Corradino Mineo, persona per bene, si è rotto gli zibedei, sfancula Zanda ed esce dal PD. Cioè dal “nulla”

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La gravità della situazione del PD è data dal tentativo (tra il patetico e il ridicolo) dell’ex postino di Francesco Cossiga, Luigi Zanda, di mettere sotto processo Corradino Mineo, persona per bene che per anni si è guadagnato da vivere facendo onestamente e qualitativamente il giornalista. Viceversa Zanda, come è noto, non ha mai fatto un cazzo se non il politico di professione, prima nella veste servile di un portalettere democristiano tra Cossiga e Licio Gelli e poi facendo il saggio esperto nel PD, transitando dalla Margherita rutelliana. Mineo, finalmente, si smarca. Passo dopo passo, questi personaggi buoni per tutte le stagioni (Zanda per un verso, Orfini per un altro) vanno lasciati soli con le loro gravissime responsabilità.

Matteo Orfini deve chiedere a Luigi Zanda di farsi da parte. Ma uno che per anni ha frequentato Massimo D’Alema e Luciano Consoli, può farlo?

Se Luigi Zanda (oggi PD) non la smette di gridare e di spacciarsi per un democratico, tutto potrebbe accadere!

Oreste Grani/Leo Rugens


IL PD, NONOSTANTE IL “GIOVANE” MATTEO RENZI, È FREQUENTATO DA VECCHI MAESTRI DELL’ARTE DEL “DOPPIO LIVELLO”. LUIGI ZANDA, UN ESEMPIO TRA TUTTI

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Il 18 aprile 2014 abbiamo pubblicato un post dal titolo “Cara Lilli Gruber, ha ragione Grillo: la P2 non è morta e, per chi vuole vederli, sono evidenti gli intrecci del “comitato d’affari”, ancora vivo e vegeto” che sta riscuotendo un certo interesse di “pubblico”.

Non solo Giuseppe Grillo da Genova ha ragione sulla presenza mefitica delle metastasi della P2, ma mi chiedo in quale realtà complessa viviamo se, in veste di dirigente politico di primo livello, nel PD renziano (il nuovo che avanza!), troviamo (ancora dopo decenni) il Sen. Luigi Zanda, certamente “ex-ufficiale di collegamento” tra Francesco Cossiga e Licio Gelli.

Quando Francesco Cossiga era Ministro dell’Interno e, inutilmente, chiedeva “in giro” chi ci fosse dietro agli attacchi che subiva dalla stampa ed in particolare dal “Corriere della Sera”, fu consigliato dal “Direttore amministrativo” del Gruppo Rizzoli, Bruno Tassan Din, di rivolgersi a Licio Gelli, rintracciabile nei salottini dell’Hotel Excelsior a via Veneto. La persona che in quegli anni faceva la spola, tra  due “poteri” (la Repubblica Italiana rappresentata da Cossiga e “non si sa chi” incarnata dall’ing. Luciani/Gelli), era Luigi Zanda, “democristiano di ferro”. L’ esponente politico è ancora alla ribalta, forse proprio per quei “servizi” svolti. Possiamo mai credere alla messa in scena di “Attanasio Cavallo Vanesio Matteo Renzi”, bravo ragazzo, tutto infervorato di buoni propositi? Luigi Zanda, a meno che fosse un cretino usato da Cossiga a mo’ di fattorino, sapeva benissimo che “il vero governatore, l’uomo che aveva a sua disposizione sessanta ufficiali dei carabinieri, quaranta ufficiali della marina e tutti i vertici dei servizi segreti era il direttore della Permaflex d’Arezzo (F.Cossiga, La versione di K. Sessant’anni di controstoria, Rizzoli, Milano 2009 pag.147)”. Siamo ancora in mano ad un personale politico che o è veramente “cretino” o, viceversa, in piena consapevolezza, ci sgoverna da secoli “garantito”, dalla propria appartenenza a un “doppio livello”.Basta con i doppi giuramenti. La Repubblica è una e come tale va rispettata e servita. È sempre più necessario che il 25 Maggio vinca il M5S. I cittadini organizzati da Grillo e Casaleggio, saranno pure (ritengo ancora per poco) inesperti ma, almeno, non hanno mai fatto i “fattorini” di nessuno, tradendo sostanzialmente il Paese e tutti noi. Se qualcuno, tra i deputati e i senatori “grillini”, ha fatto, in gioventù, il “porta pacchi”, lo ha fatto per guadagnarsi onestamente e in modo precario il pane.

Rimango in attesa di smentite da parte di Luigi Zanda e di chi si fida ancora di lui.

Leo Rugens