Il Presidente Mattarella ha convocato il Governatore della Banca d’Italia Visco accusato di essere un truffatore

Quello a sx non centra niente, al centro l'arrestato Antonini della Banca Popolare di Spoleto, a dx il Prof. Antonio Giordano

Quello a sx non centra niente, al centro l’arrestato Antonini della Banca Popolare di Spoleto, a dx il Prof. Antonio Giordano

Come anticipato qualche mese addietro, il numero dei catturandi aumenta a vista d’occhio e non si va troppo per il sottile o per figure minori. Nelle ultime ore risultano inquisiti infatti calibri del tipo Visco, in quanto governatore, e il resto del vertice della Banca d’Italia in quanto signori a dir poco distratti. Niente paura, non crolla il mondo e ora si vedrà che avevamo ragione quando dicevamo che il Palazzone di via Nazionale è in realtà ormai sede di una banchetta come un’altra, proprietà di tutte le altre maggiori banchette italiane e non l’Istituzione che un tempo “firmava e rendeva valide le nostre lire”.

I signori strapagati devono rispondere per una faccenduola che riguarda grovigli affaristici che il magistrato ha chiamato “truffa” cioè con una espressione giuridica tale che se un giorno Visco fosse condannato, quella sentenza sancirà che l’Italia ha avuto, per alcuni anni, un truffatore quale Governatore della sua banca di garanzia. E quel tale si permette di citare Totò che, nella finzione cinematografica, aveva ipotizzato di vendere la Fontana di Trevi ma non che il Governatore della Banca d’Italia fosse un “truffatore”!  I sospetti malandrini oggi incriminati si muovevano intorno alla Banca Popolare di Spoleto banca di cui questo blog deve aver pubblicato qualcosa. Sono ormai oltre 2300 i post scritti ma a memoria mi sembra di avervi fatto cenno a qualcosa che ci puzzava dalle parti della bellissima e colta cittadina umbra. Se uno cercasse nell’archivio di Leo Rugens potrebbe trovare anche la foto di tale Antonini che ci sembra di ricordare fosse proprio qualcuno in stretti rapporti con queste vicende. Siamo così allusivi e poco precisi perché sappiamo che in realtà questa storia è una delle tante emblematiche dell’orrore che caratterizza il sistema finanziario/bancario italiano dove a tutti gli rimbalza se Unicredit se la fa con la Mafia, il MPS con gente come Mussari, Verdini, Raffi, Bisi, la Carige è di uno e non dei suoi azionisti. E via così.

Eppure lo IOR, la Banca Privata, il Banco Ambrosiano avrebbero dovuto insegnare qualcosa e consigliare maggior prudenza. A fare i furbetti con i soldi degli altri ci si può scottare come insegnano le brutte fini dei massoni Sindona e Calvi. Aggiungo quale anticipazione ad un necessario ritorno sull’episodio che ne nasconde uno ancor più grave che saper guardare in tempo e con la dovuta attenzione chi fosse questa NIT e come aveva operato nei mesi precedenti  in campo internazionale non disdegnando di fare capolino in Ukraina prima del tracollo delle istituzione e della convivenza civile avrebbe capito che interessarsi della sicurezza nazionale (non è in tema far iscrivere nel registro degli indagati il Governatore della Banca d’Italia per reati di associazione criminale e truffa?) e per alcuni e non per tutti. A meno che qualcuno ci mostri (non a noi ma almeno al Capo dello Stato) un appunto, un dossier, un allarme su quando si ordiva intorno ad una istituzione (la Banca d’Italia) che alle orecchie e agli occhi degli italiani si sarebbe dovuta preservare da tale sputtanamento. A meno che questo appunto/allarme esista e che nessuno (in spirito di sabotaggio) comprendendone il significato, non lo abbia mai fatto pervenire. Ma questo, come al solito, è un’altra storia.

Oreste Grani/Leo Rugens