia ha avuto un ministro della Difesa come Ignazio La Russa, capi dei Servizi segreti come Giuseppe Santovito o un ministro degli Esteri come il buon Fini, non si può certo stare tranquilli. Siamo in piena Terza guerra mondiale e a guidarci non abbiamo neanche le fotocopie di Mussolini, Ciano, Starace. Guerra mondiale che sappiamo come andò a finire. Basterebbe mandare in prima serata, a reti unificate, per sessanta giorni, Rai Storia e si potrebbero cogliere non poche similitudini con quegli anni che non dobbiamo in nessun modo dimenticare: l’Italia è piena di staracini e badoglietti pronti a farsi re.

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Sono decine d’anni che spunta gentarella nei luoghi deputati a ragionare di geopolitica e del divenire delle cose complesse. Per non parlare dei sottosegretari che sono stati a loro volta scelti con tale prudenza e sensibilità intellettuale che se non erano cretini in massima parte erano dediti ai crimini più vari. A volte dei veri e propri tossico-dipendenti da fica, gioco, cocaina. Da soldi e stupide vanità, sempre. Rarissimi personaggi si sono distaccati da questo profilo e sono rapidamente spariti dalla scena del potere politico-affaristico. Immaginate se, come potrebbe accadere a giorni, le bombe che esplodono sempre più frequentemente in Turchia, spuntassero, con il loro bagaglio di sangue e dolore destabilizzante, anche in Italia? Chi terrà le redini del Paese? Il vecchio postino di Cossiga Luigi Zanda? Denis Verdini, pronto a salvarsi solo con un’amnistia? Vannino Chiti, anche lui toscano e a detta del millantatore Licio Gelli, suo conoscente? Stefano Esposito che, forte dei insuccessi “tavviani” in Piemonte, pensava di venire a Roma a far andare veloci anche quegli scarcassoni dei mezzi ATAC? Vi salverà quel rimescolatore di carte di Claudio Velardi a cui già dovete la sconfitta della onesta e capace Emma Bonino a favore di quel capolavoro di Renata Polverini? Vi salverà Gennaro Migliore che pensa che basti dire che Gianni Alemanno è colpevole di tutto per rimuovere i rapporti esistenti tra Francesco Gaetano Caltagirone e Alemanno (certamente) ma anche Rutelli e Veltroni? Vi guiderà nella Terza Guerra Mondiale la piccola urlatrice Giorgia Meloni che si è messa in testa che sia semplice risanare Roma tra un Giubileo e l’altro non avendo chiaro ancora di cosa si tratti quando si “giubila” per qualcosa o con qualcuno? O forse fidate in Fabrizio Cicchitto che solo a contare nel cielo “5 Stelle” ha i mancamenti senili? Al vostro futuro ci penserà Matteo Salvini che non viene considerato accoglibile nella complessa e travagliata Nigeria? Vi guiderà nei prossimi anni l’ottantenne Silvio Berlusconi, tra una trasfusione vivificatrice e l’altra? O quelli che si aggirano in libertà (li pagate anche voi!) e che si alzano la mattina pensando di poter dare consigli a Papa Bergoglio o al Parlamento israeliano? Vi salveranno quelli che non ne avevano azzeccata una negli anni che precedevano il grande cambiamento nel Mediterraneo (Libia, Egitto, Siria, Turchia) e che ora si offrono senza prezzo per riuscire ancora una volta a disinformare (scientemente o meno) su quanto sta accadendo (vedi post IO C’ENTRO… UN BEL NULLA OVVERO LE “INTELLIGENTI” PREVISIONI DI FORMICHE)?

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Vi salverà Sala solo perché non ci sono casi di salmonella (per ora) tra gli avventori dei ristoranti che sono stati aperti, dai soliti noti, a Milano Expo? Vi siete dimenticati che Pisapia se ne va e che a Venezia, per il MOSE ed altro, si sono “bevuti tutti”? Vi siete dimenticati che a Genova, un anno sì e un anno sì, si muore per troppa pioggia? Vi siete dimenticati che per vicende legate al Monte dei Paschi di Siena, il meno colpevole di tutti David Rossi si è ucciso? Vi siete dimenticati la CARIGE, i banchieri vicentini, il disastro Alitalia , gli scandali Finmeccanica? Vi siete dimenticati che nessun è riuscito a “riscattare” i due marò? Immaginate cosa accadrebbe se si dovesse trattare la liberazione di migliaia di prigionieri come nelle guerre si verificano? Vi siete dimenticati che Angelino Alfano è riuscito a scaricare sul suo Capo di Gabinetto tutta la colpa del Caso Shalabayeva? Chi di questi eroi da riesumare o da far uscire dalle patrie galere vi guiderà in guerra? Ci penseranno gli ‘ndranghetisti legati a Comunione e Liberazione? O forse Italo Bocchino e il suo amico Alfredo Romeo? Vi guideranno fuori dall’orrore dei bombardamenti il quasi centenario Licio Gelli, il sempre giovane Luigi Bisignani,  l’impomatato Giancarlo Elia Valori? Forse sarà Stefano Bisi il conduttore verso la salvezza? Suggerisco Cimoli che ha saputo condurre i treni dove diceva lui! Tenete conto che il 90% (o di più?) dei vertici delle Forze Armate e dei Servizi di Intelligence sono stati raccomandati e voluti, lì dove sono, da questo tipo di classe politica dirigente. Questa è la parte più inquietante  della vicenda: non si va in guerra e non si affrontano i pericoli senza che chi deve comandare sia arrivato in tale “onerosa” posizione senza merito. La meritoiocrazia è il vero humus  della sicurezza. Non si va in guerra senza aver messo in sicurezza le retrovie. Qui, quando vi va bene, siete in mano a dei veri ignorantoni e mascalzoni. Se vi volete fidare, fate voi.

Oreste Grani/Leo Rugens