Caso Genchi – Chi sarebbe il delinquente?

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Scrive nella prefazione del volume Il caso Genghi il puntuale (mai formalmente e legalmente smentito) Marco Travaglio:

Nel 2005, in un ufficio di via Nazionale a Roma, fu rinvenuto l’archivio segreto di Pio Pompa, “analista” prediletto dell’allora comandante (era il Direttore ndr) del Sismi Nicolò Pollari, con migliaia di dossier su cronisti, pm politici sgraditi a Berlusconi, da “neutralizzare e disarticolare anche con azioni traumatiche”. Pompa e Pollari sono imputati (erano ndr) per quell’archivio illegale, eppure i governi di destra e di sinistra li coprono, o forse proprio per questo. Giuliano Tavaroli, ex capo della “security” della Telecom di Marco Tronchetti Provera, è imputato (era imputato ndr) per aver accumulato migliaia di dossier su giornalisti, politici, imprenditori spiati illegalmente. Eppure nessuno ne parla, o forse proprio per questo. Genchi lavora su intercettazioni e tabulati legalmente acquisiti da giudici in indagini su gravi reati. Eppure (in moltissimi! ndr) dicono che il delinquente è lui, o forse proprio per questo. Il problema in Italia non sono le intercettazioni illegali. Ma quelle legali.

Questo brano ha valore da sempre ma lo ha oggi particolarmente alla luce dell’assoluzione di Luigi de Magistris di poche ore addietro. Dico questo con grande convinzione e piacere perché con la sentenza non viene solo assolto l’ex pm ma anche e soprattutto il lavoro onesto, legittimo, strategico di Gioacchino Genchi. Sarebbe quindi utile cominciare a ri-attenzionare i nomi e i comportamenti di tutti quei signori (si fa per dire) che a suo tempo si sono scagliati contro Genchi nel tentativo estremo di salvarsi e di farlo fuori professionalmente in modo definitivo e per molti di loro, salvifico. Genchi infatti ha lavorato a tutto campo sulle più delicate inchieste degli ultimi trent’anni e oltre ad avere lui una memoria d’acciaio sono le macchine auto-apprendenti che difficilmente possono dimenticare o essere prese per il culo. Pur essendo di genere femminile non dispongono di un lato B.

Pollari e Pompa  non credo che ieri abbiano esultato all’annuncio della sentenza ricordando che decine di pagine del volume citato sono state dedicate al loro agire senza senso se non per compiacere (attaccare l’asino dove il padrone vuole) Silvio Berlusconi e don Verzè. Personaggi entrambi (uno per fortuna è morto) che non credo abbiano a che vedere con la sicurezza del Paese se non in chiave deleteria.

Oreste Grani