Da Bangui con furore – Il Giubileo della Misericordia si apre nella Repubblica Centrafricana

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Francesco ha annunciato che intende aprire il Giubileo a Bangui, città delle Repubblica Centrafricana, sfanculando – ci sia permesso il termine – politici, palazzinari, leccaculi, monsignori, bella gente, amministratori, ex sindaci che hanno sognato di farsi immortalare di fianco a lui durante l’inaugurazione.

La scelta si presta a più interpretazioni; la prima, a nostro parere, è che il papa continui imperterrito nella sua scelta strategica di partire dalle periferie – i futuri centri del Mondo – non solo per privilegiare gli ultimi, bensì anche con l’intento dichiarato di bombardare il quartier generale: la semi putrescente curia romana.

Un aspetto secondario che non può sfuggire a nessuno, è che le Repubblica Centrafricana è un paese sotto l’influenza francese e che lì la Francia ha inviato truppe per gestire un conflitto difficile.

Possiamo azzardarci a dire che la scelta di Francesco se ne freghi di Parigi e della sua influenza sul paese africano, giacché pare sempre più evidente il fastidio che il Santo Padre prova per le élite e le classi dirigenti, appellandosi direttamente agli individui, Mirabile e virtuoso esempio di “populismo”, alla faccia dei chierici assortiti.

Per chiudere il ragionamento, facciamo notare un sottile rizoma che lega alla Repubblica Centrafricana oltre il Vaticano, anche la Signora Shalabayeva, che al momento dell’arresto risultava in possesso di un passaporto “autentico” “regolare” o come volete voi, della suddetta Repubblica.

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Ciò apparì a dei sempliciotti come siamo un inequivoco segnale della “protezione” che Ablyazov godesse e goda nelle stanze dell’Eliseo, che oltretutto affidò alla “propria” agenzia di comunicazione, Havas, il compito di difendere l’onore della moglie dello scacchista. Last but not least – l’inglese non è a caso, dato che ha il profumo di una cucina franco-britannica tutta la vicenda kazaka – Ablyazov se ne sta al caldo nelle prigioni francesi, protetto dal rischio di impiccarsi come l’ex genero del Presidente Nazarbayev, lo sfortunato agente del Kgb Alyev, in quel di Vienna.

Un lungo viaggio attende molti: Roma-Bangui-Parigi-Astana (auguri per l’EXPO 2017).

Chi pagherà il conto?

Dionisia

P.S. Un uomo complesso mi ha consigliato di non fidarmi dei preti, spero che ci sbagliamo entrambi.

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